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Piano Strategico 2005-2007

Premessa

La coerenza con il triennio precedente

Siamo di fronte ad un “nuovo” Piano Strategico, il secondo; per molti sembrerà un fatto normalissimo e magari anche un po’ lontano; eppure si tratta di un evento abbastanza eccezionale nel panorama della sanità; perché?

Prima di tutto per gli elementi di continuità che esso contiene, non solo perché sono rimasti inalterati i valori di riferimento e i principi che regolavano il precedente, ma anche perché, in questo, si ritroveranno molte delle azioni rimaste incompiute nel triennio scorso: questa continuità è percepita dal sistema come un bene prezioso, e non è solo legata alla permanenza di un direttore generale e della sua squadra ma anche, e ancora di più, al radicamento di una nuova organizzazione e di nuovi rapporti con l’ambiente esterno e interno, all’abitudine all’uso di nuovi strumenti “aziendali”, alla nuova consuetudine al confronto, al sentirsi “parte di un sistema”, ad una nuova attenzione al valore (inteso in termini di importanza ma anche di valutazione economica) di quanto ognuno fa e, specialmente, degli sforzi di fare meglio senza perdere di vista la sostenibilità del sistema. Bisogna cogliere assolutamente la rara possibilità di fondare un nuovo ciclo sulle solide basi costruite nel triennio precedente, ed è per questo che tutta la prima parte del presente documento è dedicata a leggere e analizzare i risultati positivi, ma anche negativi, del Piano 2002 – 2004 alla luce dei quali comprendere come andare avanti.

D’altra parte troppi sono i cambiamenti intercorsi per accontentarsi di una mera continuità con il precedente piano: se questo atteggiamento prudenziale fosse l’unico approccio si potrebbero forse ottenere risultati nel breve periodo (e probabilmente solo da un punto di vista finanziario) ma in pochi anni si rischierebbe di vedere riemergere posizioni isolazionistiche, autoreferenziali e autolesioniste che hanno caratterizzato i cicli della sanità piacentina, vista la probabile perdita dello slancio di rinnovamento e di disponibilità alla responsabilizzazione attualmente espresso dalla Conferenza Territoriale, dal Collegio di Direzione, dal Comitato Misto degli Utenti e da altri soggetti istituzionali e forze sociali.

L'occasione per cogliere nuove opportunità

Molte infatti sono le novità emerse nel triennio precedente che, se non opportunamente identificate e comprese nella loro potenzialità, rischiano di restare, come nel passato, nascoste quasi come fossero elementi staccati dal sistema che non contribuiscono all’armonico sviluppo di un’offerta aziendale solo ora inizialmente percepita come adeguata dalla popolazione. Esiste quindi una seconda esigenza fondamentale, quella di avere il coraggio di dare la necessaria discontinuità alle azioni di questo piano rispetto al precedente: è oggi infatti possibile, da un lato, identificare con maggiore chiarezza le criticità da superare e, dall’altro, prevedere specifiche e molto mirate e coerenti azioni di sviluppo aziendale, realizzando quindi senza ritardi un maggiore impegno per il definitivo risanamento di un’azienda pienamente inserita nel sistema sanitario regionale.

Emerge così una terza caratteristica di questo piano: pur mantenendosi una completezza in termini di focus trattati (economico – gestionale, azioni di governo e sviluppo, investimenti) e anzi aumentando il collegamento delle politiche degli investimenti con il resto del piano, esso non contiene e descrive “tutto” l’immenso patrimonio produttivo dell’azienda, ma si focalizza su quelle parti del sistema che necessitano riorientamento, razionalizzazione, miglioramenti, dando per scontato che le azioni oramai consolidate devono diventare consuetudine dell’azienda, definendone la stessa sua fisionomia stabile.

Per sentirsi inclusi in questo piano bisogna quindi saper guardare forse oltre il proprio piccolo orticello o interesse e comprendere che la crescita del nuovo, che risponde ai bisogni emergenti, può derivare solo dallo sforzo di tutti e chi oggi magari non è chiamato al “grande salto” deve ricordare che ieri è stato il soggetto riconosciuto del cambiamento o che può proporsi come elemento di cambiamento per il domani, in una logica di un processo spirale di innovazione che è oramai imprescindibile per il sistema sanitario.

Un percorso di sviluppo giù tracciato, ma aperto ad ulteriori evlouzioni

Ultima ma non meno importante caratteristica di questo Piano è la sua dinamicità: pur nella sua dimensione e precisa identificazione delle priorità e degli impegni, che dovrebbero permettere la sua fattibilità, resta un documento di indirizzo, passibile di correzioni e integrazioni. Durante il decorrere del precedente triennio abbiamo già sperimentato questa possibilità di fronte all’emergere di diverse esigenze del contesto; questo ci permette di proporre con tranquillità ai lettori, “istituzionali” e non, di esprimere riserve e suggerimenti, mantenendo l’orizzonte della mission condivisa fin dal 2002 ma nella nuova vison emersa dal lavoro comune della Direzione Strategica e dei dirigenti dell’Azienda partecipanti al laboratorio formativo “Innovation Management Lab”, che riportiamo per intero.

“Tra le prime aziende in Emilia Romagna. Azienda eccellente visibile e riconosciuta, con voce in capitolo nel sistema regionale, autorevole nei confronti degli stakeholders, competitiva, autosufficiente nello sviluppo, palestra di talenti, attraente per professionalità di elevato livello, laboratorio di sperimentazione, che inverte la mobilità passiva, in possesso di tutti gli standard di qualità.

Un’Azienda che promuove proattivamente la cultura della salute, autorevole punto di riferimento per la comunità e la rete delle istituzioni locali, capace di dare risposte appropriate ai bisogni espressi ed emergenti.

All’interno delle politiche del sistema regionale emiliano - romagnolo, un presidio territoriale in grado di interagire costruttivamente con altri sistemi locali.

Un’Azienda che assume la facilitazione dell’accesso ai servizi, in tutte le sue forme, quale principio cardine dell’agire organizzativo e professionale.”

“Tutela della Salute come diritto di cittadinanza e presa in carico dei bisogni di salute del cittadino, espressi in forma individuale o collettiva, attraverso interventi appropriati di prevenzione, promozione della salute, cura e riabilitazione, garantendo i livelli essenziali di assistenza, consolidando l’integrazione tra assistenza territoriale e ospedaliera, in una logica di corretto ed economico utilizzo delle risorse.”