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Sicurezza in casa

Monossido di carbonio, l’assassinio invisibile

Con l'approssimarsi della stagione invernale si ripropone all'attenzione dei cittadini il tema del buon funzionamento degli apparecchi di riscaldamento per uso domestico: se gli impianti non sono usati in modo corretto o se non mantenuti, possono essere causa di gravi rischi per la salute. In particolare, il pericolo maggiore è rappresentato dall'avvelenamento da monossido di carbonio, ancora troppo spesso protagonista delle cronache come assassino letale e invisibile.

Negli ultimi tre anni (tra il 2004 e il 2006) la nostra provincia ha per esempio registrato 122 casi di intossicazione, con due decessi.

Il monossido di carbonio (CO) è un gas incolore, inodore, insapore e non irritante. Si produce quando si brucia legna, carbone, gas metano, benzina, gasolio e in assenza di ossigeno e può raggiungere concentrazioni tali da provocare anche la morte degli individui. L'assenza di caratteristiche specifiche lo rende quindi un pericoloso e silenzioso killer. Gli impianti più pericolosi sono gli scaldabagni a fiamma libera nei servizi igienici, le caldaie a gas poste in locali piccoli e con scarsa ventilazione, le canne fumarie o i canali da fumo con scarso tiraggio e gli impianti difettosi, mal funzionanti o non correttamente installati.

 

Perché il monossido di carbonio è così letale?

L'emoglobina, contenuta nei globuli rossi, è una molecola che lega l'ossigeno. I globuli rossi, quindi, in condizioni normali, trasportano emoglobina ricca di ossigeno e permettono a quest'ultimo di arrivare a tutti i tessuti. Il monossido di carbonio presenta un'affinità per l'emoglobina 200-300 volte maggiore rispetto all'ossigeno. Quando c'è in circolazione il CO, questo si lega all'emoglobina (sostituendo l'ossigeno) ed ai tessuti non arriva più ossigeno. Le conseguenze più gravi sono a carico dei principali organi (cervello, cuore, etc..).

 

Quali sono i sintomi?

I primi sintomi vengono spesso ignorati in quanto l'esposizione a monossido di carbonio non dà inizialmente segni evidenti. Le persone presenti in un locale chiuso che si va saturando di CO, anche ammesso che sentano che qualcosa di insolito sta succedendo, non hanno sempre la chiarezza di dover reagire perché, purtroppo, i primi segni da intossicazione sono generici (mal testa, affanno, sensazione di vertigini, confusione mentale, disturbi alla vista, a volte nausea e vomito). Tutti disturbi che, nel loro complesso, possono essere associati e ricondotti a diverse e comuni cause, con un non trascurabile rischio di sottovalutazione. Se l'intossicazione è grave, senza un tempestivo intervento medico, si giunge in breve tempo alla morte.

 

Quali sono i primi interventi?

Appena ci si rende conto della possibilità di un'intossicazione da monossido di carbonio, è necessario spalancare le finestre e ventilare a lungo la stanza, spostare la persona intossicata dal luogo in cui è stata esposta e contattare immediatamente il 118.

 

Quali sono allora gli accorgimenti che bisogna adottare per ridurre il rischio?

La legislazione vigente fissa a quattro i requisiti minimi di sicurezza cui devono rispondere gli impianti di riscaldamento:

1) idoneità della ventilazione e della aerazione degli ambienti

2) efficienza dello smaltimento dei prodotti della combustione

3) tenuta dei condotti del gas di alimentazione

4) funzionalità dei dispositivi di controllo della fiamma.

Per ventilazione s'intende l'afflusso nel locale di aria che serve per apportare l'ossigeno necessario alla combustione del gas. Se è insufficiente, la combustione può essere compromessa e se subentra una scarsa efficienza del tiraggio del camino, il monossido di carbonio che eventualmente si forma si riverserà nell'ambiente; questo comporta un elevato rischio di intossicazione anche mortale per gli occupanti. Per questo e per altri motivi rilevabili da tecnici abilitati è importante che sia fatta la manutenzione annuale obbligatoria, con la compilazione, alla fine della verifica, del libretto d'impianto da parte del tecnico incaricato. Per garantire la ventilazione nel locale dove è installato un qualsiasi apparecchio, deve essere presente un'apertura permanente, preferibilmente nella parte bassa della parete esterna o della porta finestra. Il minimo di sezione netta è, comunque, 100 cm (un diametro circa di 11,3 cm). Per non rendere inutile la sua funzione, l'utente deve tenere pulita la griglia dato che si può ostruire facilmente.

Per aerazione s'intende il ricambio d'aria nel locale, necessario per diluire e smaltire i prodotti di combustione (garantendo così una maggiore igiene dell'ambiente) e le miscele con eventuali gas incombusti.

Nell'ambiente in cui sono installati apparecchi di cottura deve essere presente una cappa convogliante i prodotti derivati dalla combustione raccordata ad un'apposita canna di esalazione esclusiva.

Lo scarico delle caldaie a tiraggio naturale, molto diffuse specie fra i vecchi impianti, deve confluire ad apposito camino o canna fumaria.

Il camino deve ricevere lo scarico da un solo apparecchio per piano.

L'accertamento dell'efficienza del sistema di scarico viene verificato durante gli interventi di manutenzione periodica o alla messa in servizio di un nuovo apparecchio in sostituzione del precedente. La prova dell'efficienza della caldaia è biennale, deve essere effettuata da un tecnico abilitato e si basa su una procedura che prevede l'accertamento, attraverso strumenti appositi, del tiraggio dei fumi, nelle condizioni più severe possibili di funzionamento. Alla fine della verifica il tecnico deve rilasciare all'utente un certificato contenente l'esito della verifica stessa.

E' importante che l'utente non cerchi mai di porre rimedio da solo agli inconvenienti che si possono presentare nel sistema di scarico, anche se apparentemente sembrano di poco conto.

Dal 1991, tutte le caldaie prodotte devono possedere un dispositivo automatico di controllo dei fumi emessi. Questo dispositivo, di costo contenuto, è spesso facilmente installabile, anche su una caldaia prodotta prima del termine indicato, da parte di personale tecnico autorizzato dal costruttore.

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all'Unità operativa Impiantistica Antinfortunistica del Dipartimento di sanità pubblica dell'Azienda Usl di Piacenza, che ha sede a Piazzale Milano (tel. 0523/ 317816 o 317818)

Un opuscolo informativo in cinque lingue

Monossido di carbonio, l'assassinio invisibile. Si intitola così l'opuscolo informativo prodotto dal Dipartimento di sanità pubblica dell'Ausl di Piacenza attualmente in distribuzione in tutta la rete degli sportelli e punti di accesso aziendali. Il pieghevole è redatto in cinque lingue, per raggiungere e informare anche gli stranieri che abitano in città e provincia. Per garantire la "sicurezza in casa", l'opuscolo fornisce indicazioni utili sul monossido di carbonio. In italiano, inglese, francese, spagnolo e arabo, i cittadini possono consultare consigli sulla prevenzione e sui primi interventi da effettuare in caso di intossicazione. Nella pagina posteriore c'è anche l'indicazione di contattare il 118 in caso di emergenza sanitaria e di telefonare al Dipartimento di sanità pubblica per ulteriori informazioni (tel. 0523/317930).

Quella dell'opuscolo informativo non è l'unica iniziativa attualmente in corso per sensibilizzare la popolazione, soprattutto straniera, sui rischi delle intossicazioni da monossido di carbonio. In collaborazione con l'Inail, i professionisti dell'unità operativa di Igiene pubblica stanno incontrando alcuni gruppi di immigrati, che spesso vivono in abitazioni con stufe a legna o impianti datati.