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Atto aziendale

Adottato con decisione del Direttore Generale n. 1657 del 28 settembre 2001.
Assentito con la verifica di conformità alle direttive regionali con Delibera G.R.E.R. n. 2399 del 12 novembre 2001.

1. LE FINALITÀ DELL'ATTO AZIENDALE

Il presente Atto Aziendale, previsto dall'art. 3 comma 1-bis del D. L.vo 502/92 e successive modifiche ed integrazioni, disciplina l'organizzazione ed il funzionamento dell'Azienda Unità sanitaria locale (A.Usl) di Piacenza con sede legale in Piacenza, C.so Vittorio Emanuele n°169, Partita IVA e Codice Fiscale n° 91002500337.
Il logo è rappresentato da un cavaliere a mezzo busto di colore rosso, appoggiato sulla scritta USL, nello stesso colore rosso, seguiti dalla scritta Azienda unità sanitaria locale di Piacenza.
Essa è dotata di personalità giuridica e di autonomia imprenditoriale secondo quanto disposto dallo stesso art.3 comma 1-bis del citato D. L.vo, nel rispetto dei principi e dei criteri fissati dalla L.R. 25.02.2000 n° 11, e della direttiva della Regione Emilia Romagna di cui alla deliberazione n. 1882 del 31.10.2000, per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalle normative e dalle pianificazioni statali e regionali, così come integrate dalla programmazione della Conferenza Sanitaria Territoriale, compatibilmente con le finalità e le risorse disposte dalle pianificazioni suddette.

Il presente Atto Aziendale è strumento di autogoverno ed ha lo scopo di disciplinare, nel rispetto della normativa vigente, degli accordi di lavoro e della pianificazione regionale e locale, in quanto compatibile con la prima, l'organizzazione ed il funzionamento dell'A.Usl di Piacenza, nonché delle sue articolazioni territoriali e strutturali, i compiti ed i livelli di responsabilità dei suoi dirigenti, la loro assegnazione alle varie strutture organizzative, la rilevanza della loro attività e dei loro atti rispetto all'esterno, nonché le correlazioni fra le strutture stesse.
Qualora sia richiesto, necessario od opportuno, per la piena applicazione degli indirizzi definiti nell'Atto Aziendale, per venire alla definizione degli assetti strutturali od organizzativi si fa rinvio a strumenti integrativi ed attuativi di natura regolamentare vigenti o di successiva attuazione da parte dell'Azienda.

L'assetto organizzativo e di funzionamento dell'A.Usl, come riportato nell'allegato A (organigramma aziendale) è finalizzato al miglioramento continuo della qualità dei servizi erogati attraverso attività di progettazione coordinate e lo sviluppo di processi di formazione ed aggiornamento continuo dei propri operatori.

Tale assetto deve favorire:

  • l'accessibilità ai servizi per i cittadini,
  • l'equità nell'erogazione di prestazioni appropriate al bisogno ed ispirate all'umanizzazione,
  • la semplificazione burocratica dell'accesso ai servizi stessi,
  • la trasparenza delle azioni e delle attività dell'Azienda,
  • la tutela del diritto da parte dei cittadini-utenti alla riservatezza.

L'assetto organizzativo dell'Azienda deve inoltre favorire la partecipazione delle Istituzioni locali, attraverso la Conferenza sanitaria territoriale ed il Comitato di distretto, la consultazione con le associazioni degli utenti e la concertazione con le rappresentanze sociali e sindacali presenti sul territorio.
Esso dovrà inoltre rispondere alle esigenze di economicità della gestione per un pieno e corretto utilizzo delle risorse disponibili.
A tal fine l'Azienda considera elemento essenziale della propria strategia la valorizzazione dell'autonomia e della responsabilità dei propri operatori, con particolare riguardo alla dirigenza, al fine di dare tempestivi riscontri ai bisogni dell'utenza, coniugando i principi dell'efficienza e dell'efficacia con quelli dell'equita' e della trasparenza.

L'atto aziendale è soggetto a variazioni ed integrazioni sia per il suo adeguamento alla normativa nazionale e regionale vigente nel tempo che disciplina la materia, sia per sopravvenute nuove esigenze aziendali. Le variazioni ed integrazioni sono disposte dal Direttore Generale con le stesse modalità stabilite per l'adozione e l'approvazione dell'Atto aziendale.
L'Atto aziendale è vincolante per il personale dipendente e convenzionato dell'A.Usl di Piacenza e per chiunque intrattenga rapporti con essa, ed in particolare, istituzioni, associazioni e fornitori.

L'A.Usl di Piacenza pone al centro della propria azione il cittadino sia nella sua accezione di cliente che ha diritto alla prestazione in relazione al suo bisogno di salute, sia nella sua accezione umana di persona che ha diritto al massimo della dignità e del rispetto anche, e soprattutto, nelle situazioni di particolare bisogno.

A tal scopo l'Azienda annualmente predispone la:

  • realizzazione di specifici percorsi di cura ospedale - territorio,
  • realizzazione di progetti speciali e mirati agli interventi,
  • istituzione di gruppi di lavoro interdipartimentali su aree tematiche di importanza strategica,
  • promozione e sostegno dell'integrazione socio sanitaria in aderenza agli indirizzi fissati dalla Conferenza Sanitaria Territoriale.

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2. L'AZIENDA E LE SUE OFFERTE

L'azienda Unità Sanitaria Locale di Piacenza si é costituita l'1.07.1994, ai sensi del D.L.vo n° 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni e della L.R. 12.05.1994 n° 19, con la nomina del Direttore Generale disposta con decreto del Presidente della Giunta Regionale della Regione Emilia Romagna n° 566 del 23.06.1994.
E' nata dalla fusione di tre UU.SS.LL preesistenti ed estende la sua competenza su tutto il territorio della provincia di Piacenza.

  • Popolazione residente al 31.12.2000 267.164
  • Superficie territoriale (kmq) 2.589,46
  • Densità demografica (abitanti /kmq) 103,17
  • Comuni della provincia 48
  • N° Distretti 4
  • N° Presidi Ospedalieri(7 stabilimenti ospedalieri pubblici) 4
  • N° Dipendenti (forza complessiva occupata al 31.12.2000) 3451
  • N° posti letto previsti nel PAL per acuti 882
  • di cui per day -hospital 107 (otre 36 posti letto "tecnici" di dialisi)
  • N° posti letto di lungodegenza 163

L'A.Usl di Piacenza è impegnata nel processo di aziendalizzazione, che caratterizza tutte le organizzazioni sanitarie pubbliche, e di riqualificazione attraverso:

  • l'applicazione delle norme del diritto privato che regolano il rapporto di lavoro dei dipendenti;
  • l'adozione della contabilità generale economico patrimoniale e di quella analitica per centri di costo;
  • il decentramento amministrativo con attribuzione di ampia responsabilità ed autonomia ai dirigenti;
  • la puntuale ripartizione fra le funzioni di programmazione, indirizzo e controllo, attribuite alla Direzione
  • Generale, e le funzioni gestionali attribuite ai dirigenti, anche con la finalità di semplificare il processo decisionale ed il complessivo funzionamento dell'organizzazione.

L'azienda assume, quale obiettivo fondamentale, l'utilizzo delle risorse al fine di rendere massima l'efficienza nella produzione di servizi sanitari appropriati rispetto ai bisogni della comunità e ad un'efficace azione per la cura della malattia e la promozione della salute.

L'azienda organizza la sua attività sanitaria in tre macro sistemi sanitari utilizzando le proprie sedi periferiche, come riportato nell'allegato A, parte integrante e sostanziale del presente provvedimento, dotate di autonomia tecnica, gestionale ed economico-finanziaria nell'ambito delle compatibilità definite nei budget assegnati dalla Direzione Generale e secondo logiche di integrazione fra i vari sistemi sanitari:

  • distrettuale: ove si definisce, d'intesa con il Comitato di Distretto, il bisogno sanitario del territorio di competenza e si acquisiscono i servizi sanitari necessari concordandone le modalità con i Dipartimenti delle Cure Primarie e con quello di Salute Mentale (gestionale) e con quello delle Dipendenze Patologiche. Questo macro sistema sanitario si occupa inoltre della diagnosi e cura del paziente non ricoverato attraverso la tradizionale attività del medico di medicina generale, organizzando il sistema delle cure domiciliari e l'assistenza specialistica. Al Distretto fanno inoltre carico attività di educazione sanitaria e di prevenzione.
  • ospedaliero: comprendente la Rete Ospedaliera Provinciale costituita dai Dipartimenti Ospedalieri Trasmurali afferenti quattro Presidi. Il sistema ospedaliero collabora con quello distrettuale fornendo prestazioni specialistiche nell'ambito delle cure domiciliari ed esercitando una funzione strumentale nelle campagne di prevenzione e di educazione sanitaria.
  • di Sanità Pubblica: organizzato in dipartimento assicura il supporto tecnico sia alla Conferenza Sanitaria Territoriale, per l'elaborazione dei Piani per la salute e per l'individuazione e la realizzazione degli interventi di promozione della salute, sia alla Direzione dell'Azienda e alle Direzioni Distrettuali per l'attività epidemiologica connessa alla funzione di committenza, nonché la produzione di prestazioni e di servizi relativi alle aree di sanità pubblica, di tutela della salute e di sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro, di sanità pubblica veterinaria, secondo modalità previste dal piano di attività aziendale.

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2.1 LE FINALITÀ ISTITUZIONALI (MISSION)

L'Unità Sanitaria Locale di Piacenza é un'azienda pubblica che promuove la salute nel territorio di competenza sulla base dei dati epidemiologici rilevati sulla popolazione del territorio, sviluppando attività di educazione sanitaria, di igiene e sicurezza degli ambienti collettivi di vita e di lavoro, di vigilanza sui cibi destinati all'alimentazione umana e degli animali, di prevenzione della malattia e degli infortuni, erogando prestazioni e servizi sanitari e, in particolare, di diagnosi e cura sia in regime domiciliare, sia in regime ambulatoriale sia di ricovero ospedaliero, a favore delle persone iscritte al servizio sanitario nazionale. L'Azienda accoglie nelle sue strutture pubbliche, o private accreditate, ed eroga i suoi servizi a chiunque ne abbia bisogno, indipendentemente dalla nazionalità, dall'etnia, dalla cultura e dalla religione, senza anteporre il problema del recupero dei costi sostenuti rispetto al ripristino delle condizioni di salute e/o al reinserimento sociale della persona presa in carico.

L'Azienda, componente essenziale del Servizio Sanitario della regione Emilia Romagna, a sua volta incardinato nel Servizio Sanitario Nazionale, garantisce l'erogazione dei livelli essenziali di assistenza nella provincia di Piacenza, nel rispetto dei fondamentali principi dell'universalità, della sussidiarietà solidale, del libero accesso del cittadino e dell'accreditamento dei servizi e delle strutture.
Le risorse aziendali concorrono anche allo sviluppo dell'intero servizio sanitario regionale con la finalità di:
w garantire la sua affidabilità clinica, assistenziale, economica e finanziaria, anche tramite lo sviluppo dei propri sistemi informativi;
w attuare le politiche regionali in tema di formazione ed aggiornamento del personale, di attività di ricerca ed innovazione, di informazione e comunicazione ai cittadini, di facilitazione dell'accesso ai servizi, di applicazione degli strumenti per il governo clinico;
w dare attuazione ai risultati delle concertazioni promosse e definite con la Regione.

Con contabilità e bilancio separati, l'A.Usl di Piacenza eroga altresì prestazioni e servizi sociali in presenza di espressa delega da parte dei Comuni titolari delle funzioni, nei settori:

  • della famiglia, della maternità-infanzia e dell'età evolutiva;
  • degli adulti;
  • dell'handicap

Per l'esercizio delle funzioni di assistenza sociale l'A.Usl di Piacenza si avvale di personale assunto direttamente o assegnato dai Comuni o comandato dall'Amministrazione Provinciale, dalle Comunità Montane, dalle IPAB e dalla Regione. Ai relativi oneri provvede con le somme messe a disposizione dai Comuni deleganti imputandole ad un bilancio sociale separato da quello riguardante le attività sanitarie.

L'Azienda gestisce inoltre le attività socio-assistenziali di rilievo sanitario assumendone l'onere in tutto o in parte sul bilancio, secondo quanto disposto dalle normative nazionali e regionali.

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2.2 LE STRATEGIE OPERATIVE (VISION )

Per il raggiungimento dei fini assegnati, l'A.Usl di Piacenza si avvale delle proprie strutture gestite direttamente. L'Azienda riconoscendo la necessità di perseguire alcuni obiettivi che richiedono elasticità nella gestione del servizio, rapidità e sensibilità nel cogliere i nuovi bisogni emergenti della popolazione con conseguente rapidità nel cambiamento delle modalità e caratteristiche dell'offerta dei servizi sanitari, si avvale dei servizi resi da aziende sanitarie private accreditate, siano esse profit o no profit, delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali e più in generale di ogni risorsa messa a disposizione dalla società civile e disponibile alla collaborazione, negoziando e accordandosi per le collaborazioni, rivendicando, tuttavia, un ruolo esclusivo di coordinamento, indirizzo e controllo per il raggiungimento degli obiettivi di salute programmati. Integrazione e sinergie vanno in particolare cercate nei confronti dei produttori, privati accreditati dei servizi sanitari, che fanno parte della rete dei servizi insistenti sullo stesso territorio in un quadro di alleanza strategica disciplinata da omogeneità di regole e contratti di fornitura. L'azienda sanitaria è tenuta a guidare tale processo di integrazione, assicurandosi inoltre che qualsiasi iniziativa di esternalizzazione (outsorcing) di servizi, al di fuori di quelle espressamente riconducibili a
ad accordi contrattuali con soggetti accreditati o a sperimentazioni gestionali, non riguardi settori rientranti nella mission aziendale.
L'Azienda Usl di Piacenza nel riconoscere la centralità del cittadino, quale titolare del diritto alla tutela della salute nella definizione delle prestazioni sanitarie e nella fruizione dei servizi stessi gli garantisce la partecipazione come utente, singolo o tramite le associazioni di volontariato e di tutela dei diritti, alle fasi di programmazione delle attività, valutazione della qualità dei servizi, tutela dei diritti degli utenti, nel rispetto della L.R. 19/1994, artt. 15 e 16 e del D.Lgs. 502/92 di riforma e succ. Gli strumenti organizzativi con cui viene effettivamente assicurata tale partecipazione sono: la Carta dei Servizi, l'URP, il sistema di gestione dei reclami, i Comitati Consultivi Misti.

La Carta dei servizi è l'espressione formale del patto sulla qualità dei servizi offerti e sul loro costante miglioramento, stipulato tra l'Azienda e i cittadini. L'Unità Operativa Sviluppo Organizzativo, Qualità e Formazione verifica all'interno dell'Azienda la percezione della qualità delle prestazioni erogate individuando idonei strumenti per l'ascolto dell'utenza e la rilevazione della soddisfazione del cittadino-utente, mentre l'Ufficio Relazioni con il pubblico gestisce in modo sistematico i reclami ed ha l'obiettivo di agevolare l'accesso attraverso l'esercizio del diritto di informazione. I comitati Consultivi Misti sono quattro, a valenza distrettuale: ognuno ha competenze sulle strutture sanitarie territoriali e ospedaliere ubicate nel proprio territorio.

L'Azienda Sanitaria Locale di Piacenza persegue i suoi fini istituzionali con l'uso appropriato delle risorse disponibili ed attraverso il miglioramento continuo della qualità delle prestazioni erogate, sia per il loro contenuto qualitativo di natura tecnica sia in relazione alla qualità percepita da parte dell'utenza.
A tal fine orienta la propria gestione adottando i criteri e le metodologie proprie degli strumenti del governo clinico, della medicina basata sull'evidenza, del governo finanziario, dell'autosufficienza del servizio sanitario provinciale. In particolare:

  • promuove ogni azione di educazione sanitaria e di prevenzione degli infortuni e delle malattie, in grado di favorire il passaggio dalla gestione dell'evento clinico alla gestione della salute;
  • applica protocolli diagnostici, terapeutici e riabilitativi nonché procedure sanitarie, assistenziali ed amministrative efficaci, efficienti ed appropriate;
  • ricerca modalità di gestione della salute secondo programmi individuali per pazienti che necessitano d'interventi preventivi, specialistici o di tipo post intervento;
  • collabora con gli utenti affinché si possa trovare una risposta qualificata ai loro bisogni sanitari anche nei casi in cui non possa intervenire direttamente;
  • ricerca la collaborazione dei propri operatori, dipendenti o convenzionati, per offrire servizi sempre più qualificati per l'utenza: per questo individua nella formazione e nell'aggiornamento del personale un elemento strategico non solo di miglioramento professionale, ma anche di cambiamento culturale per porre l'utente al centro del sistema sanitario piacentino;
  • rifugge l'accanimento terapeutico, cercando di restituire all'assistito la migliore qualità di vita possibile;
  • pubblicizza i tempi di attesa sia per le prestazioni ambulatoriali che per i ricoveri cercando soluzioni sempre più efficaci, sia per migliorarli che per facilitare l'accesso alle prestazioni stesse;
  • ricerca la collaborazione delle strutture pubbliche e private che con la finalità di assicurare all'utenza prestazioni tempestive, efficienti, efficaci ed appropriate;
  • ricerca la collaborazione del volontariato per migliorare la tempestività, la qualità e l'umanizzazione dei propri servizi;
  • sviluppa e modula i propri sistemi di miglioramento continuo dell'offerta sanitaria a partire dall'analisi del bisogno sanitario locale nel rispetto delle indicazioni regionali, dell'analisi delle attività e delle indicazioni degli utenti e degli operatori sanitari;
  • sviluppa i propri sistemi informativi anche con mezzi informatici al fine di favorire l'approccio del cittadino al sistema delle prestazioni sanitarie e sociali.

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2.3 I RAPPORTI CON L'UTENZA E IL TERRITORIO

L'Azienda orienta la propria gestione ai principi della programmazione e del controllo, ne individua i tempi in base a piani ed azioni aziendali rispettosi della pianificazione strategica regionale e della programmazione locale e d'indirizzo generale riconosciuta dalla L.R. 3/99 alla Conferenza Sanitaria Territoriale. L'Azienda, in collaborazione con gli enti locali, al tavolo di concertazione provinciale istituito per il confronto sulla programmazione, contribuisce alle proposte relative ai Programmi per la salute (PPS), da sottoporre all'approvazione della Conferenza sanitaria territoriale. Nelle proposte si indicano gli obiettivi di salute ritenuti prioritari ed i relativi programmi di intervento: questi programmi pluriennali integrano la programmazione territoriale di competenza degli Enti locali.

L'Azienda assume compiti di supporto tecnico e strumentale, sia rispetto alle politiche della Regione di cui persegue le linee strategiche di pianificazione, sia rispetto alla Conferenza Sanitaria Territoriale (e quindi agli Enti locali) per conto della quale, sulla base degli indirizzi definiti, elabora proposte di programmazione che, una volta approvate dalla Conferenza e dalla Regione, sono da considerarsi vincolanti per l'Azienda.

In ciascun ambito distrettuale l'Azienda, per il tramite del Direttore di Distretto, tenuto conto dei bisogni sanitari rilevati e delle risorse assegnate, concorda con i Sindaci nel Comitato di Distretto, le risposte al fabbisogno sanitario della popolazione del territorio di riferimento.
L'Azienda si impegna ad effettuare annualmente rilevazioni finalizzate agli accertamenti in ordine al livello di gradimento dei servizi da parte dell'utenza, mediante gli strumenti predisposti. Dell'esito della rilevazione è dato puntuale riscontro ai cittadini attraverso i reports adottati; queste indicazioni, dibattute e discusse con le rappresentanze dei cittadini, hanno la funzione di indirizzare internamente le azioni di miglioramento.

Gli Uffici di Relazione con il Pubblico dislocati nei punti strategici aziendali e aperti tutti i giorni lavorativi, hanno il compito, oltre che di indirizzare e risolvere positivamente l'eventuale contenzioso, di raccogliere formalmente i reclami e di assumere le necessarie iniziative per dare tempestivo riscontro al cittadino in merito al reclamo presentato.

L'A.Usl di Piacenza, essendo una delle più importanti aziende della provincia di Piacenza, al fine di valorizzare e consolidare sempre più la propria presenza nel sistema produttivo piacentino, intende sviluppare ogni utile collaborazione con tutte le forze sociali del mondo dell'economia, del lavoro oltre che con le istituzioni locali, scolastiche e della formazione presenti sul territorio.
Per il regolare e ottimale funzionamento, la Conferenza Sanitaria Territoriale si avvale, quale ordinaria soluzione organizzativa, di uffici, strumenti (operativi e informativi) e professionalità messi a disposizione dall'azienda sanitaria di riferimento che consentano alla Conferenza medesima di poter svolgere in modo adeguato i propri compiti relativamente alle funzioni attribuite. A tal fine una apposita struttura tecnico-operativa costituisce il punto di riferimento e raccordo tra Conferenza e Direzione Generale dell'Azienda Sanitaria.

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2.4 I PRINCIPALI PRODOTTI SERVIZI

La mission aziendale è rappresentata da tutte quelle attività che l'A.Usl di Piacenza eroga in virtù del bisogno sanitario rilevato, disposizioni di legge o in seguito ad accordi liberamente stipulati con enti, associazioni, imprese o cittadini per il raggiungimento diretto o indiretto delle sue finalità istituzionali. In particolare è oggetto della sua attività:

  • i ricoveri di pazienti sia in regime ordinario che di ospedale di un giorno (day hospital - day surgery), sia d'urgenza che programmati (o di elezione);
  • le attività sanitarie specialistiche a favore sia di pazienti ricoverati che ambulatoriali, rese in ambulatori ospedalieri o territoriali ed anche a domicilio, per il tramite di medici specialisti ospedalieri o convenzionati con la collaborazione di personale sanitario per legge autorizzato, secondo quanto previsto dal nomenclatore tariffario vigente nel tempo, nonché ogni prestazione sanitaria ambulatoriale non vietata dalla legge o sconsigliata dalla prevalente letteratura scientifica e che, secondo scienza e coscienza dello specialista medico, possa recare utilità all'utente ripristinando le condizioni di salute o le migliori qualità della vita possibile;
  • l'assistenza di medicina generale e pediatrica per il tramite dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, favorendo la libera scelta dei cittadini nei limiti consentiti dagli accordi nazionali di lavoro e dai massimali raggiunti da ciascun medico;
  • l'assistenza sanitaria domiciliare nelle sue varie forme: integrata con servizi sociali, a pazienti nella fase terminale, per dimissioni protette, ecc.;
  • l'educazione sanitaria sia nei confronti di particolari categorie di cittadini a rischio di malattia sia, più in generale, nei confronti di tutti i cittadini e segnatamente dei più giovani affinché evitino, per quanto possibile, comportamenti a rischio;
  • la prevenzione e il controllo dell'applicazione delle norme a tutela della salute pubblica;
  • gli interventi previsti da specifiche disposizioni nazionali e/o regionali.

L'A.usl di Piacenza eroga anche prestazioni di assistenza sociale, in presenza di espressa delega dei comuni della provincia e con contabilità e bilancio separati da quelli sanitari, nei seguenti settori:

  • famiglia e maternità-infanzia età evolutiva;
  • adulti;
  • handicap.

I prodotti ed i servizi erogati dalle varie aree operative presenti in Azienda sono specificamente riportati nell'apposito documento aziendale "Elenco dei prodotti" e nelle Carte di Struttura ove vengono riportati, oltre ai prodotti e servizi erogati, la sede di erogazione delle prestazioni, il destinatario, i responsabili di prodotto e le modalità di accesso ai servizi.

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2.5 LA POLITICA DEL PERSONALE

Il personale rappresenta per l'azienda la risorsa strategica. Il personale dipendente e convenzionato merita, quindi, non solo il rispetto e la dignità dovuta ad ogni persona umana, ma anche una particolare attenzione per migliorarne continuamente abilità, capacità e conoscenze professionali nonché per mantenere elevato il senso di appartenenza al servizio sanitario.

L'A.Usl di Piacenza è impegnata a definire le politiche del personale attraverso una concertazione con le organizzazioni sindacali. Tali concertazioni determinano le applicazioni dei diversi contratti di lavoro dei dipendenti coinvolgendo gli stessi nella gestione delle offerte e nel perseguimento del risultato, orientano la stesura dei regolamenti aziendali, partecipano alla definizione di criteri di valutazione e compenso della progettazione aziendale, concorrono all'analisi ed alla definizione del fabbisogno formativo.

Il personale dipendente è annualmente informato di tutto ciò che può supportare la sua azione e la sua vita lavorativa in azienda attraverso le conferenze di servizio e l'aggiornamento e la diffusione della Carta dei Servizi per l'Operatore Sanitario: tali strumenti forniscono utili indicazioni sulle regole interne e sulle possibilità di tutela della propria posizione lavorativa, oltre ad esprimere specifiche garanzie delle offerte che le varie Unità Operative di supporto erogano agli operatori di linea.

Periodicamente il personale viene coinvolto nella rilevazione del "clima aziendale", raccogliendo i dati informativi sulla percezione della qualità dell'organizzazione nei suoi vari aspetti, da parte dell'operatore. Questa indagine consente di attivare quei miglioramenti organizzativi segnalati come necessari.

L'A.Usl di Piacenza è altresì impegnata a tutelare la salute del personale dipendente e convenzionato agendo contestualmente sia sugli ambienti ed i processi di lavoro, al fine di renderli più salubri e sicuri, che sul personale stesso attraverso visite mediche periodiche, sviluppo di conoscenze, informazione sul rischio e formazione sui comportamenti da tenere per minimizzarlo anche con l'adozione di adeguati ausili; si incaricano di ciò il servizio di prevenzione e protezione. L'AUSL, nell'attuazione della politica del personale dipendente, rileva i bisogni espressi dallo stesso personale e, nel rispetto del budget definito e nel limite dei compiti istituzionali previsti, collabora per la realizzazione degli interventi socialmente utili e di sostegno alla famiglia e favorenti le pari opportunità.

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2.6 IL PATRIMONIO DELL'AZIENDA

Il patrimonio dell'azienda è costituito da tutti i beni mobili ed immobili ad essa appartenenti, nonché da tutti i beni comunque acquisiti nell'esercizio delle proprie attività o a seguito di atti di liberalità. L'azienda, ai sensi e per gli effetti del 2° comma dell'art. 5 del D.L.vo 229/99, dispone del proprio patrimonio secondo il regime della proprietà privata, fermo restando che i beni mobili ed immobili utilizzati per il perseguimento dei fini istituzionali costituiscono patrimonio indisponibile e, pertanto, non possono essere sottratti alla loro destinazione se non nei modi stabiliti dalla legge.
L'azienda riconosce la valenza strategica del patrimonio quale strumento di potenziamento e di qualificazione strutturale e tecnologica dell'offerta di servizio e, in questa prospettiva, si riserva iniziative di investimento anche mediante processi di alienazione del patrimonio da reddito e di trasferimento di diritti reali previa la necessaria autorizzazione regionale ex art. 5 comma 2° del D.L.vo 229/99.
Per le ragioni esposte in altre parti di questo atto, l'azienda ritiene di dover salvaguardare e valorizzare il patrimonio di grande valore storico e culturale di cui dispone mettendolo a disposizione della comunità piacentina.

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2.7 PRINCIPI PER LA DISCIPLINA DELL'ATTIVITÀ CONTRATTUALE

Per ciò che riguarda l'acquisizione di beni e servizi il cui valore di acquisto si colloca al di sotto della soglia stabilita per l'applicazione della normativa comunitaria, l'Azienda si attiene alle disposizioni contenute nel Codice Civile e alle altre leggi di diritto privato che regolamentano i contratti tra soggetti giuridici, pubblici e privati.
Ciò posto, in considerazione del fatto che le risorse amministrate sono di natura pubblica, l'azione amministrativa dovrà essere costantemente ispirata ai principi di legalità, imparzialità, ampia concorrenzialità ed economicità di risultato perseguendo l'obiettivo della maggiore efficacia esercitabile.

L'attività contrattuale non assoggettata alla normativa comunitaria o alla normativa interna di relativo recepimento è disciplinata con apposito regolamento aziendale sulla base dei seguenti principi informatori:

  • l'Azienda applica in via ordinaria nei rapporti finalizzati all'acquisizione di beni - servizi la procedura negoziata nell'ambito della quale nei casi d'urgenza e negli altri casi indicati nel regolamento, il contraente potrà essere individuato direttamente o attraverso meccanismi di scelta semplificati;
  • l'accesso alle forniture dell'Azienda avviene - di norma - previo accreditamento e qualificazione dei fornitori in base a requisiti di affidabilità, potenzialità tecnico-economica, sistema di qualità dei processi produttivi e altri indicatori individuati dall'Azienda tramite apposito regolamento, ferma restando l'assenza di cause ostative previste dalle leggi vigenti per l'ammissione alle pubbliche forniture;
  • la contrattazione deve aver luogo nel rispetto della programmazione annuale di beni e servizi in coerenza con il sistema budgetario;
  • l'attività di acquisizione, come disciplinata dagli appositi regolamenti aziendali, è posta in capo ai dirigenti specificamente preposti, a tutela dell'efficacia, dell'omogeneità, della correttezza e della regolarità del processo di acquisto;
  • onde favorire l'introduzione in Azienda delle più aggiornate forme di acquisto, promosse ai livelli individuati dalle disposizioni normative, si prevede che costituisca preciso dovere, per i competenti dirigenti, attivarsi consultando sistematicamente, in ordine alle necessità da soddisfare, le indicazioni che verranno proposte dagli organismi incaricati di presiedere a forme collettive di contrattazione.

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3. L'ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

L'Azienda opera, in aderenza alle indicazioni del D.L.vo 229/99 e delle direttive della Regione Emilia-Romagna, nell'ambito del processo di aziendalizzazione in corso, quale soggetto dotato di autonomia imprenditoriale con poteri organizzatori in relazione al contesto sociale in cui è collocata ed alla tipologia dei servizi erogati.

Sono organi dell'Azienda:

  • Il Direttore Generale
  • Il Collegio Sindacale.

Nell'ambito della propria autonomia l'Azienda definisce gli assetti organizzativi, le caratteristiche e le funzioni delle singole articolazioni organizzative, l'attribuzione delle responsabilità di direzione e gestionali, nonché le modalità di interazione tra i vari soggetti aziendali: dipartimenti, distretti, unità operative, unità organizzative.

L'Atto Aziendale rappresenta lo strumento fondamentale per definire nel suo impianto generale l'assetto dell'A.USL di Piacenza, il ruolo dei nuclei organizzativi aziendali.

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3.1 L'ORGANIGRAMMA

L'organigramma (allegato A) quale parte integrante e sostanziale dell'Atto aziendale, rappresenta l'organizzazione aziendale ed i più rilevanti livelli organizzativi e di responsabilità di programmazione, gestione e controllo.
Le successive variazioni dell'organigramma e l'assetto organizzativo di dettaglio dell'Azienda sono definiti nei Regolamenti di Organizzazione con i quali viene prevista in modo dettagliato l'articolazione organizzativa delle strutture dei servizi, i criteri per la individuazione e classificazione delle Unità organizzative semplici e complesse.
Ciascun Direttore di dipartimento (gestionale) e di Distretto è tenuto a redigere un documento che circostanzi nello specifico la propria struttura, dettagliando finalità, offerte sanitarie e/o prodotti di supporto, responsabilità operative, personale per qualifiche professionali, collaborazioni, tecnologie, modalità organizzative e di controllo dei principali prodotti.

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3.2 IL DIRETTORE GENERALE

Il Direttore Generale si avvale della collaborazione del Direttore sanitario, del Direttore amministrativo e del Coordinatore dei servizi sociali. Esercita

Rientrano nelle attribuzioni del Direttore Generale:

  • l'assunzione di atti a valenza strategica e programmatoria;
  • l'esercizio dei poteri avocativi e/o sostitutivi nei riguardi dei dirigenti in caso di inerzia;
  • negoziare e stipulare gli accordi ed i contratti con gli erogatori interni ed esterni;
  • garantire la compatibilità del piano annuale delle attività con le risorse finanziarie assegnando, nell'ambito della disponibilità complessiva delle risorse, budget specifici commisurati agli obiettivi;
  • adottare ogni altro provvedimento di competenza e non attribuito o delegato ai dirigenti.

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3.2.1 Il Direttore Sanitario aziendale

Il Direttore Sanitario contribuisce alla direzione strategica dell'Azienda coadiuvando il Direttore Generale nella definizione delle linee strategiche e delle politiche aziendali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di salute nonché delle priorità della pianificazione strategica al fine di realizzare la migliore composizione tra le caratteristiche di efficacia, efficienza e qualità dei servizi sanitari dell'azienda.

Il Direttore Sanitario Aziendale assicura la definizione e la direzione del sistema di governo clinico avvalendosi a tal fine, per le parti di rispettiva competenza, dei direttori di Presidio ospedaliero e dei Dipartimenti sanitari ospedalieri, di Distretto, di Dipartimento di Sanità pubblica e di Salute Mentale e della Direzione Assistenziale.

Il Direttore Sanitario, come responsabile del Governo Clinico, ne definisce l'organizzazione operativa (momenti, strumenti e persone) basandosi fondamentalmente sulle Unità Operative, sui Dipartimenti, sulla Direzione Assistenziale e sul Collegio di Direzione.
La realizzazione del Governo Clinico comporta in particolare, a livello aziendale, il reperimento di competenze specialistiche in ambito metodologico, statistico, epidemiologico, economico ed amministrativo, che debbono integrarsi e supportare l'attività clinica. Tali competenze vengono garantite dagli uffici di staff.
La responsabilità del Governo Clinico è di ogni livello organizzativo e professionale ed in primo luogo dei responsabili della produzione con un ruolo di direzione e governo del Direttore Sanitario Aziendale.
Obiettivo del Governo Clinico è quello di orientare il sistema alle pratiche cliniche migliori, individuate su basi di efficacia, e di eliminare le pratiche di bassa qualità e inefficaci, nel rispetto delle risorse disponibili.
Nel definire la struttura del Governo Clinico, il Direttore Sanitario ha la responsabilità di rendere compatibile e più integrata la funzione manageriale con la funzione professionale orientata all'appropriatezza delle pratiche cliniche e dei percorsi assistenziali.

I Direttori di Dipartimento e di Unità Operativa o Programma hanno la responsabilità del Governo Clinico dei processi clinico-diagnostici loro affidati. Il Collegio di Direzione attua il coordinamento delle strategie complessive del Governo Clinico e condivide la progettazione delle attività aziendali, divenendo elemento essenziale della complessiva amministrazione dell'Azienda.
Il Direttore Sanitario Aziendale è responsabile dell'attivazione degli strumenti del Governo Clinico, mentre i Direttori di Dipartimento ne garantiscono il corretto utilizzo nelle strutture produttive afferenti. Sono strumenti del Governo Clinico le Linee-guida e i PDT, la Medicina basata sull'Evidenza, l'Audit clinico, la gestione e la comunicazione dei rischi derivanti dall'attività clinica.

Coordina la funzione di committenza dell'Azienda con la collaborazione dei Direttori di Distretto e il supporto dell'Area Epidemiologica del Dipartimento di Sanità Pubblica. Per lo sviluppo di tale funzione attiva strumenti di ricerca epidemiologica e sociale finalizzati alla valutazione partecipata dei bisogni di salute dei cittadini, tenendo conto degli obiettivi di salute definiti dal PSN e dal PSR.
La Committenza, nel definire i servizi necessari al raggiungimento degli obiettivi di salute, in termini sia quantitativi che qualitativi, utilizza criteri orientati all'appropriatezza e all'efficacia delle prestazioni e viene esercitata nei confronti di tutti i produttori interni ed esterni all'Azienda, pubblici e privati.
Coordina la funzione di supporto tecnico alla Conferenza sanitaria territoriale per l'elaborazione dei Piani per la Salute.
Coordina i programmi di promozione e Educazione alla salute secondo gli obiettivi del PSN e del PSR.

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3.2.2 Il Direttore Amministrativo aziendale

Il Direttore Amministrativo contribuisce alla direzione strategica dell'Azienda coadiuvando il Direttore Generale nella definizione delle linee strategiche e delle politiche aziendali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di salute. Fatte salve le competenze e le responsabilità poste in capo alla dirigenza amministrativa preposta al governo delle singole articolazioni del dipartimento amministrativo il direttore amministrativo:

  • è preposto alla definizione e alla direzione del governo economico e finanziario dell'azienda;
    presidia, sulla base delle direttive del Direttore Generale, la funzione di governo della compatibilità economica complessiva del sistema aziendale con il perseguimento degli obiettivi aziendali e l'erogazione delle prestazioni richieste;
  • propone le azioni di intervento correttivo che si rendono necessarie in presenza di significativi scostamenti tra costi/risultati attesi e costi/risultati sostenuti;
  • assicura le risorse necessarie per le funzioni di supporto tecnico-amministrativo e logistico di interesse dei servizi;
  • assicura, in relazione alle funzioni di erogatore delle prestazioni amministrative, il necessario supporto sia in relazione alla elaborazione dei progetti che alla gestione delle funzioni ed attività dei servizi interessati;
  • è preposto al governo complessivo delle risorse umane per gli aspetti amministrativi tramite gli uffici dedicati;
  • assume le iniziative necessarie affinché in tutte le articolazioni aziendali sia rafforzato il livello di consapevolezza tra decisioni organizzative e gestionali e riflessi economici e finanziari sulla gestione;
  • presidia la funzione di garanzia della legittimità degli atti adottati dall'azienda avvalendosi della collaborazione, oltre che dei dirigenti preposti alle funzioni di governo e gestione delle attività, anche per il tramite e con la collaborazione del Nucleo Operativo Interno (NOI).

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3.2.3. Il Coordinatore dei Servizi Sociali

Il Coordinatore dei Servizi Sociali partecipa al processo di pianificazione strategica, esercita le funzioni attribuite alla sua competenza e concorre, con la formulazione di proposte e pareri, alla formazione delle decisioni della direzione generale. Contribuisce alla direzione strategica dell'Azienda coadiuvando il Direttore Generale nella definizione delle linee strategiche e delle politiche aziendali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di salute. In particolare assicura il supporto tecnico in materia sociale alla Conferenza sanitaria territoriale, il governo delle politiche sociali dell'Azienda ed il rispetto degli impegni di pertinenza sociosanitaria assunti dall'Azienda tramite accordi con gli Enti Locali ed eventuali altri soggetti; presidia la realizzazione delle soluzioni organizzative finalizzate al raggiungimento della migliore integrazione socio-sanitaria, lo sviluppo degli interventi sociosanitari e la compatibilità economica di questi in rapporto alle

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3.2.4 Il Consiglio dei Sanitari

E' l'organismo di rappresentanza elettiva dell'Azienda regolamentato secondo le disposizioni di cui al comma 12 dell'art. 3 del D.Lgs. n.502 del 1992 e successive modificazioni ed integrazioni ed è presieduto dal Direttore Sanitario aziendale.
Il Consiglio dei Sanitari dà parere obbligatorio non vincolante al Direttore Generale per le attività tecnico sanitarie anche sotto il profilo organizzativo, e per gli investimenti ad esse attinenti, esprimendosi altresì sulle attività di assistenza sanitaria.

3.2.5 Il Nucleo di Valutazione

Il Nucleo di Valutazione è lo strumento attraverso il quale la Direzione analizza ed approfondisce la valutazione della produttività e dei risultati complessivi raggiunti a fronte degli impegni assunti in sede di programmazione.
Il Nucleo di Valutazione, composto, di norma, da personale esterno all'Azienda, individuato e nominato dal Direttore generale, ha i compiti di:

  • consulenza tecnica circa gli aspetti inerenti la produttività collettiva;
  • consulenza in ordine all'appropriatezza di parametri e standard di riferimento per la definizione delle posizioni organizzative e la valutazione della produttività;
  • supervisione e validazione delle risultati finali per l'attribuzione dei compensi accessori relativi alla retribuzione di risultato ed alla produttività collettiva;
  • redazione di un rapporto relativo all'attività svolta.

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3.2.6 Il Comitato Etico

Organismo indipendente con la responsabilità di garantire la tutela dei diritti, della sicurezza e del benessere dei soggetti coinvolti in uno studio clinico e di fornire pubbliche garanzie di tale protezione.
Effettua la revisione e dà approvazione/parere favorevole relativamente al protocollo di studio alla idoneità degli sperimentatori e delle sperimentazioni, delle strutture dei metodi e del materiale da impiegare per ottenere e documentare il consenso informato dei partecipanti allo studio clinico.
Fornisce se richiesto, pareri e raccomandazioni di indirizzo su specifiche problematiche di rilevanza etica connesse ad attività assistenziali o a compiti istituzionali del personale medico.
Fanno parte del Comitato Etico:

  • un Dirigente responsabile di farmacia ospedaliera,
  • un esperto di problemi bioetici-morali,
  • un rappresentante dei medici territoriali, un infermiere professionale,
  • un medico legale,
  • due clinici con esperienza di sperimentazione,
  • un esperto in biostatistica,
  • un componente designato dal Tribunale dei diritti del malato
  • un segretario.

Il Presidente è eletto dai componenti del Comitato etico.

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3.3 IL COLLEGIO DI DIREZIONE

Il Collegio di direzione, presieduto dal Direttore Generale, e' composto dal:

Direttore Sanitario,
Direttore Amministrativo,
Coordinatore dei servizi sociali,
Direttori di Distretto Direttori di Presidio,
Direttori di Dipartimento,
Responsabile della Direzione assistenziale.

Al Collegio di Direzione partecipano inoltre i Dirigenti Aziendali che il Direttore Generale ritiene di dover invitare in relazione agli argomenti posti all'ordine del giorno.
E' convocato dal Direttore Generale con frequenza e modalita' necessarie all'espletamento delle funzioni attribuite e, comunque, almeno una volta per semestre.

Attribuzioni del collegio di direzione:

  • Elaborazione delle proposte relative alle linee strategiche ed agli indirizzi programmatici aziendali, anche in ragione degli orientamenti indicati dalla Conferenza Sanitaria Territoriale, in coerenza con gli obiettivi fissati nel Piano Sanitario Nazionale e nel Piano Sanitario Regionale.
  • Supporto alla Direzione Generale finalizzato alla rilevazione del fabbisogno sanitario, al governo delle attività cliniche, alla programmazione e valutazione delle attività tecnico-sanitarie e ad alta integrazione sanitaria e all'organizzazione e allo sviluppo dei servizi.
  • Partecipazione all'individuazione dei fabbisogni formativi e di aggiornamento del personale.
  • Individuazione delle proposte operative finalizzate alla gestione dell'attività libero professionale intramuraria.

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3.4 IL COLLEGIO SINDACALE

Il Collegio Sindacale verifica l'attività dell'Azienda sotto il profilo della gestione economica, finanziaria e patrimoniale, vigila sull'osservanza della legge, accerta la regolare tenuta della contabilità e la conformità del bilancio alle risultanze dei libri e delle scritture contabili ed effettua periodicamente verifiche di cassa. Nella consapevolezza del contesto in cui opera, valuta l'adeguatezza della struttura organizzativa dell'azienda per gli aspetti del sistema di controllo interno e del sistema amministrativo-contabile, con particolare riferimento all'affidabilità di quest'ultimo di rappresentare correttamente i fatti di gestione. Relaziona periodicamente alla Regione e alla Conferenza sanitaria territoriale in merito ai risultati dei riscontri eseguiti.

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3.5 I LIVELLI DI AUTONOMIA E ATTRIBUZIONE DI RESPONSABILITÀ

L'Atto aziendale adotta in ambito organizzativo il modello, orientato alla valorizzazione della responsabilità e dell'autonomia della dirigenza, che deve privilegiare un ruolo di collaborazione ed integrazione fra le articolazioni organizzative presenti nell'azienda.
La direzione, in tutte le articolazioni aziendali, deve favorire lo sviluppo della collaborazione anziché quello della competizione che risulterebbe esposto al rischio di un possibile grave squilibrio nel sistema complessivo dell'offerta dei servizi a vantaggio di interessi settoriali ed a danno degli effettivi bisogni della popolazione.
In ragione della complessità degli obiettivi di salute l'Azienda favorisce e sostiene l'adozione e l'applicazione degli strumenti e delle metodologie che sono orientate ad una gestione multidisciplinare ed interdisciplinare

Compete alla Direzione Generale:

  1. l'attribuzione ai dirigenti, secondo le modalità definite nel Regolamento di Organizzazione, dell'autonomia decisionale e gestionale, nell'ambito e nei limiti definiti dal Direttore Generale, mediante l'utilizzo dell'istituto della delega, o in alternativa o ad integrazione, dell'istituto delle attribuzioni in ragione delle esigenze od opportunità organizzative e gestionali.
  2. la facoltà, compatibilmente con i vincoli di natura normativa e contrattuale, di nominare, con motivazione, i dirigenti nei diversi livelli di responsabilità organizzativa, ovvero di disporre per la revoca dell'incarico.

L'Azienda privilegia i modelli organizzativi che risultano aderenti all'utilizzo degli strumenti tipici della pianificazione strategica, della programmazione operativa e del controllo di gestione, adottando il sistema budgetario aderente ad una gestione aziendale per obiettivi e responsabilità di risultato.
In particolare l'Azienda, nel processo di programmazione, aderendo alle indicazioni contenute nelle direttive regionali (legge regionale 34/98), in relazione alle modalità per l'attribuzione e il controllo di obiettivi specifici, sia legati ai volumi di attività che alle garanzie di qualità prodotte che al controllo dei principali fattori produttivi, intende affidare piena autonomia, con la negoziazione di budget, ai singoli gestori per il conseguimento dei risultati attesi. Tale autonomia consente la definizione e l'individuazione della responsabilità del risultato raggiunto e delle modalità e delle risorse con le quali esso viene perseguito. Vincolo e responsabilità principale del gestore nei confronti dell'Azienda è, oltre al perseguimento degli obiettivi prefissati, anche quello di fornire, secondo gli accordi presi con la Direzione, i dati di attività e di spesa che consentano non solo il controllo finale ma anche il monitoraggio costante dell'andamento dell'attività e del raggiungimento dei risultati. Fatti salvi gli ambiti di autonomia spettanti ai gestori, questi debbono favorire la responsabilizzazione dei collaboratori, attraverso il ricorso alla delega, utilizzando strumenti di gestione adeguati al coinvolgimento e alla responsabilizzazione del personale nel perseguimento degli obiettivi.

Il contratto individuale di lavoro stipulato tra l'Azienda ed il singolo Dirigente riporta in generale, gli obiettivi individuati e assegnati che costituiscono, senza prescindere dagli obiettivi di budget annualmente definiti, riferimento per il successivo percorso di valutazione del dirigente.

La valutazione del dirigente è effettuata in relazione alle componenti inerenti:

  • i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi fissati con il contratto individuale di lavoro,
  • i risultati di gestione raggiunti rispetto agli obiettivi definiti con la negoziazione del budget,
  • la gestione del personale ed in particolare il suo coinvolgimento nelle attività e nel raggiungimento degli obiettivi,
  • il livello di partecipazione e collaborazione con i dirigenti responsabili delle diverse articolazioni aziendali interessate ad attività di integrazione e sviluppo delle strategie aziendali.

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3.6 GLI OBIETTIVI DELL'ORGANIZZAZIONE

A fronte dei risultati d'esercizio e di un'analisi complessiva del trend, il principale obiettivo consiste nel contrastare il forte squilibrio economico finanziario dovuto anche all'eccesso di offerta di servizi ospedalieri nella Provincia e a un tasso di ospedalizzazione eccessivo rispetto ai parametri regionali e nazionali.

Nello specifico, per l'area ospedaliera ci si impegna ad ottenere una riduzione del tasso di ospedalizzazione. Questo obiettivo verrà perseguito in vari modi: convertendo alcune tipologie di ricoveri ordinari in forma di assistenza in day hospital o ambulatoriale, soprattutto là dove esistono indicazioni di maggiore appropriatezza di questi ultimi, attraverso l'incremento dell'indice di day surgery, attraverso il recupero della mobilità passiva, la riorganizzazione della distribuzione dei posti letto con la chiusura o riconversione di alcune strutture di degenza per acuti in lungodegenza ed il riassetto organizzativo dei dipartimenti ospedalieri in modo trasversale alle strutture di degenza al fine di recuperare in efficienza e strutturare percorsi di cura più razionali ed efficaci.

Per l'area distrettuale, al fine di favorire l'accesso dell'utenza ai servizi, è istituito lo Sportello unico.
L'Azienda persegue l'obiettivo dell'appropriatezza attraverso idonei percorsi diagnostici-terapeutici finalizzati alla riduzione dei ricoveri impropri, ad un corretto utilizzo delle prestazioni specialistiche e all'uso appropriato dei farmaci nonché attraverso il ricorso alle dimissioni programmate.

Per quanto riguarda l'ambito economico l'Azienda privilegia il ricorso a modalità innovative finalizzate al contenimento ed al controllo della spesa per l'acquisto di beni e servizi, per manutenzioni, per il personale, per i servizi in convenzione oltre ad utilizzare il monitoraggio delle attività e dei relativi costi più significativi.

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3.7 IL CICLO DELLA PROGRAMMAZIONE

Le linee strategiche e di programmazione per il governo locale del sistema dei servizi sanitari vengono elaborate dal Collegio di Direzione dell'Azienda sulla base degli indirizzi della Conferenza Territoriale Sanitaria e nel rispetto dei principi e degli obiettivi del Piano Sanitario Regionale.

Le linee sono espresse nel Piano delle azioni adottato dal Direttore Generale nel quale gli obiettivi dell'azienda e gli indirizzi di gestione sono articolati in obiettivi specifici ed in progetti.

Secondo questi indirizzi ogni centro gestionale è tenuto annualmente a pianificare l'offerta partendo dai servizi/attività/prodotti di pertinenza e a proporre il proprio piano annuale delle attività. In esso sono evidenziati gli obiettivi specifici negoziati nella trattativa di budget e autorizzati ad essere perseguiti. Tali obiettivi sono sostanzialmente relativi ai volumi di attività, al controllo dei fattori produttivi ed alla produzione di garanzie dell'offerta sotto forma di standard. All'interno di un monitoraggio generale dell'attività è prodotta una reportistica di monitoraggio specifica per gli obiettivi assegnati. Su questi dati viene effettuata la rendicontazione, verificati i risultati e assegnate le retribuzioni di risultato previste.

Il budget generale d'azienda è un'attività di previsione che, riferendosi ai risultati attesi da ogni unità organizzativa, collega le attività alle risorse umane, tecnologiche, finanziarie. Elemento fondamentale del budget è quindi la correlazione tra risorse e risultati.

L'espressione in termini economico-finanziari e patrimoniali delle scelte operate con il Piano delle Azioni, costituisce il contenuto del Bilancio pluriennale di previsione che evidenzia, in particolare, gli investimenti e la loro copertura finanziaria. Il Bilancio pluriennale è articolato per ciascun esercizio previsto; con separata indicazione dei servizi socio-assistenziali ed è aggiornato annualmente.

Si compone del preventivo economico che riporta costi ed oneri, ricavi e proventi previsti per ciascun anno di riferimento, e dal prospetto fonti ed impieghi che mostra la previsione dei flussi in entrata ed in uscita, sempre suddivisi per anno di riferimento.

Il Bilancio economico preventivo espone analiticamente, per l'anno solare successivo, la previsione del risultato economico dell'Azienda. E' redatto sulla base dello schema del bilancio pluriennale di previsione e corredato da una relazione illustrativa del Direttore Generale che ne costituisce parte integrante. Nella relazione vengono, tra l'altro, indicati gli investimenti da attuarsi nell'esercizio, le prestazioni che si intendono erogare, i dati analitici relativi al personale e le articolazioni del budget con i corrispondenti obiettivi e risorse.

Alla fine dell'esercizio, nei termini previsti dalla legge, deve essere approvato il Bilancio (consuntivo) d'esercizio che espone in forma analitica i valori realizzati nelle singole voci di ricavo e di costo ed, in forma sintetica, il risultato economico d'esercizio (utile, perdita o pareggio). Il bilancio è accompagnato, oltre che da una relazione tecnica, amministrativa e sanitaria, da una relazione del Direttore in cui si evidenzia il grado di raggiungimento o non raggiungimento degli obiettivi previsti nel Piano delle Azioni e le ragioni degli scostamenti dagli obiettivi fissati.

Al fine di favorire la trasparenza della gestione, e rafforzare le funzioni di verifica e valutazione dei risultati di gestione aziendale, l'AUSL di Piacenza sottopone il bilancio d'esercizio a certificazione nei tempi e nei modi definiti dalla Regione Emilia Romagna.

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3.8 I PERCORSI INTEGRATI

L'Azienda promuove la costruzione di percorsi integrati rivolti a particolari target di cittadini e/o a specifiche patologie per agevolare l'accesso a tutte le forme di cura (domiciliari, ambulatoriali, specialistiche, di ricovero) presenti sul territorio e percorsi di supporto amministrativo facilitanti l'attività sanitaria, l'erogazione delle prestazioni e il lavoro del personale. Questi percorsi utilizzano in modo flessibile e sinergico tutte le risorse tecnico-amministrative presenti in Azienda.
I percorsi in oggetto vengono individuati annualmente valorizzando oltre che le indicazioni regionali anche quelle dei gestori aziendali e dei tecnici qualificati. La scelta ultima della Direzione costituisce formalmente l'atto autorizzativo per la costruzione e implementazione di tali percorsi.
Essi oltre a specificare nel dettaglio le modalità di accesso e di fruizione delle offerte sanitarie previste o delle azioni di supporto tecnico-amministrative predisposte, garantiscono attraverso un monitoraggio specifico caratteristiche àdel percorso stesso.

Si prevedono percorsi integrati

  • a valenza prevalentemente sanitaria o socio sanitaria o assistenziale sulla base dei modello già realizzati ed avviati relativi: alla cura della gravida a rischio infettivo e del minore con patologia cronica, alla assistenza al paziente diabetico ricoverato nei reparti ospedalieri per altri interventi, all'assistenza al paziente ricoverato bisognoso di alimentazione assistita, di supporto all'igiene della persona e di mobilizzazione all'iter diagnostico-terapeutico per il paziente oncologico con particolare riferimento al carcinoma della mammella e della cervice uterina e il percorso integrato per il paziente con scompenso cardiaco);
  • a valenza prevalentemente organizzativa con i quali l'Azienda persegue l'obiettivo di semplificare le attività rendendole più fruibili, di migliorare alcune attività gestionali;
  • a valenza prevalentemente amministrativa con i quali l'Azienda persegue l'obiettivo di creare una azione sinergica fra i servizi a supporto di attività di line critiche.

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4. I Servizi Sanitari

4.1 LA RETE OSPEDALIERA ED I DIPARTIMENTI

4.1.1 Finalità

L'Azienda Usl di Piacenza comprende sette stabilimenti ospedalieri pubblici facenti capo a tre Presidi e tre privati accreditati. La necessità di disciplinarne il funzionamento si è esplicitata nell'orientamento a una gestione di tipo dipartimentale.

Ciò consente a Servizi affini e complementari di operare in forma coordinata ed integrata utilizzando al meglio le risorse (strutturali, strumentali ed umane) e di migliorare il livello di efficienza e di efficacia dei servizi. Ulteriore obiettivo è l'effettiva e concreta responsabilizzazione della dirigenza in merito alla funzione gestionale delle risorse attraverso la gestione del budget. L'organizzazione dipartimentale è inoltre riconosciuta come il modello ordinario di organizzazione e gestione con cui dare attuazione al principio di partecipazione dei professionisti al processo decisionale, secondo i rispettivi ambiti di responsabilità.

Il Dipartimento è una struttura organizzativa complessa, costituita da una pluralità di unità operative e moduli organizzativi, raggruppate in base all'affinità del loro sistema tecnico di riferimento (Dipartimenti di specialità o di area assistenziale omogenea) o della loro interdipendenza nell'assistenza da erogare a definiti target (di popolazione, di patologia, d'organo/apparato). L'Azienda ha adottato entrambe le logiche introducendo nuovi dipartimenti transmurali (otto) e riservandosi la concreta possibilità di costruire programmi d'intervento e percorsi in specifiche aree interdisciplinari (malattie oncologiche, cardiovascolari, nefro-urologiche, diagnostica endoscopica, lungodegenza e riabilitazione).

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4.1.2. L'offerta sanitaria

L'offerta sanitaria attraverso l'organizzazione dipartimentale prevede la seguente aggregazione di servizi:

  • FUNZIONI RADIOLOGICHE
  • PATOLOGIA CLINICA
  • CHIRURGIA GENERALE E SPECIALISTICA
  • ORTOPEDIA, TRAUMATOLOGIA E RIABILITAZIONE
  • EMERGENZA -URGENZA
  • MATERNITA' INFANZIA ETA' EVOLUTIVA
  • MEDICINA INTERNA
  • MEDICINE SPECIALISTICHE

Tali aggregazioni dipartimentali comprendono unità operative omogenee che erogano i loro prodotti di specialistica ambulatoriale e strumentale, ricovero, day hospital, consulenza, trattamenti riabilitativi, emergenza-urgenza, screening, interventi educativi. I prodotti sono elencati in dettaglio nella decisione del Direttore generale n. 1714 del 30.10.2000.

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4.1.3. L'articolazione organizzativa e le responsabilità

Ogni dipartimento è governato dal direttore di dipartimento che ha responsabilità gestionali e del complessivo governo clinico. Al Direttore di dipartimento fanno riferimento i responsabili di U.O. che collaborano alla gestione delle attività attraverso il Comitato di dipartimento.

Il Dipartimento definisce gli indirizzi e gli obiettivi programmatici, anche a supporto della negoziazione di budget, le modalità attuative ed i criteri per la verifica dei risultati secondo le direttive fissate dall'azienda.
Al fine di favorire l'integrazione fra i dipartimenti nell'ambito di ciascun Presidio Ospedaliero, la Direzione Sanitaria costituisce e presiede il Collegio di Presidio di cui fa parte un componente per ciascun Dipartimento Ospedaliero.

I Direttori dei Dipartimenti Ospedalieri rispondono direttamente alla Direzione Sanitaria Aziendale che si avvale del Coordinatore della Rete Ospedaliera per l'individuazione e l'attuazione di percorsi clinico-assistenziali e per il miglioramento della Qualità e dell'efficienza tecnica ed operativa della produzione di prestazioni.

Alla Direzione Sanitaria Aziendale ed al Coordinatore della rete ospedaliera fanno capo i Direttori di Presidio che sono preposti alle funzioni non specificamente attribuite ai Direttori di Dipartimento ed in particolare alla gestione degli aspetti igienico-organizzativi, agli adempimenti connessi alla sicurezza ed all'autorizzazione ed accreditamento delle strutture, alla integrazione di percorsi di cura intra ed extra ospedaliera.
Il coordinamento della rete ospedaliera è affidato ad uno dei direttori sanitari di presidio ospedaliero.

Il supporto al governo complessivo dell'attività amministrativa dei dipartimenti all'interno della Rete Ospedaliera Aziendale è assicurato dal Dirigente amministrativo, funzionalmente dipendente dal Dipartimento amministrativo.

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4.2 I DISTRETTI E I SERVIZI SANITARI TERRITORIALI

4.2.1 Finalità

I Distretti rappresentano l'articolazione territoriale dell'azienda definita dalla Conferenza Sanitaria Territoriale.
I Distretti hanno la finalità di assicurare alla popolazione residente servizi e prestazioni di tipo sanitario e di tipo sociale ad elevata integrazione sanitaria, secondo criteri di appropriatezza, accessibilità ed equità.
Sono posti in capo ai Distretti le seguenti funzioni:

1. La COMMITTENZA, intesa come la definizione delle attività e dei servizi necessari per fornire una risposta ai bisogni di salute della popolazione e come lo strumento indispensabile per la programmazione, attraverso la definizione dei Piani per la Salute. La committenza viene esercitata nei confronti di tutti i produttori di servizi sanitari, interni ed esterni all'Azienda USL, pubblici o privati.

Le azioni attraverso le quali si articola la committenza sono:

  • valutare e definire in modo partecipato il bisogno di salute della popolazione;
  • definire le priorità nel rispetto degli obiettivi, dei compiti e delle risorse assegnate all'Azienda USL;
  • elaborare il Programma delle Attività Territoriali;
  • promuovere la multidisciplinarietà tra i ruoli professionali e le strutture di produzione;
  • valutare l'appropriatezza dei servizi offerti;
  • orientare la produzione, presiedere alla negoziazione del budget degli erogatori interni ed alla stipula di contratti con i produttori esterni;
  • monitorare, controllare e verificare i risultati di ciascun erogatore ed il rispetto degli obiettivi assegnati.

2. La PRODUZIONE di prestazioni e servizi sanitari inerenti l'assistenza primaria, l'assistenza per le tossicodipendenze e l'assistenza socio-sanitaria.
L'assistenza primaria è garantita dal Dipartimento delle Cure Primarie, mentre le altre prestazioni sono fornite dall'articolazione distrettuale del SERT, del Dipartimento di salute mentale e del Dipartimento di sanità pubblica.

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4.2.2 Il Direttore di distretto

Il Direttore di Distretto è parte integrante della Direzione Aziendale ed assicura lo svolgimento delle funzioni di direzione, coordinamento ed integrazione delle attività distrettuali, nonché le funzioni di integrazione socio-sanitaria con gli enti locali.
Esercita il governo del Distretto attraverso l'elaborazione del Programma delle attività territoriali, strumento per sviluppare la funzione di committenza nei confronti di tutti i produttori con i quali negozia volumi, livelli di qualità e metodi di verifica, secondo gli indirizzi condivisi in azienda.
Struttura il sistema gestionale attraverso l'orientamento delle attività professionali al risultato di salute, alla massima integrazione e flessibilità operativa, stimolando lo sviluppo di percorsi operativi finalizzati alla risoluzione dei problemi e superando un'organizzazione strutturata per funzioni ed attività.
Collabora alla definizione della programmazione aziendale nel suo complesso, all'interno del Collegio di direzione.
Partecipa al processo di budget nell'ambito della Direzione Generale e presidia gli obiettivi di competenza.
Rappresenta il Direttore Generale nel Comitato di Distretto.
Rappresenta l'Azienda nell'ambito territoriale di competenza.
Garantisce l'appropriatezza, l'efficacia, l'efficienza e l'integrazione relativamente all'attività del Dipartimento delle cure primarie, dell'articolazione distrettuale del Sert, del Dipartimento di salute mentale e del Dipartimento di sanità pubblica, attraverso verifiche periodiche.
Presiede l'ufficio di coordinamento di Distretto, inteso come strumento tecnico per l'attuazione delle scelte aziendali attraverso il coordinamento e l'integrazione progettuale ed organizzativa di tutte le attività.
Garantisce al Comitato Consultivo Misto le condizioni per la sua piena funzionalità, consentendo il confronto con le istanze organizzate dei cittadini.

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4.2.3 L'articolazione organizzativa e le responsabilità

Le sedi distrettuali attualmente definite dalla Conferenza territoriale sono quattro.
Il Direttore del Distretto è supportato, nell'ambito della propria attività,

Ufficio di Coordinamento del Distretto:
rappresenta lo strumento tecnico per l'attuazione delle scelte aziendali attraverso il coordinamento e l'integrazione progettuale ed organizzativa di tutte le attività.

Segreteria di Distretto:
garantisce il supporto tecnico al Direttore di Distretto relativamente alle funzioni attribuite.

Il Dipartimento delle Cure Primarie assicura le attività relative all'assistenza primaria, in linea con quanto definito nell'ambito della programmazione distrettuale in ordine alle cure ambulatoriali (comprensive di: Medicina Generale e Specialistica, riabilitazione, pediatria di comunità, consultorio salute donna e assistenza farmaceutica), le cure domiciliari (che comprendono: ADP, ADI, Ospedale a domicilio, UVG, assistenza residenziale e semi-residenziale), la rete degli Sportelli Unici e dei Nuclei delle cure primarie. E' previsto un coordinamento infermieristico e tecnico posto funzionalmente alle dipendenze della Direzione Assistenziale Aziendale, che ha responsabilità della gestione complessiva del personale infermieristico e tecnico operante nell'ambito distrettuale finalizzata a garantire livelli omogenei di qualità assistenziale, efficienza e flessibilità organizzativa, nonché integrazione delle attività in stretta connessione con il Responsabile del Dipartimento delle Cure Primarie.
A queste offerte si aggiungono quelle degli ambulatori e dei centri semiresidenziali del Dipartimento di salute mentale, degli ambulatori e dei centri semiresidenziali del SERT e del Servizio sociale.
Nell'articolazione aziendale vengono previsti tre Dipartimenti di Cure Primarie: il Dipartimento di cure Primarie del Distretto di Piacenza e della Montagna, struttura complessa, il Dipartimento di Cure Primarie del Distretto Val Tidone, struttura semplice, : il Dipartimento di cure Primarie del Distretto Val d'Arda, struttura semplice.
A garanzia di omogeneità ed equità nella offerta sanitaria territoriale è previsto un coordinamento aziendale affidato al Direttore del Dipartimento Cure Primarie di Piacenza-Montagna.

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4.3 IL DIPARTIMENTO DI SANITÀ PUBBLICA

4.3.1 Finalità

Il Dipartimento ha funzione di produzione di prestazioni e servizi rimodulati annualmente in relazione al bisogno sanitario definito, relativi alle aree di Sanità Pubblica, di tutela della salute, di sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro e di Sanità Pubblica Veterinaria. Assicura il supporto tecnico alla Conferenza Sanitaria Territoriale per l'elaborazione dei Piani per la Salute e per gli interventi di promozione della salute e alla Direzione Aziendale e Distrettuale attraverso attività epidemiologica connessa alla funzione di committenza.

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4.3.2 Offerta

I principali prodotti del Dipartimento rivolti alla collettività e ai singoli sono così sintetizzabili:

  • Profilassi delle malattie infettive e diffusive nei riguardi dell'intera collettività. Tutela della collettività e dei singoli dai rischi sanitari negli ambienti di vita anche con riferimento agli effetti sanitari degli inquinanti ambientali. Igiene e Sicurezza negli istituti educativi e scolastici, tutela igienico sanitaria degli alimenti. Sorveglianza e prevenzione nutrizionale e medicina legale.
  • Vigilanza e controllo sulla sicurezza, igiene e prevenzione sanitaria nei luoghi di lavoro. Verifica della sicurezza antinfortunistica di impianti, macchine e apparecchiature. Sorveglianza sanitaria di legge dei lavoratori minorenni e /o apprendisti. Informazione, assistenza, formazione ed educazione alla salute in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro e negli ambienti di vita.
  • Sorveglianza epidemiologica delle popolazioni animali; profilassi delle malattie infettive e parassitarie degli animali; lotta alle zoonosi; farmacovigilanza veterinaria; igiene delle produzioni zootecniche; tutela igienico-sanitaria degli alimenti di origine animale destinati all'alimentazione umana.
  • Epidemiologia di tipo descrittivo per la programmazione e gestione delle attività aziendali; epidemiologia valutativa per la verifica dell'efficacia degli interventi sanitari e sociali e monitoraggio del raggiungimento degli obiettivi dei Piani per la salute. Informazione, comunicazione per la salute e Sportello per la prevenzione.

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4.3.3 L'articolazione organizzativa e le responsabilità

Il Dipartimento si sviluppa su base provinciale sotto un'unica responsabilità dirigenziale, si articola nelle aree dipartimentali di Igiene e sanità pubblica, Tutela della salute negli ambienti di lavoro e sicurezza, Sanità pubblica veterinaria, epidemiologia e comunicazione, le quali si declinano in unità operative e/o in moduli organizzativi aventi ciascuno un proprio responsabile.

Completa l'impianto organizzativo del Dipartimento la direzione amministrativa, l'ufficio di staff e quattro moduli organizzativi trasversali al Dipartimento

Dal punto di vista operativo le attività si svolgono nelle sedi ambulatoriali dislocate in tutta la provincia e attraverso interventi sul territorio.

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4.4 IL DIPARTIMENTO DI SALUTE MENTALE

4.4.1 Le finalità

Il Dipartimento Aziendale di Salute Mentale (DASM) nell'Azienda USL di Piacenza è la struttura operativa che si configura nel campo della salute mentale come l'organizzazione àadulta.

Persegue gli obiettivi generali relativi a:

  • programmazione, indirizzo e verifica delle attività preventive, curative e riabilitative rivolte alla salute mentale dei cittadini, garantendo pari dignità alle prestazioni erogate dall'intera rete dei servizi e l'integrazione tra gli stessi;
  • consolidamento dell'avvenuta chiusura dell'ex ospedale psichiatrico attraverso il servizio di consulenza psichiatrica ed altri interventi utili ai pazienti ed agli operatori coinvolti nel processo di dimissione;
  • estensione dell'assistenza ambulatoriale sulle 12 ore e della consulenza al Pronto Soccorso;
  • integrazione funzionale progressiva delle discipline che ad altro titolo si occupano di patologie affini nell'infanzia, nell'adolescenza a nell'età adulta;
  • sperimentazione di processi volti a sviluppare l'interdisciplinarietà intra e interdipartimentale.

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4.4.2 L'offerta sanitaria

Il DSM declina i propri obiettivi in attività rivolte ai cittadini, alle famiglie ed a strutture sociali e socio-sanitarie. Tali attività si concretizzano in interventi ambulatoriali con possibilità di cure domiciliari, trattamenti riabilitativi semplici e/o integrati, interventi di ricovero, in strutture diverse, per fasi acute della patologia e per approfondimenti diagnostici e stabilizzazione della terapia.
A queste si affiancano gli interventi educativi di prevenzione e di supporto alla cura dei pazienti.

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4.4.3 L'articolazione organizzativa e le responsabilità

Il D.S.M. dell'A.U.s.l. di Piacenza aggrega in un'unica struttura aziendale e sotto un'unica responsabilità dirigenziale l'organizzazione e la direzione delle Unità Operative in quanto dipartimento con autonomia di budget. Il Direttore si avvale di una segreteria ed ha in staff le funzioni relative a Controllo di Qualità e Accreditamento, Formazione, Razionalizzazione terapie e Controllo e Verifica dell'Appropriatezza dei ricoveri in Case di Cura.
Il D.S.M. dell'A.U.s.l. di Piacenza costituisce pertanto un solo Modulo Dipartimentale per tutto il Territorio Provinciale, comprendente:

  • I Centri di Salute Mentale territoriali
  • Il Servizio di Neuropsichiatria infantile trasversale al dipartimento e articolato territorialmente su tutta la provincia;
  • Due aree di degenza: SPDC e Area di Breve Degenza
  • Strutture intermedie per la riabilitazione di pazienti cronici;

Ogni Centro di salute mentale del Modulo dipartimentale e il Servizio di Neuropsichiatria infantile del Modulo dipartimentale (coincidente col D.S.M.) sviluppano autonomamente programmi di prevenzione, cura e riabilitazione per i cittadini residenti nel territorio di riferimento, coerentemente con le funzioni di committenza esplicitate dai Distretti. L'S.P.D.C., l'Area di Breve Degenza, le comunità Protette e le strutture più specializzate continueranno ad insistere sul territorio della Città di Piacenza pur rispondendo ad un bacino di utenza aziendale.

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4.5 IL DIPARTIMENTO DELLE DIPENDENZE PATOLOGICHE

4.5.1 Le finalità

Il Dipartimento Dipendenze Patologiche nell'Azienda USL di Piacenza è la struttura operativa a valenza tematica (tecnico-funzionale) che ha funzioni di coordinamento dei SERT aziendali tramite compiti di indirizzo, verifica della qualità e dell'attuazione omogenea delle attività di prevenzione, cura e riabilitazione delle dipendenze patologiche.

Assicura inoltre l'integrazione delle competenze e degli interventi pubblici e del privato sociale mediante la partecipazione ad organismi tecnici locali (coordinamento tecnico territoriale - CTT) e regionali (coordinamento tecnico consultivo regionale - GTCR) e di tutti gli attori del Sistema dei Servizi (tecnici di aziende USL, Enti Locali, Associazioni di Volontariato).

Attiene al Dipartimento e al CTT il ruolo di supporto tecnico alla Conferenza Sanitaria Territoriale e di traduzione operativa della programmazione da questa definita.

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4.5.2 L'articolazione organizzativa e le responsabilità

Il Responsabile del dipartimento assicura le funzioni sopra citate.
Afferiscono al Dipartimento i due SERT aziendali:

1. SERT del Distretto Urbano e della Montagna
2. SERT del Distretto della Val d'Arda e della Val Tidone

Essi sono pertanto da intendersi quali strutture operative afferenti gestionalmente ai rispettivi Distretti e funzionalmente al Dipartimento delle Dipendenze Patologiche per le attività di coordinamento citate in premessa.

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4.5.3 L'offerta sanitaria

Prevenzione, cura e riabilitazione dei disturbi di dipendenza patologica (tossicodipendenza, alcoldipendenza, tabagismo) e più precisamente:

  • Osservazione e diagnosi
  • Interventi di sostegno e di terapia psicologica
  • Interventi socio-educativi
  • Interventi medico-farmacologici
  • Prevenzione e trattamento dell'infezione HIV
  • Interventi di inserimento residenziale e semiresidenziale
  • Gestione di strutture residenziali e semiresidenziali
  • Interventi di vigilanza sulle strutture del sistema dei servizi
  • Interventi in carcere
  • Interventi di prevenzione
  • Attività di monitoraggio, di epidemiologia e di ricerca
  • Formazione
  • Collaborazione con i Provveditorati agli Studi
  • Collaborazione con il Nucleo Operativo della Prefettura e con le autorità militari esistenti sul territorio
  • Collaborazione con il servizio sanitario penitenziario

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5. I SERVIZI DI SUPPORTO

I Servizi di supporto hanno il compito di coordinare, supportare e sviluppare approfondimenti e valutazioni per tutti i servizi aziendali in modo trasversale. Essi contribuiscono all'individuazione degli orientamenti strategici partendo dalla loro specifica attività e garantiscono e facilitano l'uso di regole e metodologie operative omogenee e trasparenti.

5.1 LO STAFF DI DIREZIONE GENERALE

Si compone di articolazioni organizzative o funzionali di supporto che presiedono a specifiche attività. Viene convocato periodicamente dal Direttore Generale su specifico ordine del giorno all'interno del quale sono previsti in modo standardizzato gli aggiornamenti sull'andamento delle varie attività.

5.1.1 Le Relazioni Sindacali

La funzione di gestione delle Relazioni Sindacali costituisce per la Direzione Generale la garanzia di un sistema stabile di relazioni con le Organizzazioni Sindacali con la R.S.U. che sono premessa indispensabile per favorire un ampio e tempestivo coinvolgimento nelle decisioni riguardanti le problematiche connesse alla struttura organizzativa, alla dotazione organica ed al piano occupazionale, nonché punto di riferimento rispetto all'applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro ed alla stesura del Contratto Collettivo Integrativo Aziendale.

Tale sistema di relazioni e' improntato alla reciproca chiarezza e trasparenza dei comportamenti e dei rispettivi ambiti di responsabilità.
Il Responsabile della funzione di gestione delle Relazioni Sindacali opera in posizione di staff del Direttore Generale in modo stabile per gli iter relativi agli accordi da stipulare e alle problematiche relative all'oggetto.

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5.1.2 Il Controllo di Gestione

5.1.2.1 Finalità

Assistere la Direzione Generale nel processo di sviluppo delle politiche aziendali integrando conoscenze e competenze sanitarie, epidemiologiche, statistiche ed amministrative per supportare operativamente e tecnicamente la valutazione comparativa, dei costi, dei rendimenti e dei risultati, della corretta ed economica gestione delle risorse attribuite, della qualità dei servizi.
Inoltre contribuisce ai processi di individuazione e di promozione degli obiettivi sanitari prioritari.

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5.1.2.2 Offerte

  • Supporto al processo di programmazione;
  • Gestione del processo di formulazione del budget;
  • Monitoraggio dei livelli di performance rispetto ad obiettivi prefissati;
  • Stesura rendicontazione per il debito informativo regionale;
  • Stesura reports diversificati e periodici per il controllo ed il monitoraggio degli obiettivi specifici e funzionali alla gestione;
  • Valutazione dell'attività e della sua congruità rispetto agli obiettivi ed alle risorse, analisi degli scostamenti;
  • Verifica del rispetto dei parametri e analisi degli scostamenti relativamente ai dati statistici regionali e nazionali;
  • Contributo per l'individuazione delle aree critiche da sottoporre a verifica per la realizzazione di percorsi di miglioramento dei processi aziendali;
  • Verifica dell'appropriatezza delle prestazioni ospedaliere interne ed esterne;
  • Controllo degli standard informatici aziendali e gestione delle attrezzature hardware e software presenti in Azienda.

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5.1.2.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

Il Controllo di Gestione ha un unico responsabile che sovrintende i seguenti uffici:

  • Analisi Economiche
  • Analisi Epidemiologiche e Controllo dell'Assistenza Ospedaliera
  • Sistemi Informativi

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5.1.3 Lo Sviluppo Organizzativo

5.1.3.1 Finalità

Attiva, mantiene e sviluppa il sistema qualità aziendale attraverso attività di promozione, coordinamento, supporto e valutazione della progettazione aziendale strategica, della formazione tecnico-organizzativa del personale, dell'analisi del gradimento delle offerte sanitarie da parte del cittadino, della valutazione della percezione di clima da parte del personale. Partecipa alla individuazione degli obiettivi strategici aziendali, alla messa a punto di strategie innovative introducendo metodologie operative per lo sviluppo dell'organizzazione aziendale, ha il compito di presiedere le coerenze di sistema nella definizione dei nuovi assetti organizzativi.

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5.1.3.2 Offerte

  • Supporto per la progettazione e definizione degli assetti organizzativi aziendali.
  • Partecipazione all'individuazione delle linee di sviluppo strategiche aziendali.
  • Gestione della progettazione strategica aziendale (promozione, coordinamento, supporto e rendicontazione): standard di prodotto e progetti speciali di direzione .
  • Costruzione di percorsi di cura per particolari target o patologie e di percorsi amministrativi favorenti l'attività sanitaria.
  • Valutazione periodica degli standard di qualità sia attraverso audit in loco sia attraverso reperimento dei dati di riscontro;
  • Messa a punto della preparazione alle visite di verifica di Accreditamento nelle UU.OO., stesura e gestione del Sistema Documentale Aziendale per la Qualità.
  • Analisi annuale del fabbisogno formativo, stesura del piano formativo, gestione e valutazione dell'attività formativa centralizzata, coordinamento e valutazione attività formativa Centri Gestionali. Coordinamento tirocini professionali.
  • Analisi di gradimento del ricovero ospedaliero, analisi di clima.
  • Gestione dell'aggiornamento della Carta del Servizi.
  • Elaborazione di percorsi e strumenti di valutazione del personale e delle performance.

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5.1.3.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

L'attività dell'U.O. si articola in tre ambiti:

  • Sviluppo organizzativo,
  • Accreditamento, Qualità e Indagini di gradimento,
  • Formazione.

La responsabilità complessiva è del responsabile di U.O. che delega per la formazione e le indagini di gradimento/accreditamento la responsabilità a due referenti specifici. A supporto delle principali offerte è attiva una Segreteria. L'U.O. si avvale per l'Audit e per il coordinamento operativo delle attività di progettazione e di formazione di una rete aziendale di Referenti per le Garanzie e una rete di Referenti amministrativi per la formazione, entrambe formalizzate.

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5.1.4 La Prevenzione e Protezione

5.1.4.1 Finalità

Promuovere condizioni che garantiscano il più alto grado possibile di qualità della vita lavorativa all'interno dell'Azienda, di protezione della salute dei lavoratori e di prevenzione di malattie i infortuni. Costituisce l'organo tecnico della Direzione Generale per l'attuazione, trasversale all'azienda,

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5.1.4.2 Offerte

  • Identificazione dei pericoli e valutazione dei rischi in tutte le strutture aziendali e produzione di relazioni tecniche di sopralluogo.
  • Aggiornamento periodico del documento di valutazione dei rischi.
  • Attività di gestione dell'emergenza.
  • Sorveglianza sanitaria attraverso sopralluoghi del medico competente.

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5.1.4.3. Articolazione organizzativa e responsabilità

Si sviluppa su tre aree dirette dal Responsabile del Servizio.

  1. La segreteria che ha compiti di gestione della documentazione prodotta, di gestione del personale e di supporto all'organizzazione dei corsi di formazione specifici.
  2. L'area tecnica presiede attività di identificazione dei pericoli e della valutazione dei rischi oltre all'attività di gestione dell'emergenza.
  3. All'area sanitaria afferiscono attività di sorveglianza sanitaria attraverso protocolli standardizzati e un apposito Piano di interventi predisposto annualmente.

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5.1.5 Il Servizio Ispettivo

5.1.5.1 Finalità

Il Servizio Ispettivo Aziendale garantisce l'attività ispettiva, di verifica e controllo di cui alla Legge n. 662/96 (incompatibilità), monitorizza le procedure regolamentari adottate dall'Azienda, attiva mantiene e sviluppa il sistema delle "attività a pagamento" (attività libero professionale ambulatoriale interna, presso studi esterni e poliambulatori privati, in costanza di ricovero, libera professione aziendale, convenzioni con terzi, sperimentazioni cliniche), provvede su richiesta della Direzione Aziendale ad istruttorie ai fini di procedimenti disciplinari oltreché alla verifica su atti ex D.Lgs. n. 286/99. Adempie a richieste di dati nelle materie di competenza da parte di organismi di controllo esterni (Regione, Ministero, N.A.S., Ispettorato del Lavoro, Procura della Repubblica).

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5.1.5.2 Offerte

Incompatibilità:

  • controllo attività extraistituzionali occasionali e saltuarie, verifica conflitto di interesse per concessione part-time
  • visite ispettive presso Case di Cura e Poliambulatori privati accreditati, verifiche a campione personale dipendente per situazioni di incompatibilità, esercizio attività libero professionale, part-time (ex Legge n. 662/96)

Attività a pagamento:

  • predisposizione regolamenti e verifiche applicazione, predisposizione tariffari A.L.P. con contestuale analisi dei costi
  • coordinamento organizzazione attività, gestione informazione esterna, sviluppo sistema prenotazione
  • coordinamento rapporti di consulenza con privati, società, enti
  • verifica sistema sperimentazioni cliniche
  • linee guida riparto proventi A.L.P., informative OO.SS., gestione erogazioni semestrali

Altre attività di controllo e verifica:

  • coordinamento sistema controllo semplificazione amministrativa, autocertificazione, dichiarazioni di nascita, assistenza non sanitaria aggiuntiva (ANS)
  • controllo applicazione regolamenti aziendali, disposizioni di legge e aziendali su mandato della Direzione Aziendale
  • verifiche su atti ex D.Lgs. n. 286/99
  • rapporti con organismi di controllo esterni

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5.1.5.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

Il Servizio, ricondotto alla responsabilità complessiva del dirigente responsabile, si articola in quattro Settori (controlli ed ispezioni, sviluppo dell'offerta consulenziale a società terze, sviluppo esterno attività a pagamento, organizzazione attività a pagamento) con individuazione di specifiche responsabilità.
Si avvale altresì di un Ufficio di consulenza, di Commissioni paritetiche e di verifica e controllo, di una rete aziendale di referenti amministrativi e sanitari presenti nelle diverse articolazioni aziendali, di un Ufficio di Segreteria.

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5.1.6 La Comunicazione e il Marketing

5.1.6.1 Finalità

Supporta la Direzione Generale nella comunicazione e relazione esterna, opera per diffondere l'apprezzamento e l'immagine dell'Azienda, gestisce attività di marketing in coerenza con le sue proprie strategie, pianifica l'attività di comunicazione interna ed esterna per favorire la coesione ed il senso di appartenenza tra i dipendenti, garantisce un corretto flusso di informazioni per migliorare la qualità del servizio e il rapporto di fiducia col cittadino.
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5.1.6.2 Offerte

  • Promuove rapporti con Enti locali ed Amministrazioni pubbliche, con imprese private e del privato sociale anche attraverso esperienze di benchmarking.
  • Sviluppa attività di valorizzazione del patrimonio artistico, attraverso la progettazione e gestione del Museo della Salute e la Biblioteca Storica.
  • Sviluppa la comunicazione interna (intranet, news letter aziendale linee editoriali) e quella esterna (ufficio stampa, internet, rapporti con i Mass media).
  • Gestisce azioni di marketing per la promozione dell'azienda e delle decisioni aziendali.
  • Supporta organizzativamente attività convegnistiche di specifico interesse aziendale.
  • Ricerca sponsorizzazioni per l'attuazione di Piani di Sviluppo.
  • Gestisce l'URP e le sue articolazioni territoriali (attualmente quattro) a cui compete la gestione dei rapporti con il pubblico finalizzati all'ascolto del cittadino, all'offerta di informazioni, alla raccolta di suggerimenti e reclami secondo precise norme regolamentari. In proposito struttura e attiva il numero verde regionale e la gestione del relativo database delle prestazioni.
  • Promuove l'Azienda e le sue attività attraverso un costante rapporto con i Comitati consultivi misti.
  • Supporta il Comitato di garanzia per le donazioni.

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5.1.6.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

L'Unità Organizzativa si articola in tre settori diretti da un unico Responsabile:

1. Relazioni Esterne
2. Comunicazione
3. URP e Marketing

A ciascuno di questi settori è attribuita una specifica responsabilità con personale addetto.

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5.2 LO STAFF DELLA DIREZIONE SANITARIA AZIENDALE

Il Direttore Sanitario contribuisce alla direzione strategica dell'Azienda coadiuvando il Direttore Generale nella definizione delle linee strategiche e delle politiche aziendali finalizzate al raggiungimento degli obiettivi di salute, assicura la definizione e direzione del sistema di governo clinico, coordina la funzione di committenza dell'Azienda e le politiche aziendali per l'elaborazione dei P.P.S. e le attività di educazione sanitaria. Orienta la pianificazione strategica secondo priorità in grado di realizzare la migliore composizione tra le caratteristiche di efficacia, efficienza e qualità dei servizi.
Si avvale del Coordinatore della rete ospedaliera, del Coordinatore aziendale dei dipartimenti delle Cure primarie, dei Direttori di Presidio, dei Direttori di Distretto, dei Direttori di Dipartimento e in particolare dello staff della Direzione Sanitaria oltre che di quelli della Direzione Generale.
Fanno capo alla Direzione Sanitaria le seguenti Unità Operative:

  • CSA
  • Direzione Assistenziale
  • Farmacie Ospedaliere.

Completa l'assetto della Direzione Sanitaria la Segreteria, il coordinamento delle Direzioni Sanitarie Ospedaliere (che comprende i Direttori Sanitari di Presidio e i Medici di Direzione Sanitaria referenti dei nuovi Dipartimenti). I medici di Direzione sanitaria, oltre a essere referenti per la Direzione Sanitaria dei nuovi Dipartimenti, presidiano aree tematiche di particolare rilevanza:

  • Tecnologie e modelli organizzativi, integrazione ospedale-territorio
  • Epidemiologie e programmazione, Sistemi di verifica
  • Libera professione, economia sanitaria
  • Accreditamento, Governo clinico/Linee Guida

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5.2.1 Il Centro Servizi Ambulatoriali (CSA).

5.2.1.1 Finalità

Il C.S.A. è struttura organizzativa aziendale che supporta la Direzione aziendale e sanitaria nella rimodulazione dell'attività specialistica ambulatoriale riorganizzando l'attività specialistica ambulatoriale nelle diverse tipologie in cui la stessa è resa e individuando i criteri per la gestione delle liste di attesa e per la determinazione dei tempi massimi di attesa per le prestazioni erogate in tale sistema.

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5.2.1.2 Offerte

  • Definizione dei volumi prestazionali con i referenti di Distretto, Presidio e Dipartimento
  • Rilevazione, controllo e trasmissione dati e reports delle attività specialistiche ambulatoriali erogate nei Distretti, Presidi e nei Dipartimenti Aziendali e infraospedalieri
  • Garanzia dell'accesso agevole alle prestazioni attraverso l'inventario degli erogatori e il loro periodico aggiornamento e controllo
  • Miglioramento dell'appropriatezza della domanda di prestazione da parte del MMG
  • Utilizzo del sistema unico di prenotazione
  • Controllo di applicazione del nomenclatore regionale vigente
  • Tenuta del Registro delle prenotazioni specialistiche ambulatoriali di diagnostica strumentale e di laboratorio

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5.2.1.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

L'articolazione organizzativa del C.S.A. prevede un unico responsabile e un Ufficio di Segreteria che lo coadiuva per tutti i compiti di supporto organizzativo, amministrativo e informatico.
Le strutture che erogano le prestazioni specialistiche ambulatoriali dirette da uno specifico responsabile hanno le seguenti tipologie:

  • Distretti
  • Dipartimento della prevenzione
  • Dipartimento della salute mentale
  • Dipartimento delle dipendenze patologiche
  • Dipartimenti ospedalieri
  • Strutture private e convenzionate esterne
  • Libera professione intra-moenia

Per la gestione e il monitoraggio delle attività sono previsti contatti periodici con i MMG all'interno del Comitato tecnico paritetico, coi referenti di Distretto, Presidio e Dipartimento, con l'U.O. Sistemi informativi e con i responsabili delle sedi erogative.

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5.2.2 Il Servizio Infermieristico e Tecnico

5.2.2.1 Finalità

Assicura, su delega del Direttore Sanitario Aziendale, la programmazione e l'erogazione delle prestazioni assistenziali garantite dal personale infermieristico, tecnico, ostetrico, della riabilitazione, degli operatori addetti all'assistenza e del personale ausiliario specializzato attraverso la loro gestione secondo le articolazioni aziendali previste e secondo modalità e criteri uniformi.
Partecipa alla definizione della politica sanitaria aziendale, favorisce la condivisione delle conoscenze in un processo di crescita continuo del personale, favorisce la sperimentazione organizzativa e l'integrazione.
L'organizzazione dell'assistenza infermieristica e tecnica, che non può essere rigidamente strutturata in modo speculare alle funzioni mediche, si articola secondo funzioni assistenziali che utilizzano metodologie di pianificazione per obiettivi dell'

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5.2.2.2 Offerte

Definisce le modalità di funzionamento e i rapporti tra le articolazioni gestionali e il Servizio d'Azienda. In relazione alla committenza definisce il fabbisogno complessivo delle risorse, la consistenza numerica e la pianificazione del turnover, le abilità professionali e il Piano di Addestramento. Prende parte all'identificazione e all'applicazione di sistemi premianti e più in generale collabora alla stesura delle risoluzioni per l'applicazione degli istituti contrattuali, facendosi promotore tra l'altro delle indicazioni relative al fabbisogno formativo e concordando percorsi formativi. Promuove la standardizzazione delle prestazioni e la definizione di indicatori di Qualità dell'assistenza secondo le modalità adottate aziendalmente e interfacciandosi con le strutture preposte.

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5.2.2.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

Il Servizio Infermieristico e Tecnico ha in staff la funzione di coordinamento dei presidi ospedalieri, i Diplomi universitari. Dipendono dalla Direzione assistenziale e interfacciano con essa i responsabili:

  • il responsabile assistenziale della rete ospedaliera;
  • il responsabile assistenziale del Dipartimento di Salute Mentale;
  • il responsabile assistenziale dei Servizi Territoriali (Cure primarie)
  • il responsabile assistenziale del Dipartimento di Sanità Pubblica.

Sono previsti Uffici Infermieristici in tutti i Presidi Ospedalieri (costituiti di norma da Infermieri dirigenti o da Coordinatori Infermieristici). Nei Dipartimenti sono previsti i Coordinatori Infermieristici.
In ogni Unità Operativa intra-dipartimentale è previsto un Coordinatore infermieristico in posizione di line rispetto al Coordinatore Infermieristico di Area Dipartimentale omogenea.

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5.2.3 Il Servizio Farmaceutico

5.2.3.1 Finalità

I compiti del Servizio Farmaceutico Ospedaliero e Territoriale sono così sintetizzabili:

  • Preparazioni galeniche secondo le norme previste dalla Farmacopea ufficiale;
  • Acquisizione, distribuzione e controllo quali-quantitativo di farmaci , presidi di uso comune e medicazioni, gestiti a scorta; ai Reparti, Servizi Territoriali, dipartimenti extra ospedalieri, Case Protette convenzionate.
    Acquisizione e distribuzione dei dispositivi medici registrati, gestiti in transito;
  • Informazione al personale sanitario ospedaliero e territoriale, ad enti ed istituzioni sul farmaco, sui materiali utilizzati e sulle norme di prescrizione.
  • Controllo, vigilanza e attività ispettiva. sulle farmacie del territorio.
  • Certificazione delle farmacie e dei farmacisti territoriali.
  • Gestione, controllo raccolta e distruzione degli stupefacenti.

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5.2.3.2 Offerte

  • Programmazione, pianificazione e gestione, sulla base dello storico e delle indicazioni dei reparti, dei Servizi e dei Medici specialisti, dell'approvvigionamento dei farmaci, dei presidi medico-chirurgici e della medicazione gestiti a scorta mediante l'attivazione di procedure specifiche per tipologia.
  • Gestione del magazzino dei farmaci e del materiale sanitario di uso comune; controllo quali-quantitativo dei materiali in entrata ed uscita dal magazzino farmacia e controllo sulla corretta conservazione di farmaci ed altro materiale.
  • Formulazione allestimento e confezionamento di farmaci galenici officinali e magistrali (anche per terapie dei tumori in ambiente opportunamente predisposto), di disinfettanti, di reattivi e medicamenti non reperibili in commercio ed eventuale allestimento personalizzato.
  • Informazione al personale sanitario sulle caratteristiche dei farmaci e dei materiali sanitari impiegati (inclusi i disinfettanti) attraverso la banca dati Micromedex e la partecipazione alle commissioni preposte.
  • Informazione ai M.M.G. sulla corretta prescrizione ed elaborazione di linee guida.
  • Consulenza all'impostazione di Piani Terapeutici e all'utilizzo di protocolli per l'uso razionale dei farmaci con scelta dei prodotti, gestione e valutazione sulla base del P.T.A..
  • Attività di controllo e farmacovigilanza nei reparti ospedalieri, nelle farmacie territoriali e nelle altre strutture convenzionate.
  • Certificazione delle farmacie e dei farmacisti, con particolare riguardo all'attività istruttoria all'esercizio delle farmacie.
  • Gestione archivi relativamente ai ricettari medici e alle prescrizioni.

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5.2.3.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

Il Servizio Farmaceutico prevede due articolazioni organizzative: ospedaliera e territoriale.
Ha un Direttore con funzioni di Responsabile delle Farmacie dei Presidi Ospedalieri e un Responsabile delle farmacie territoriali. Il servizio farmaceutico è coordinato da uno dei responsabili suddetti nominato su proposta del Direttore sanitario dal Direttore generale. Il servizio farmaceutico si colloca in funzione di staff alla direzione sanitaria aziendale.
Ogni Presidio Ospedaliero ha al suo interno una Farmacia diretta da un Farmacista Dirigente specificamente assegnato.
Il Servizio di Farmacia del P.O. di Piacenza è suddiviso in Aree tematiche ognuna delle quali ha un Farmacista Dirigente: Area Farmaci; Area Galenica; Area Presidi di uso comune, specialistici e protesica; Area Diagnostici; Area Medicazione, Disinfettanti e Dialisi.
L'area territoriale si articola in due moduli: prescrizioni mediche e controllo/vigilanza sulle farmacie.

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5.3 LO STAFF DELLA DIREZIONE AMMINISTRATIVA AZIENDALE

5.3.1 Il Dipartimento Amministrativo

5.3.1.1Finalità ed offerte

Il Dipartimento amministrativo assicura:

  • il supporto professionale e tecnico all'attività di governo dell'Azienda nella elaborazione delle strategie, dei piani e programmi, nella allocazione delle risorse, nella valutazione e verifica dei risultati,
  • il supporto alla Direzione Generale ed al Servizio controllo di gestione nel processo di formazione del budget generale di azienda e nell'attività di controllo di gestione e del rispetto del budget,
  • la regolarità, la correttezza e l'imparzialità dell'azione amministrativa,
  • il coordinamento tecnico professionale delle funzioni amministrative finalizzate alla integrazione degli interventi e dei comportamenti in coerenza con gli obiettivi aziendali, all'impiego ottimale delle risorse, allo sviluppo dei progetti trasversali,
  • l'elaborazione di indirizzi operativi, protocolli, criteri, standard, indicatori, norme tecniche, interpretazioni normative nelle materie che risultano trasversali ai diversi servizi,
  • il controllo e verifica del rispetto degli obiettivi assegnati alle aree organizzative,
  • il supporto funzionale al governo complessivo dell'attività amministrativa posta in capo alle strutture gestionali territoriali: Distretti, DSP e DSM.

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5.3.1.2. Articolazione organizzativa e responsabilità

Il Dipartimento amministrativo, quale organo collocato in posizione di staff al Direttore Amministrativo aziendale, è posto alle dirette dipendenze del Direttore Responsabile del Dipartimento. Il Direttore di Dipartimento assicura il coordinamento tecnico-professionale delle funzioni amministrative e concorre alle attività di governo dell'Azienda operando in posizione di staff al Direttore Amministrativo.

Le funzioni amministrative sono assicurate attraverso le unità organizzative, da classificarsi in ragione delle funzioni e delle risorse gestite in unità organizzative complesse o semplici, come di seguito previste, fatta salva una diversa definizione delle articolazioni organizzative previste nel Regolamento aziendale di organizzazione:

  1. Acquisizione Beni e servizi,
  2. Affari Generali e Legali,
  3. Bilancio, Finanze e Analisi finanziarie,
  4. Risorse Strumentali e tecniche,
  5. Risorse Umane (personale dipendente e convenzionato),
  6. Servizi Generali e Logistici.

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5.3.2 Il Nucleo Operativo Interno

Collocato in posizione di staff del Direttore amministrativo aziendale è organo interno preposto alle verifiche, secondo i principi generali della revisione, della regolarità amministrativa e contabile a garanzia della legittimità, regolarità e correttezza dell'azione amministrativa con particolare riferimento alle attribuzioni ed alle determinazioni adottate dai dirigenti in ragione delle funzioni delegate od attribuite in applicazione del d. Lgs. n. 29 del 1993 e successive modificazioni ed integrazioni.
Composizione, competenze ed attribuzioni del N.O.I. sono definite nel Regolamento aziendale di organizzazione.

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6. I SERVIZI SOCIALI

6.1 Finalità

  1. Gestione diretta dell'attività sociale delegata dai comuni (a norma dell'art. 27 del D. Lgs. 142/90 e della legge di riforma dell'assistenza L.328 del 8/11/2000) ed esercizio della tutela di minori ed interdetti dei quali gli organi giudiziari abbiano affidato l'esercizio all'Azienda.
  2. Coordinamento istituzionale e tecnico-professionale dell'attività deliberata a livello aziendale
  3. Riferimento tecnico-professionale per attività di integrazione socio-sanitaria.

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6.2 Offerte

Relativamente al punto a) Gestione diretta attività su delega:

  • Attività di assistenza sociale a maternità, infanzia ed età evolutiva tramite le seguenti prestazioni:
    Segretariato sociale
    Attività di mediazione familiare
    Attività di sostegno alla genitorialità
    Analisi della domanda
    Assistenza economica
    Assistenza domiciliare
    Affidamento familiare e adozioni
    Assistenza socio-giudiziaria
    Pronta accoglienza
    Ospitalità diurna
    Ospitalità residenziale
    Progetti individualizzati
  • Assistenza ai disabili tramite le seguenti prestazioni:
    Proposta progettuale individualizzata
    Ospitalità diurna in strutture gestite direttamente
    Ospitalità residenziale in strutture gestite direttamente
    Ospitalità diurna o residenziale in regime convenzionale
    Attività di inserimento lavorativo e formazione lavoro
    Assistenza domiciliare
    Attività di integrazione, educative e di socializzazione
  • Assistenza ai soggetti tossicodipendenti attraverso la collaborazione col SERT su progetti individualizzati, con particolare riferimento all'inserimento lavorativo e sociale.

Le suddette attività sono gestite in delega per 44 comuni (eccetto Bobbio, Caminata, Cerignale e Ferriere) della provincia di Piacenza. Nel corso del 2001 il comune di Piacenza procederà alla riassunzione delle deleghe.
Tali attività sono gestite ed organizzate a livello distrettuale.

Relativamente al punto b) Coordinamento aziendale:

  • Attività di coordinamento a livello aziendale per definizione di linee omogenee a livello tecnico-professionale
  • Attività di rappresentanza esterna e supporto alla Direzione Generale, Conferenza Sanitaria Territoriale, Comitato di Distretto
  • Attività di programmazione e verifica a livello distrettuale e aziendale
  • Attività di supporto tecnico amministrativo in relazione alla gestione del personale assegnato al servizio sociale dagli enti locali o dalla sanità.

Relativamente al punto c) Integrazione sociosanitaria:

  • Referenza e coordinamento di specifici progetti di integrazione sociosanitaria (es. demenze senili, direttive su anziani, formazione operatori per l'integrazione sociosanitaria).
  • Supporto alla Direzione Generale per problematiche inerenti l'integrazione sociosanitaria.

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6.3 Articolazione organizzativa e responsabilità

Le attività delegate sono gestite a livello distrettuale.
La responsabilità dell'attività di integrazione socio-sanitaria compete al Responsabile di Distretto che è coadiuvato dal Referente dei Servizi Sociali Distrettuali (Dir. Reg. 309/2000) facente parte della struttura organizzativa del Distretto.
Il Referente gestisce i Servizi delegati e le strutture residenziali e semiresidenziali a gestione diretta.
A livello di ciascun Distretto sono previste Unità operative di Servizio sociale (es. Assistenza Sociale, Infanzia, strutture per disabili medi e gravi) con operatori di coordinamento.
Il Coordinatore aziendale coordina a livello tecnico-professionale i Referenti distrettuali ed opera nell'ambito della Direzione Generale con funzioni di competenza riferibili alle tipologie b) e c).
Al coordinamento sociale fanno inoltre riferimento tecnico-professionale gli psicologi a cui competono le attività psicosociali (quali affido, adozione, abusi e maltrattamenti, famiglie multiproblematiche).

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7.NORME TRANSITORIE E FINALI

Per quanto non contemplato nel presente Atto aziendale, si rinvia alle leggi fondamentali di riforma del servizio sanitario nazionale di cui al D. Lgs. n.502 del 1992 e successive modificazioni ed integrazioni,. alla organizzazione amministrativa e del pubblico impiego di cui al D. Lgs. n. 29 del 1993 e successive modificazioni ed integrazioni, alle leggi di riordino del servizio sanitario regionale ed ai contratti collettivi nazionali di lavoro che disciplinano il rapporto di lavoro del personale del Comparto della sanità.

Sino alla adozione del Regolamento aziendale di organizzazione valgono le norme regolamentari aziendali vigenti adottate con provvedimenti del Direttore Generale, in quanto compatibili con il presente Atto aziendale.

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