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Piano di organizzazione

L'Ausl guarda al futuro

La Direzione aziendale ha approvato il piano di organizzazione e la conseguente individuazione delle posizioni organizzative per la dirigenze medica e veterinaria .

I due documenti testimoniano come all'interno dell'universo sanitario piacentino sia in atto una significativa riorganizzazione, che prevede alcune novità di grande interesse per i cittadini.

Il piano di organizzazione e l'individuazione delle posizioni organizzative rappresentano tappe significative di un processo originato dal piano strategico e coerente con esso.

A nove anni dall'istituzione dell'Azienda Unità Sanitaria Locale (avvenuta nel 1994), durante i quali si sono stratificati incarichi assegnati producendo nel tempo una mancanza di coordinamento, si è resa necessaria una revisione complessiva dell'architettura aziendale, per renderla attuale rispetto alle sfide che l'Ausl ha assunto con il piano strategico e i piani di attività.

Il programma prevede altri passaggi determinanti, che consentiranno il coinvolgimento della dirigenza non medica (personale amministrativo, biologi, psicologi, ingegneri e chimici) e degli operatori del comparto. Questi ultimi sono già stati coinvolti in un'importante azione di qualificazione, che riguarda circa 1400 dipendenti con progressioni di carriera sia orizzontali che verticali. Anche per il personale del comparto sono previste posizioni organizzative con diversi livelli di responsabilità (dalla dirigenza, alla gestione e al coordinamento), in modo da favorire i processi di innovazione, partecipazione e sviluppo delle competenze professionali.

La riorganizzazione prefigura alcune novità. L'approdo a questa ridefinizione arriva dopo un lungo confronto interno e un processo di analisi organizzativa, che ha implicato un impegno di oltre sei mesi di lavoro. La direzione generale si è occupata del tema fin dal momento della propria nomina.

L'Azienda è articolata in tre macro aree : ospedaliera, territoriale e di supporto.

Nella prima afferiscono i dipartimenti (che fanno capo alla direzione medica di presidio unico ), mentre i dipartimenti dell'area territoriale afferiscono alle politiche dei quattro distretti .

Nell' area di supporto , invece, sono inseriti quei servizi che hanno una funzione trasversale di appoggio per tutta l'attività aziendale (tra le quali il dipartimento amministrativo, i servizi farmaceutici ospedalieri e territoriali e la direzione assistenziale)

L'organizzazione di ogni macro area si sviluppa quindi su tre livelli : strutture semplici, strutture complesse e dipartimenti.

Al nuovo assetto organizzativo ha fatto seguito una ridefinizione delle posizioni dei dirigenti , sempre in una logica di rete e di presa in carico del paziente.

Il contratto 2000 prevedeva che ai dirigenti fossero conferiti incarichi di strutture semplici, complesse o di alta professionalità (per compiere prestazioni specifiche) e forniva - questo l'aspetto più innovativo - l'opportunità di coinvolgere i professionisti nelle sfide dell'Azienda.

Il piano di organizzazione valorizza un numero consistente di professionisti, posti a capo di strutture o a cui vengono affidati specifici incarichi specialistici.

Nascono due nuovi dipartimenti: oncoematologia e non autosufficienze e riabilitazione

Nel processo di definizione delle strutture dell'Ausl, l' atto aziendale del 2001 aveva già segnato un passaggio significativo, con l'individuazione dei dipartimenti. Quell'impostazione era ancora fortemente condizionata da logiche di divisione e non arrivava a dare compimento, pienamente, alle logiche di integrazione proprie dei dipartimenti.

La complessa architettura aziendale è stata ora ricondotta ad un ordine : in questa logica di riorganizzazione, sono state previste nuove modalità di aggregazione , sono state confermate le strutture necessarie e ne sono state individuate di nuove.

Un ruolo chiave è giocato dai dipartimenti : questi ultimi, in particolare, consentono di favorire e implementare le reti aziendali.

A ciascuno sono assegnati obiettivi e risorse annuali: il budget permette di programmare e gestire l'attività sanitaria in maniera sinergica tra tutte le unità operative che afferiscono al dipartimento.

La novità più rilevante riguarda la creazione di nuovi dipartimenti, istituiti ex novo sulla base dei bisogni dei cittadini e più funzionali anche sul fronte organizzativo.

Tra gli altri, il dipartimento delle non autosufficienze e riabilitazione e quello dell' oncoematologia .

I criteri per l'individuazione dei dipartimenti si sono ispirati alla necessità di favorire il dialogo e la collaborazione tra le strutture: in piena coerenza con quanto previsto dal piano strategico, sono stati quindi accorpati servizi che avessero linguaggi e contenuti comuni, in cui si potessero creare percorsi condivisi e ispirati ad una logica di presa in carico dei pazienti.

Il dipartimento della onco-ematologia nasce dalla volontà di affrontare in modo sistematico il problema della diagnosi e dei trattamento dei tumori e consentirà ai cittadini di trovare una risposta tempestiva e con percorsi diagnostico terapeutici condivisi da tutti gli specialisti coinvolti.

Sul fronte della non autosufficienza e riabilitazione , la creazione di un dipartimento dedicato alla lungo degenza permetterà all'Azienda di sviluppare un interfaccia più funzionale con il territorio, attraverso l'impulso ai servizi di assistenza domiciliare integrata e ai percorsi di dimissioni protette.

A fianco dell'organizzazione dipartimentale, che garantisce la gestione della complessità di tutti i percorsi di cura, l'Ausl intende sviluppare anche importanti reti di coordinamento attive in ogni presidio quali, ad esempio, la rete dei laboratori e il servizio di telediagnosi.

Determinanti, per la costituzione della rete dei laboratori, gli investimenti economici e tecnologici, che hanno consentito di collegare al laboratorio dell'ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza, in senso bidirezionale, tutte i reparti dei diversi ospedali del Piacentino, che inviano le richieste di esami con il computer e ricevono le risposte su video in tempo reale, grazie ad un programma che ogni dieci minuti trasmette i risultati analitici che progressivamente vengono prodotti.

Sul fronte della rete radiologica con lo stesso ricorso alle nuove tecnologie, è in fase di completamento un sistema che permette, sempre grazie all'impiego delle nuove tecnologie, di

effettuare telediagnosi e consulti tra gli specialisti presenti nei diversi presidi, attraverso l'invio di immagini con un pc, in modo da garantire una miglior qualità del servizio ai cittadini. Il sistema consente anche di inserirsi in reti extra aziendali e di ottenere valutazioni in tempo reale, in caso di emergenze neuro chirurgiche, dei colleghi dell'Ospedale di Parma. La costituzione della rete permette anche di gestire i servizi notturni e di urgenza, senza dispersione di risorse.

In questo senso, da ricordare anche il sistema telematico per prove di compatibilità a distanza messo a punto dal Servizio immunoematologia dell'ospedale "Guglielmo da Saliceto" di Piacenza.

Dipartimento cure primarie

Tra le novità del piano, anche la riorganizzazione del Dipartimento delle cure primarie nell'area territoriale. In quest'ottica di coordinamento, l'Azienda sta infatti rivedendo i percorsi di assistenza. Il dipartimento coordinerà le attività di medicina generale e pediatrica di libera scelta, la specialistica ambulatoriale, i servizi per particolari target di utenza ( donne, anziani, infanzia e soggetti disabili ) e le funzioni delegate di integrazione socio-sanitaria.

Tra le novità organizzative che rispondono ad una logica di qualificazione dei servizi al cittadino il progetto di attivazione dei nuclei di cure primarie, i percorsi orientati alla presa in carico dei pazienti (Adi, Assistenza domiciliare integrata) e lo sviluppo di forme associate tra medici ( medicina di gruppo a Cortemaggiore ).

Area di supporto

Articolata su diversi dipartimenti e servizi, l'attività dell' Area di supporto si gioca su alcuni obiettivi chiave: trasparenza, deburocratizzazione delle procedure, snellezza, velocità e legittimità

Per arrivare a questi traguardi, anche le strutture organizzative di questa area sono state protagoniste di un parallelo percorso di riorganizzazione, in modo da chiarire l'organigramma delle strutture e assegnare le relative responsabilità.

Tra le azioni in programma c'è innanzitutto quella di concentrare tutti gli uffici amministrativi (esclusi gli sportelli rivolti all'utenza) in un'unica sede, a Piacenza.

Sul territorio, invece, rimarrà tutta la rete dei punti di accesso per i cittadini, secondo la logica dello sportello unico : in una sede, infatti, si potrà accedere a tutta una serie di operazioni o informazioni per quali, in precedenza, vi era invece una parcellizzazione del servizio.

Come sul fronte sanitario, anche in campo amministrativo l'Azienda sta compiendo un forte investimento tecnologico per migliorare la rete funzionale. Ne è un esempio un nuovo sistema telematico che consente a ciascun operatore di qualsiasi sede di avere accesso a tutte le informazioni contenute nell'impianto.