E…state in salute!
Una estate in salute! Anche per il 2008, Azienda sanitaria di Piacenza, Comune di Piacenza e altri enti locali si sono attivati per sensibilizzare la popolazione su temi di prevenzione dei possibili disagi derivanti da particolari situazioni climatiche quali le ondate di caldo.
L’obiettivo è quello di evitare malesseri e situazioni di rischio soprattutto per le fasce più deboli della popolazione (anziani e bambini).
Il monitoraggio delle esigenze dei soggetti cosiddetti “fragili” è costante in tutte le stagioni e viene attuato tramite una efficace ed articolata rete di servizi.
Durante l’estateil Comune di Piacenza e l’Azienda Usl si sono comunque attivati con una serie di interventi integrativi rispetto all’assistenziale già garantita 365giorni all’anno.
In particolare, l’Azienda sanitaria prosegue e potenzia l’attività di Assistenza domiciliare integrata (Adi) rivolta a circa 1.400 piacentini. La fetta maggiore di queste prestazioni è rivolta persone anziane. Durante i mesi estivi, l’Ausl s’impegna ad incrementare i piani assistenziali, ove necessario, nel caso di emergenze climatiche.
Oltre ad alcuni consigli specifici segnalati oltre, rimangono sempre validi alcune indicazioni che l’Azienda Usl rivolge a tutta la popolazione:
- Evitare di uscire, per quanto possibile, nelle ore più calde della giornata (dalle 11 alle 17)
- Quando si esce all’aperto, coprirsi il capo
- Meglio non esporsi al sole; la tintarella, in alcuni casi, può essere pericolosa (ad es. per chi soffre di diabete)
- Per fronteggiare eventuali colpi di sole o di calore, è utile bagnarsi subito con acqua fresca, in modo da abbassare la temperatura corporea
- Bere molta acqua per reintegrare la perdita di liquidi dovuta alla sudorazione e assumere liquidi contenenti sali minerali (integratori)
- Limitare le bevande gasate, zuccherate e troppo fredde ed evitare le bevande alcoliche
- A tavola sono consigliabili pasti leggeri, a base di pasta, frutta e verdura, preferibili a carne e fritti
Per informazioni o per ulteriori consigli è comunque sempre utile rivolgersi al proprio medico di famiglia.
Per una previsione delle situazioni disagio bioclimatico, si può consultare il sito di Arpa dell’Emilia Romagna, nella pagina specificamente dedicata al rischio calore (www.arpa.emr.it/calore).
Per approfondire:
Bambini ed estate: il parere del pediatra
L’estate in tavola: i consigli del medico di famiglia
Diabete e vacanze: la parola allo specialista
Le malattie del viaggiatore: attenzione a dissenteria, emorroidi e stipsi
Attività fisica, aria condizionata, socializzazione e terapie estive: alcune indicazioni del geriatra
Oltre ai consigli già forniti per tutta la popolazione, che sono validi anche per l’anziano, è utile non trascurare comunque l'attività fisica, destinando il tempo per le passeggiate o la bicicletta nelle ore meno calde della giornata
L'utilizzo domestico di climatizzatori (regolati a temperature non inferiori ai 22/ 24°) innanzitutto rivolto a ridurre il tasso di umidità, rendendo più "accettabili" le elevate temperature estive
I grandi centri commerciali, oltre a garantire un ambiente climatizzato e confortevoli aree di ristoro, consentono piacevoli passeggiate, offrono spunti di interesse e creatività (attraverso i prodotti esposti) ed occasioni di socializzazione con ogni fascia di età (particolarmente consigliati per chi è solo)
E' molto importante consultare il medico curante per "puntualizzare" la terapia estiva, particolarmente se si assumono molti farmaci e soprattutto cardiovascolari
L'alimentazione deve essere rivolta a cibi ad elevato contenuto idrico e sali minerali come frutta e verdura; tralasciare, oltre agli alcolici, i cibi di laboriosa digestione (alimenti e condimenti ad elevato contenuto di grassi); non va comunque trascurata la quota proteica che, secondo alcuni studi, l'anziano dovrebbe assumere in percentuale maggiore rispetto all'adulto.
Da rivalorizzare, infine, il ruolo del latte (esistono anche quelli delattati per chi ha difficoltà a digerirli) che oltre ad essere ricco di calcio apporta vitamina B12 (spesso carente nell'anziano) e proteine nobili
Fabrizio Franchi
Direttore unità operativa di Geriatria (ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza)
Bambini ed estate: il parere del pediatra
Le malattie da calore sono, ovviamente, un fenomeno tipico del periodo estivo e - stante l'andamento climatico degli ultimi anni – potenzialmente in aumento.
I bambini in generale, ancor di più sotto i 2 anni (pensiamo a qualche tragico evento di cronaca nemmeno tanto lontano), non hanno la stessa capacità degli adulti di adattarsi a temperature alte per vari motivi: in proporzione alla loro superficie corporea assorbono dall'ambiente più calore degli adulti, il meccanismo della sudorazione (che serve a disperdere calore) è ancora immaturo e non sanno limitare l'attività fisica. Inoltre, nonostante l'istinto della sete sia sviluppato anche nella prima infanzia, in queste condizioni c'è il rischio di non bere mai abbastanza.
In pratica trovarsi in un ambiente dove la temperatura esterna è più elevata di quella corporea, comporta il rischio di un colpo di calore, soprattutto se i meccanismi di dispersione del calore vengono meno: la sudorazione ridotta, la difficoltà a disperdere calore per la presenza di indumenti non adatti, l'eccessiva umidità dell'ambiente (che riduce ulteriormente la sudorazione).
Fortunatamente le malattie da calore non sfociano quasi mai nel colpo di calore caratterizzato da febbre elevata (oltre 40.5 C°) accompagnata da importanti alterazioni come violenta cefalea o convulsioni.
Nel bambino piccolo la manifestazione più frequente e banale è una "miliaria", cioè la comparsa di una eruzione cutanea, come una malattia esantematica, causata dall'occlusione delle ghiandole sudoripare, che dovrebbe invitare i genitori a far indossare ai propri figli indumenti più leggeri, tenendoli in ambienti areati (ben venga un pò di aria condizionata) e tenendoli "a mollo" in acqua.
Nei bambini più grandicelli i primi sintomi possono invece essere quelli di un abbassamento della pressione, specie nel cambiamenti di posizione, tecnicamente detta ipotensione ortostatica e dovuta ad una vasodilatazione.
Tale situazione può verificarsi più facilmente se si mantiene a lungo la posizione eretta (avete presente le guardie della regina d'Inghilterra che cadono sotto il solleone?)
Riassumendo, per prevenire i rischi legati al calore occorre prestare attenzione al vestiario (leggero), favorire la dispersione del calore attraverso la sudorazione, cercare refrigerio all'ombra o in acqua, non disdegnare le brezze temendo "colpi d'aria". E' infine fondamentale mantenere una buona idratazione tenendo conto che non basta l'acqua, ma che sicuramente è più indicato assumere liquidi contenenti sali (sono tante le proposte del commercio). Una delle vie più fisiologiche e naturali rimane quella di aumentare il consumo di verdura e soprattutto di frutta, un modo sano e gradevole per combattere il rischio disidratazione.
Giuseppe Gregori
Medico pediatra
L’estate in tavola, i consigli del medico di famiglia
L’estate, magica stagione di sole, mare e vacanze, a causa delle temperature costantemente elevate porta con sé qualche rischio: si suda e si perdono liquidi e sali.
La sensazione di sete compare in ritardo rispetto alle necessità del corpo specie nelle persone anziane, pertanto occorre introdurre ad intervalli regolari fino a 1,5-2 litri di liquidi al giorno. La temperatura delle bevande deve essere contenuta entro una decina di gradi, pena il rischio di congestione. L’acqua, preferibilmente non gasata, può essere allungata con spremute e succhi non zuccherati evitando così problemi per i pazienti diabetici.
La frutta è in questa stagione l’alimento principe per la sua ricchezza in acqua e fruttosio che facilita l’assorbimento dei sali minerali e potassio. Albicocche, pesche, meloni e cocomeri contengono moltissima vitamina K, ma anche vitamina A e C che hanno azione contro i radicali liberi e facilitano l’abbronzatura, essendo la vitamina A fondamentale per la produzione di melanina.
Altro alimento tipico di questa stagione è il gelato che apporta 150/200 Kcal ogni 100 grammi; estremamente utile quando vi sia difficoltà ad ingerire il cibo o anche semplicemente nell’inappetenza da calore; il gelato va assunto con moderazione per il suo ricco apporto di calorie e di zuccheri nella persona obesa/diabetica.
Salumi, formaggi, carni grasse vanno limitate per il loro apporto di proteine e di lipidi che innalzano il metabolismo e generano calore con la loro complessa digestione.
Anche le bevande alcoliche che aumentano la sudorazione e apportano calorie vuote vanno assunte con moderazione.
La ricetta semplice per i mesi del caldo è quindi la seguente:
1. pasti leggeri con monopiatto a base di pasta o riso, pesce, carne magra e verdure;
2. 2/3 spuntini al giorno a base di frutta;
3. acqua naturale per circa 1,5/2 litri al dì;
4. una coppetta di gelato al giorno se le condizioni generali lo consentono.
Oreste Calatroni
Medico di medicina generale
Specialista Scienze dell’alimentazione indirizzo dietetico
Diabete e vacanze: la parola allo specialista
Ecco di seguito alcuni suggerimenti pratici e semplici per il paziente diabetico
L’attività fisica
Le vacanze sono un’ottima occasione per aumentare l’attivata’ fisica, che ha effetti benefici in tutti e nei diabetici in particolare.
- Cominciare l’attività motoria in maniera graduale
- Usare abbigliamento multistrato traspirante
- Saper calcolare il consumo calorico
- Venti/ trenta minuti di esercizio per 3/4 volte la settimana fanno la differenza tra sedentario e sportivo
- Frequenza e costanza di allenamento sono più importanti della sua durata e intensità
- Utilizzare calzature adeguate e con buon appoggio plantare
- Praticare il fitwalking ( camminata veloce )
- Essere sempre ben idratati ( bere spesso)
- Nelle più semplici attività quotidiane valutare il dispendio energetico
L’attività fisica aumenta la sensibilità all’insulina, aiuta a mantenere il buon controllo glicometabolico, riduce il rischio cardiovascolare globale ed è esenziale per la qualità di vita del paziente
La meta del diabetico: dove andare in viaggio?
Un diabetico ben equilibrato e senza complicanze evolutive può scegliere le vacanze in tutta libertà. Prima di intraprendere un viaggio, è bene però stabilizzare i valori glicemici.
Altre indicazioni utili riguardano le condizioni di disagio bioclimatico.
Se il clima è molto caldo:
- Attenzione all’insulina, che non sopporta temperature molto alte
- Controllare il colore del liquido nelle cartucce
- Ricordarsi che l’insulina viene assorbita più rapidamente
- Le strisce reattive possono dare valori lievemente sfasati
- Usare un’elevata protezione solare
- Non camminare a piedi nudi sulla spiaggia
- Bere molti liquidi per l’idratazione
Se il clima è molto freddo:
- Attenzione alla refrigerazione dell’insulina
- Le strisce reattive possono dare valori lievemente sfasati
Viaggi in auto
Se si viaggia in automobile e si è alla giuda, se possibile è meglio partire dopo colazione, diminuire di 2-3 U la dose di insulina, per ridurre il rischio di ipoglicemia, fare soste frequenti e spuntini leggeri, evitare cibi grassi e bevande alcoliche.
Nel bagaglio a mano inserire spuntini con carboidrati semplici e complessi quali fette biscottate, frutta, succhi di frutta ecc.
Viaggi con mete lontane
Se si intraprendono viaggi avventurosi, è necessario essere ben controllati e far parte di un gruppo. In caso di diabete instabile o con complicanze evolutive, scegliere mete non molto lontane.
Prima della partenza, è comunque consigliabile informarsi sulle condizioni meteorologiche, portare con se le ricette in tasca e seguire alcuni accorgimenti.
Se si effettua, ad esempio, un volo con fuso orario:
- per viaggi verso ovest: è necessario aggiungere insulina il giorno del volo, poi tornare gradualmente allo schema usuale
- per viaggi verso est: è necessario ridurre il dosaggio il giorno del volo
In alternativa, è possibile usare solo insulina pronta, programmando le dosi in base al tempo trascorso e adeguarsi all’ora locale quando si arriva.
E’ consigliabile tracciare un accurato itinerario di viaggio con partenze, arrivi, durate del volo e differenze di orario e portare con sé il certificato per l’estero rilasciato dalla Diabetologia
Le provviste di insulina
Se si viaggia in treno, pullman, nave, aereo, portare sempre un bagaglio a mano con il necessario in caso di ritardo, con un kit di insulina da portare con sé.
Se si viaggia in aereo non mettere insulina nel bagaglio (refrigerazione)
Attenzione alle ipoglicemie!
Le cause più frequenti di ipoglicemia
sono da attribuirsi alla riduzione della quantità di cibo contenente carboidrati, volontaria o involontaria, l’incremento non programmato di attività fisica, errori nella posologia dell’ipoglicemizzante orale o dell’iniezione di insulina (dose eccessiva, sede di iniezione).
E’ necessario portare sempre con sé spuntini di carboidrati e bustine di zucchero
Donatella Zavaroni
Responsabile unità operativa di Diabetologia (ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza)
Le malattie del viaggiatore: attenzione a dissenteria, emorroidi e stipsi
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