Formidabili reni!
In Italia si calcola che ci siano 4 milioni di persone con malattia renale, ovvero 6 o 7 ogni mille abitanti; nella provincia di Piacenza le stime fanno riferimento ad almeno 2mila pazienti.
Nel 2007 l’unità operativa di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza (diretta da Luciano Cristinelli) ha seguito circa mille malati direttamente nei day hospital, day service ed ambulatori della rete nefrologica piacentina, mentre altri 500 circa sono stati gestiti in collaborazione con i medici di medicina generale ed i diabetologi.
La rete nefrologica a Piacenza
Dal reparto dipendono e sono in connessione telematica continua i centri di Dialisi dei tre ospedali di Bobbio, Castelsangiovanni e Fiorenzuola. In ognuna di queste strutture sono attivi gli ambulatori nefrologici, sempre gestiti dagli specialisti dell’equipe di Piacenza, a cui possono rivolgersi i pazienti dei vari distretti. Lo specialista nefrologo decide se è possibile una gestione del malato direttamente nella sede periferica, in collaborazione con il medico di medicina generale, o se il caso richiede invece la gestione centralizzata all’ospedale di Piacenza, secondo un protocollo organizzativo aziendale condiviso tra gli specialisti e i medici di famiglia.
La Nefrologia di Piacenza partecipa attivamente al registro della insufficienza renale progressiva istituito da alcuni anni in Emilia Romagna e da cui si attendono, nei prossimi anni, importanti dati sulla epidemiologia di questa patologia in Regione, sui risultati delle strategie terapeutiche attualmente applicate e certamente indicazioni per i continui miglioramenti nostre strategie terapeutiche.
I reni sono organi formidabili: ogni giorno filtrano 200 litri di acqua del sangue con le sostanze che vi sono disciolte che assommano, ad esempio, poco meno di due chilogrammi di sale da cucina, 180 grammi di zucchero, a svariati grammi di altre sostanze nutritizie come gli aminoacidi e ad una piccola quantità di proteine.
Ogni giorno una persona adulta sana urina circa un litro e mezzo, eliminando tra 10 e 20 grammi di sale da cucina; le sue urine contengono quantità infinitesimali di proteine e non dovrebbero contenere zucchero (se non in caso di diabete).
Dopo averle filtrate, i reni devono recuperare le sostanze depurate necessarie all'organismo e, al contempo, eliminare tutte le scorie e gli acidi prodotti in un giorno. Attraverso queste funzioni di filtrazione, riassorbimento ed escrezione delle scorie, i reni mantengono in equilibrio costante l'acqua dell'organismo, il suo peso corporeo, la concentrazione dei sali, degli acidi e di varie altre sostanze nei liquidi corporei adattando le escrezioni urinarie alle variazioni giornaliere degli introiti con la dieta e dell'attività fisica di ognuno di noi. Altra funzione importante dei reni è la produzione di ormoni attivi come la renina ed angiotensina che regolano la pressione arteriosa del sangue, la eritropoietina che regola la quantità di globuli rossi del sangue, la vitamina D attiva che regola il metabolismo del calcio e fosforo ed il metabolismo dell'osso.
"L'apparato urinario - spiega Cristinelli - è costituito da due reni (situati posteriormente ai lati della colonna vertebrale lombare), due ureteri che collegano il rene alla vescica ed una uretra che collega la vescica all'esterno. Si può vivere bene anche con un solo rene, purché sia sano e ben funzionante".
Come si controlla lo stato di salute dei reni?
"Gli esami bioumorali indispensabili per valutare lo stato di salute dei reni - prosegue - non sono molti, ma vanno eseguiti tutti contemporaneamente". Con l'esame urine si va alla ricerca della presenza patologica di proteine la cui reale perdita giornaliera va quantificata con la determinazione delle 24 ore, di sangue anche in tracce, di globuli bianchi e di germi. I sali minerali più importanti da controllare nel sangue e nelle urine sono il sodio, il potassio, il calcio ed il fosforo. Un parametro fondamentale è la concentrazione nel sangue della creatinina, una sostanza di scarto prodotta nei muscoli per cui i suoi livelli ematici sono un po' più elevati nei maschi adulti rispetto alle femmine ed ai bambini. Il dosaggio della creatinina nel sangue, rapportato al peso corporeo, età, sesso ed altezza di una persona serve a calcolare la reale funzione di filtrazioni dei suoi reni, che viene espressa in millilitri al minuto e che all'età di quaranta anni è pari a 100 nel maschio ed a 90 nella femmina. "A partire da questo momento, ciascun individuo perde fisiologicamente ogni anno una piccola quota di funzione renale e bisogna tenere conto di questo calo fisiologico quando si giudica la adeguatezza della funzione di filtrazione dei reni negli adulti e negli anziani. Si parla di insufficienza renale quando la funzione di filtrazione dei reni scende al di sotto di 60 millilitri al minuto. Bisogna ricordare che in molti casi le malattie renali possono non dare sintomi rilevanti e pertanto solo gli esami del sangue e delle urine ci permettono di valutare in modo adeguato la funzionalità dei reni".
Come accorgersi, allora, quando c'è qualcosa che non va ai reni? Quali sono i sintomi che possono far pensare all'insorgenza di una patologia?
"Ad esempio - sottolinea il dottor Luciano Cristinelli, primario di Nefrologia e Dialisi - la presenza di sangue nelle urine in quantità rilevabile ad occhio nudo. La presenza di proteine, invece, rende le urine patologicamente schiumose alla minzione. Altro sintomo è il bruciore alla minzione localizzato all'uretra o più interno riferito alla vescica. Segni molto allarmanti sono la comparsa di dolore al fianco tipo colica e la comparsa di gonfiori alle gambe che si accompagnano ad incrementi ponderali rapidi. Un sintomo molto frequente è l'ipertensione arteriosa riscontrata in oltre l'80 per cento dei pazienti affetti da malattia renale, proprio per il ruolo svolto da questi organi nella regolazione della pressione del sangue".
Ci sono soggetti maggiormente predisposti a sviluppare malattie renali?
"Le ricerche e gli studi in Nefrologia indicano che in Italia vi sono almeno 4 milioni di persone con una malattia renale, quasi una persona ogni 10. I soggetti più a rischio sono i pazienti con diabete mellito (uno su tre presenta complicanze renali), i soggetti ipertesi, le persone in sovrappeso, i famigliari di pazienti con malattia renale manifesta, i portatori di calcolosi renale, le donne ipertese in gravidanza. La ricerca in Nefrologia ha chiaramente dimostrato che le diverse malattie renali croniche progrediscono più o meno rapidamente verso la insufficienza renale grave attraverso meccanismi comuni e indipendenti dalla malattia iniziale, meccanismi che si potenziano nei loro effetti man mano che si riduce la funzione di filtrazione dei reni in un circolo perverso distruzione del parenchima-peggioramento della funzione. Fattori molto importanti di progressione della insufficienza renale sono l'entità della perdita giornaliera di proteine ed i livelli elevati di pressione arteriosa del sangue nell'organismo e nei vasi renali; seguono poi i livelli elevati di colesterolo e di grassi nel sangue, il fumo, le infezioni delle vie urinarie e la assunzione inappropriata e non controllata di sostanze tossiche per i reni, come i farmaci analgesici e gli antinfiammatori". Sulla scorta di tutte queste nuove conoscenze i medici oggi classificano la patologia renale in 5 stadi in base alla riduzione della funzione di filtrazione dei reni e parlano di insufficienza renale a partire dallo stadio 3, ovvero quando la filtrazione scende sotto i 60 millilitri al minuto, mentre allo stadio 5, con la filtrazione scesa sotto i 15 millilitri al minuto, si deve ricorrere alla dialisi od al trapianto di rene per vicariare la scarsa depurazione dell'organismo da parte dei reni malati e consentire quindi la vita di questi pazienti".
Cosa fare per preservare la funzionalità renale?
"La ricerca e la farmacologia - chiarisce Cristinelli - ci hanno messo a disposizione in questi anni farmaci e strategie terapeutiche di comprovata efficacia da impiegare in ognuno degli stadi della malattia renale per contrastarne la progressione e controllarne gli effetti su altri organi ed apparati, in particolare il sistema cardiovascolare. Questo è quanto fanno gli specialisti nefrologi in collaborazione con i medici di medicina generale e gli altri specialisti e il monitoraggio periodico programmato della funzione renale e degli altri parametri bioumorali guida nella scelta delle terapie più appropriate. Ma per ottenere risultati è fondamentale la condivisione di queste strategie e la collaborazione attiva del paziente che, oltre alla corretta assunzione dei farmaci, deve farsi carico di una serie di attenzioni quali mantenere il peso corporeo ideale ed una attività fisica costante, assumere la dieta consigliata ed equilibrata per quel livello di funzione renale, evitare il fumo, controllare la pressione arteriosa, evitare l'abuso di sale e di farmaci tossici per i reni come gli antidolorifici e gli antinfiammatori. Ma perché si ottengano risultati efficaci, è altrettanto indispensabile che queste strategie vengano applicate fin dai primi stadi della malattia renale, quando la perdita di funzione è solo iniziale. E' quindi fondamentale una diagnosi precoce di malattia renale, che può essere posta adeguatamente con i pochi esami già ricordati".
La giornata mondiale del rene
In occasione della giornata mondiale del rene, l’unità operativa di Nefrologia e Dialisi dell’Azienda Usl di Piacenza promuove due iniziative di sensibilizzazione sul tema.
- Giovedì 13 marzo, alle ore 11, in diretta su Radio Sound (FM 95 e 94,6 Mhz), “Il medico risponde”
- Sabato 15 marzo, a partire dalle ore 9, screening gratuito per lo studio della funzionalità renale con esami del sangue e misurazione della pressione arteriosa nella tenda ambulatorio allestita sul Pubblico Passeggio. Ai visitatori che lo desiderano sarà gratuitamente controllata la pressione arteriosa e determinato il valore della creatininemia da una goccia di sangue, come per la glicemia o la colesterolemia, e poi calcolata la funzionalità dei loro reni.


















