Atto aziendale
Approvato con delibera del Direttore Generale n. 301 del 3.07.2008
13. Valorizzazione delle risorse umane
13.1 La comunicazione interna
L’Azienda opera sul piano culturale e relazionale favorendo la partecipazione e il contributo degli operatori al cambiamento dell’organizzazione, in particolare:
- promuovendo momenti di confronto e di dialogo tra la Direzione Strategica e gli operatori, per superare il gap legato ad una struttura molto diversificata ed articolata;
- favorendo la partecipazione degli operatori nelle fasi propositive delle programmazioni aziendali e locali;
- consolidando un approccio forte alla cultura di integrazione socio-sanitaria, come caratteristica peculiare dell’Azienda;
- superando la modalità di lavoro basata solo sulla buona volontà del singolo, che a volte permette la soluzione di problemi concreti, ma porta anche ad una visione autoreferenziale ed individualistica dell’operatore;
- diventando interpreti delle domande dell’utenza, traducendole in proposte di adeguamento/miglioramento organizzativo;
- definendo il ruolo dell’operatore come spazio d’azione professionale non rigidamente pre-determinato, ma comunque legato al contesto organizzativo aziendale;
- valorizzando le competenze specifiche degli operatori della rete del sistema qualità e della protezione e sicurezza antincendio e dei rischi lavorativi.
A tal fine l’Azienda promuove il corretto utilizzo degli strumenti di informazione interna (sito intranet aziendale e altre reti elettroniche) e la diffusione della documentazione prodotta dalla Direzione Strategica per i propri fini istituzionali.
13.2 La partecipazione degli operatori
La valorizzazione delle risorse e delle competenze possedute dal dipendente inteso come elemento costitutivo della realtà organizzativa in cui agisce la propria professionalità, rappresenta un importante fattore di raggiungimento degli obiettivi strategici prefissati dall’Azienda, per la quale è fondamentale il tema della responsabilità sociale. E’ quindi di centrale importanza per l’Azienda investire sul patrimonio umano, professionale e relazionale.
Questo coinvolgimento si concretizza mediante il coinvolgimento nelle scelte, attraverso strumenti di partecipazione quali le Conferenze di organizzazione, le riunioni intradipartimentali, l’utilizzo del sito aziendale, conferenze su tematiche dipartimentali, il confronto con le Organizzazioni Sindacali.
Con lo stesso obiettivo l’Azienda promuove:
- la valorizzazione dell’integrazione;
- la definizione di metodologie e processi condivisi;
- il corretto utilizzo del sistemi informativi;
- il concorso alla ricerca ed innovazione;
- la formazione (vedi par. successivo).
L’Azienda sostiene infine l’investimento sul patrimonio relazionale rappresentato da ciascun dipendente al fine di sviluppare il senso di appartenenza all’azienda, la riconoscibilità del proprio ruolo nell’organizzazione e nei valori aziendali e di condividere:
- la valorizzazione dell’immagine aziendale;
- reputazione dell’azienda e dei propri operatori nel contesto sociale, economico, culturale e produttivo nel territorio di riferimento;
- la centralità delle relazioni con i cittadini utenti e le loro rappresentanze.
13.3 Formazione
La formazione degli operatori viene perseguita e incentivata a partire dalla necessità di coinvolgerli nel raggiungimento degli obiettivi prioritari e strategici per il buon funzionamento e il successo dell’azienda.
Il programma di formazione elaborato e proposto al Direttore Generale da parte del Collegio di direzione con il concorso dello staff, a partire dall’analisi di fabbisogno svolta annualmente. Il Piano dà evidenza degli obiettivi formativi, del numero e caratteristiche dei partecipanti, della durata e modalità di realizzazione e dei criteri e strumenti di valutazione dell’apprendimento.
L’Azienda promuove una funzione di raccordo con gli altri Enti coinvolti nelle esperienze di formazione, innovazione e ricerca nell’ambito sanitario e sociosanitario. L’Azienda, adottando un approccio multidimensionale alle problematiche dell’utenza, nella definizione della propria offerta formativa attua iniziative rivolte anche a professionisti e operatori del territorio provinciale, oltre a favorire la partecipazione dei propri dipendenti alle attività formative promosse da altri Enti.
Particolare attenzione è dedicata allo sviluppo delle attività formative previste dalla rete formativa regionale nell’ambito del Protocollo d’intesa fra Regione ed Università, che riguarda i corsi di laurea per le professioni sanitarie ed i corsi di specializzazione medica.
13.4 Il sistema di valutazione
L’Azienda di Piacenza basa il proprio sistema di valutazione su due direttrici: la valutazione dei risultati di U.O. all’interno del processo di programmazione e controllo e la valutazione del singolo professionista in relazione agli obiettivi.
Attraverso la misurazione dei risultati di U.O. l’Azienda intende, oltre a monitorare l’attuazione degli obiettivi aziendali declinati all’interno delle strutture come descritto sopra (vedi par. 7.3.2 pag. 19), sviluppare la collaborazione all’interno dell’èquipe multiprofessionale e la responsabilizzazione dei direttori di struttura.
Il Nucleo di Valutazione (vedi par. 6.3.1) è l’organismo collegiale preposto alla valutazione dei risultati di U.O.
Il processo di valutazione individuale è invece finalizzato alla valorizzazione del personale attraverso la determinazione e lo sviluppo del potenziale, la crescita delle conoscenze e delle competenze tecnico-professionali e organizzative intese come ricchezza non solo individuale ma anche sociale. Il processo di valutazione si ispira ai principi di trasparenza, di equità e di responsabilizzazione.
La valutazione annuale permette di misurare da un lato il raggiungimento degli obiettivi dei dirigenti in relazione al contratto individuale sottoscritto all’atto del conferimento dell’incarico, dall’altro l’apporto dei singoli al raggiungimento dei risultati di U.O. in riferimento al processo annuale di programmazione e controllo.
I principi cui sono improntate le procedure di valutazione sono:
- trasparenza di obiettivi, risultati attesi, criteri di valutazione;
- informazione adeguata e partecipazione del valutato anche attraverso la comunicazione ed il contraddittorio;
- diretta conoscenza dell’attività del valutato da parte del soggetto che, in prima istanza, effettua la proposta di valutazione sulla quale l’organismo di verifica (Collegio Tecnico) è chiamato a pronunciarsi.
13.5 Collegio aziendale delle professioni sanitarie
Il Collegio aziendale delle professioni sanitarie comprende rappresentanti del personale dipendente e convenzionato eletti da tutte le componenti professionali dell’Azienda. Il Collegio valorizza lo sviluppo delle competenze professionali degli operatori; collabora con il Collegio di direzione alla elaborazione del programma per la formazione permanente e ne valuta la diffusione fra le diverse figure professionali; collabora con il Comitato Etico aziendale per gli aspetti relativi all’etica delle professioni; promuove la collaborazione multidisciplinare e multiprofessionale nell’ambito di forme di organizzazione del lavoro integrate. Il relativo regolamento definisce la composizione del Collegio, i criteri per l’elezione dei componenti e le modalità di scelta del Presidente, prevedendone la partecipazione al Collegio di direzione allorché tratti argomenti di comune interesse.
13.6 Il comitato pari opportunità
Il Comitato Pari Opportunità è composto da sedici componenti, rappresentanti le professioni presenti in Azienda; i componenti sono designate in parte dall’Azienda in parte dalle Organizzazioni Sindacali e restano in carica per quattro anni dalla data di nomina. Ogni componente può essere rinnovato nell’incarico una sola volta. Il Presidente è eletto dai componenti il Comitato stesso.
Al Comitato Pari Opportunità spetta il compito di formulare proposte, anche in attuazione delle direttive UE, circa azioni positive che promuovano effettiva parità delle condizioni di lavoro e di sviluppo professionale, tenendo anche conto della posizione delle lavoratrici in seno alla famiglia. Il Comitato per le Pari Opportunità ha infatti lo scopo di individuare tutte le forme di discriminazione, dirette o indirette, che ostacolano la piena realizzazione delle pari opportunità, senza distinzione di genere, etnia, orientamenti culturali, in particolare nell’accesso al lavoro, nell’orientamento, nella formazione professionale e nella progressione di carriera. Il Comitato garantisce che siano proposte e adottate misure, denominate “azioni positive” per la effettiva parità all’interno dell'Azienda. Il Comitato garantisce inoltre che sia riconosciuta e valorizzata la differenza del lavoro femminile, dei suoi contenuti e delle diverse modalità di espressione.
14 La partecipazione dei cittadini
14.1 La comunicazione esterna
Per l’Azienda USL la qualificazione del rapporto tra i Cittadini e le strutture sanitarie attraverso una strategia comunicativa, rappresenta una modalità per rendere effettivo il diritto all’informazione, alla semplificazione delle procedure, alla facilitazione dell’accesso.
Gli strumenti per attuare questa strategia sono:
- Ufficio per le Relazioni con il Pubblico – URP;
- Ufficio Stampa;
- Campagne di informazione e comunicazione;
- Sito internet aziendale www.ausl.pc.it;
- NUMERO VERDE SANITA’ 800 033 033;
- Supporto ai Comitati Consultivi Misti degli Utenti
Le pubblicazioni edite dall'Azienda USL sono di proprietà della stessa.
14.2 Il Comitato Consultivo Misto
Il Comitato Consultivo Misto, composto da rappresentanti delle associazioni di volontariato sanitarie, socio-assistenziali e di tutela dei diritti della provincia di Piacenza e da componenti individuati dall’Azienda, partecipa al miglioramento dei Servizi sanitari, tutela i diritti del cittadino utente, controlla la qualità percepita. L’Azienda regolamenta la composizione ed il funzionamento del Comitato, partecipa all’elaborazione dei piani di lavoro, e ne coordina l’attività.
14.3 La Carta dei Servizi
L’Azienda assume la Carta dei Servizi quale strumento privilegiato di dialogo con i cittadini per favorire la conoscenza dell’Azienda, dei suoi percorsi assistenziali. La Carta dei Servizi è costruita attraverso il coinvolgimento e la responsabilizzazione degli operatori, ed è elaborata tenendo conto della “Dichiarazione sulla promozione dei diritti dei pazienti in Europa”, della “Carta europea dei diritti del malato”, della “Carta dei diritti e dei doveri dei malati e dei cittadini che accedono al Servizio Sanitario Regionale” proposta dal Comitato Consultivo Regionale per la qualità percepita dei servizi dal lato del cittadino e della “Carta dei diritti” di “Cittadinanzattiva”.
La Carta contiene anche gli impegni che l'Azienda assume nei confronti dei cittadini e le garanzie di qualità che i Dipartimenti, le Unità operative e i Servizi assicurano in relazione ai percorsi e alle prestazioni offerte.
La Carta è uno strumento dinamico, e per questo aggiornata nella versione web costantemente, e periodicamente a mezzo stampa.
14.4 Le relazioni con i cittadini
L’Azienda promuove la partecipazione dei cittadini rispetto al proprio diritto alla salute, per segnare il passaggio da una visione burocratica di risposta ai bisogni ad una più dinamica e contestuale di condivisione di obiettivi di salute e di reale consenso ed adesione al percorso terapeutico.
- Per costruire una cultura di cittadinanza e di centralità l’Azienda:
- persegue l’obiettivo di agire con trasparenza nei confronti dei cittadini, degli utenti e delle loro rappresentanze organizzate
- promuove la partecipazione alla valutazione dei servizi, secondo le indicazioni contenute nella Carta dei servizi
- promuove comportamenti di cittadinanza attiva, orientando l’azione dei professionisti ad un reale ascolto, e riconoscendo la competenza e la capacità di colui che chiede aiuto;
- accetta azioni di co-produzione del sistema, instaurando relazioni di partnership con le persone ammalate, i caregivers e i loro gruppi di rappresentanza;
- incentiva un modello relazionale di consenso informato e di responsabilità attiva sia rispetto al proprio percorso terapeutico sia rispetto al mantenimento del proprio stato di salute;
- sostiene il senso di aggregazione e appartenenza comunitaria e di identità per il patrimonio offerto dalla Sanità locale in termini di professionalità, competenza, organizzazione;
- valorizza gli aspetti storici, culturali, sociali ed economici che assume l’Azienda per la popolazione della provincia.
15. Il sistema delle relazioni
15.1 EELL
L’Azienda persegue una sempre migliore relazione con gli EELL, in un’ottica di condivisione delle responsabilità nella scelta degli indirizzi e degli orientamenti aziendali, nell’analisi dei risultati in una logica di “contestabilità” e nella ricerca di maggiore equità nella distribuzione dei servizi sanitari e nella loro accessibilità. In questo sistema di relazioni l’interlocutore privilegiato dell’Azienda è la Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria (vedi sopra cap. 6.4.1, pag. 15)
La funzione di indirizzo a livello distrettuale nell’area delle politiche sociali, sanitarie e socio-sanitarie è affidata dalla legge al Comitato di Distretto. L’Azienda si relaziona con il Comitato di Distretto attraverso il Direttore di Distretto (vedi sopra, cap. 9.2, pag. 32).
Enti Locali ed Azienda sono dunque impegnati sulla costruzione di un welfare di comunità, che riconosca la stretta e peculiare combinazione tra le politiche (urbanistica, trasporti, istruzione e formazione ecc.), incidenti sulla qualità della vita e condizionanti anche la effettiva fruibilità dei servizi. In particolare rispetto al Fondo Regionale per la Non autosufficienza, Enti Locali e Azienda sono impegnati nella costruzione di un sistema di governance attento in particolare a equità, accessibilità, integrazione.
L’Azienda è quindi disponibile, non solo tramite gli organismi sopra descritti, ma anche tramite un costante e continuo dialogo con ogni singolo Comune: tale dialogo è garantito e valorizzato in ogni ambito distrettuale dalla figura e dal ruolo del Direttore di Distretto.
L’Azienda collabora con l’Amministrazione Provinciale con particolare riferimento alla funzione di rilevazione dei bisogni e dell’offerta di servizi e strutture sociosanitarie del territorio, alla predisposizione di specifici Programmi d’ambito provinciale, anche al fine di implementare il relativo sistema informativo finalizzato ai Piani di Zona e al Fondo della Non Autosufficienza. L’Amministrazione Provinciale è inoltre un partner privilegiato che concorre sia alla promozione dell’integrazione delle politiche sociali con altre politiche settoriali, sia alla promozione della partecipazione del Terzo settore e delle ASP al sistema dei servizi.
In questa logica di condivisione in cui l’Azienda è parte integrante del sistema di welfare locale, è importante sottolineare la rilevanza del patrimonio immobiliare di proprietà, che rappresenta un bene della collettività locale, che l’Azienda si impegna a conservare, valorizzare e rendere fruibile anche per usi non direttamente legati alla mission. Il recupero alla cittadinanza del patrimonio architettonico storico, artistico e culturale dell’Azienda significa infatti considerare gli spazi un valore collettivo, non più separati ma visti come risorsa del territorio.
L’Azienda partecipa infine al “Piano Strategico per Piacenza”, promosso da Comune, Provincia e Camera di Commercio e con l'Università Cattolica quale partner scientifico, che, attraverso la firma di un documento sottoscritto dagli enti del territorio che contiene i progetti elaborati da una vasta rappresentanza della realtà istituzionale, economica, sociale e culturale, ha inaugurato un nuovo modo di lavorare teso alla ricerca del più vasto consenso rispetto ai più importanti temi dello sviluppo locale.
15.2 Produttori accreditati
L’Azienda si avvale nell’erogazione delle prestazioni sanitarie del privato accreditato, attraverso un processo di pianificazione e sviluppo a carattere armonico. I produttori accreditati sono, per il sistema sanitario provinciale, una risorsa integrativa e complementare, orientata verso settori di attività di interesse aziendale, secondo una programmazione ed un sistema di verifica e riallineamento verso obiettivi qualiquantitativi determinati. Partecipa alle reti cliniche, condividendo percorsi diagnostico-terapeutici e standard.
Lo strumento di pianificazione e controllo è il contratto, a valenza pluriennale e oggetto di rimodulazione annuale, che, all’interno delle regole fissate dall’accordo tra la Regione Emilia-Romagna e la associazione della spedalità privata, delinea obiettivi e risultati attesi del sistema locale.
15.3 Terzo settore e volontariato
Per il raggiungimento dei propri fini istituzionali, l'Azienda di Piacenza si avvale non solo delle proprie strutture gestite direttamente e dei servizi resi da produttori privati accreditati, ma anche delle associazioni di volontariato, delle cooperative sociali e più in generale di ogni risorsa messa a disposizione dalla società civile, negoziando e accordandosi per le collaborazioni e mantenendo nel contempo il proprio ruolo di coordinamento, indirizzo e controllo.
L’Azienda infatti pianifica l’offerta delle prestazioni e dei servizi in un’ottica di rete, riconoscendo la necessità di perseguire obiettivi che richiedono elasticità nella gestione del servizio, immediatezza e sensibilità nel cogliere i nuovi bisogni emergenti della popolazione e rapidità nel cambiamento delle modalità e caratteristiche dell'offerta dei servizi sanitari e sociosanitari.
Integrazione e sinergie vanno perseguite nei confronti dei produttori di servizi che fanno parte della rete dell’offerta insistenti sullo stesso territorio, in un quadro di alleanza strategica disciplinata da omogeneità di regole e contratti di fornitura.
L’Azienda, nell’ambito della collaborazione con i soggetti del Terzo Settore (volontariato, cooperazione, e associazioni di promozione sociale), organizza momenti di informazione e di confronto sulla elaborazione di atti e pianificazioni di interesse comune, sulla progettazione, realizzazione ed erogazione dei servizi, nel rispetto del pluralismo nel sistema dell’offerta dei servizi e delle regole dell’accreditamento.
In riferimento alle associazione di volontariato iscritte nei registri regionali, l’Azienda valorizzata l’ attività prestata a supporto delle proprie finalità istituzionali, regolamentate da specifici regolamenti.
L’Azienda inoltre si avvale, nell’ambito della normativa vigente, della collaborazione di Cooperative del gruppo B, riconoscendo il ruolo sociale svolto a supporto di cittadini di fascia debole.
15.4 Organizzazioni Sindacali
I rapporti con le Organizzazioni sindacali sono definiti nell’ambito dei Contratti Collettivi Nazionali di lavoro, che stabiliscono le materie oggetto di negoziazione. Gli esiti di tali negoziazioni determinano le applicazioni dei diversi istituti contrattuali, orientano la stesura dei regolamenti aziendali, partecipano alla definizione di criteri di valutazione. Il primo approccio alle problematiche emergenti è tecnico e si esplica mediante l’intervento diretto dell’U.O. Risorse Umane con il supporto diretto delle UU.OO. coinvolte per esplorare le possibilità di dirimere a livello tecnico il problema evidenziato in sede sindacale. E’ prevista l’attivazione di apposite commissioni miste indicate nel regolamento interno per le relazioni sindacali: tali commissioni (che non hanno potestà negoziale) hanno il compito sia di studiare gli aspetti tecnici del problema in esame sia di proporre elementi di giudizio e di decisione alle delegazioni trattanti. In seconda istanza vengono coinvolte le delegazioni trattanti di parte aziendale e di parte sindacale allo scopo di raggiungere un accordo.
L’Azienda, per quei temi non direttamente esplicitati nei CCNL ma che hanno ripercussioni sulla vita dei lavoratori, adotta altresì il confronto e la negoziazione quale metodo di relazione costante e continuo con le organizzazioni sindacali anche affinché le stesse partecipino alla vita dell’azienda anche come “parte” di essa e non solo, come storicamente spesso percepito, come “controparte”.
L’Azienda si rapporta infine anche con il livello provinciale delle Organizzazioni Sindacali, in quanto parti sociali interessate al welfare locale, per affrontare tematiche di interesse generale (come per esempio l’accessibilità, qualità, tipologia dell’offerta dei servizi, ecc.) in un’ottica di interesse alla tutela della salute dei cittadini della provincia. Le stesse organizzazioni sono inoltre coinvolte in momenti di confronto che riguardano la programmazione territoriale, nelle diverse fasi del percorso stesso e comunque nell'ambito di tavoli di concertazione condivisi con gli EELL.
15.4 Università
L’Azienda promuove la collaborazione e lo sviluppo delle relazioni con l’Università, all’interno delle regole generali stabilite dal protocollo Regione-Università, al fine di:
- sviluppare iniziative comuni nell’ambito della ricerca e dell’innovazione;
- ricercare sinergie per costruire e potenziare punti di eccellenza per affrontare il bisogno di salute dei cittadini;
- garantire maggiore coerenza fra le politiche di formazione (specie quella sulle lauree professionali e sulle specializzazioni) e le necessità del sistema;
- realizzare un ruolo didattico riconosciuto per i professionisti dell’Azienda;
- valorizzare una serie di attività non assistenziali, ma di ricerca operativa e di tirocinio e formazione.
I rapporti con l’Università devono essere orientati alla valorizzazione condivisa e riconosciuta dell’apporto dei professionisti di Piacenza al sistema formativo universitario, alla pari dei professionisti delle azienda ospedaliero-universitarie; in questo senso particolare rilievo assumono le specificità dell’offerta piacentina, particolarmente significativa in termini di qualità, innovazione e apporto alla ricerca.


















