Progetto regionale per la diffusione della valutazione del rischio cardiovascolare
Piacenza, 14 novembre 2005
Prevenzione del rischio cardiovascolare: è il nuovo progetto promosso dalla regione Emilia Romagna che coinvolge tutte le Aziende sanitarie, rivolto ai medici e agli operatori sanitari. La strategia, ripresa all'interno del Piano Nazionale della Prevenzione per il triennio 2005/07, prevede l'impiego della Carta del rischio cardiovascolare. Tale carta è uno strumento semplice e obiettivo che stima la probabilità, per i dieci anni successivi, di essere soggetti ad un primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus). Il calcolo è effettuato tenendo in considerazione alcuni fattori, quali: sesso, diabete, abitudine al fumo, età, pressione arteriosa sistolica e colesterolemia.
La carta offre opzioni multiple al trattamento degli individui a rischio aumentato e facilita il rispetto delle possibili preferenze della persona. La valutazione attraverso la carta rende obiettiva e più accurata la definizione del rischio dell'assistito da parte del medico. E' possibile in questo modo confrontare il rischio calcolato in tempi successivi e valutare il rapporto costo/beneficio delle azioni di prevenzione intraprese.
E' importante tenere presente che la carta del rischio:
- deve essere usata dal medico;
- è valida se i fattori di rischio vengono misurati seguendo la metodologia indicata;
- è utilizzabile su donne e uomini (di età compresa fra 40 e 69 anni) che non hanno avuto precedenti eventi cardiovascolari;
- non può essere applicata nelle donne in gravidanza;
- non può essere applicata per valori estremi dei fattori di rischio:
- pressione arteriosa sistolica superiore a 200mmHg o inferiore a 90mmHg e colesterolemia totale superiore a 320mg/dl o inferiore a 130mg/dl;
Tutte le informazioni sono contenute all'interno del sito internet www.cuore.iss.it, nella sezione carte del rischio.
CRITERI DI INTERPRETAZIONE DELLA NOTA AIFA N.13
COMMISSIONE REGIONALE FARMACO (D.G.R 1209 / 2002)
Premessa generale
La recente revisione della nota 13 AIFA, riguardante la concedibilità SSN
dei farmaci ipolipemizzanti ha introdotto alcune importanti modifiche nella
valutazione del rischio cardiovascolare globale (RCG) in prevenzione
primaria.
Prima fra queste è l'introduzione delle carte del rischio italiane1*.
Nelle carte Italiane il RCG è stimato a 10 anni sia per maschi che femmine e
deriva dalla somma di eventi fatali e non fatali riferibili a una malattia
cardiovascolare maggiore (in particolare infarto del miocardio sicuro e
possibile, morte coronarica, morte improvvisa, ictus e interventi di
rivascolarizzazione).
A questo proposito è importante ricordare che il calcolo del RCG per la
rimborsabilità delle statine in prevenzione primaria si è basato fino alla
fine del 2004 su una carta del rischio ricavata dallo studio nordamericano
di Framingham 2*.
Il rischio così calcolato risulta essere sovrastimato nella popolazione
italiana 3*, nella popolazione cinese e anche in quella inglese 4 - 5*.
La distribuzione dei fattori di rischio in Europa presenta notevoli
differenze tra macroaree e le evidenze disponibili riferite a popolazioni
mediterranee confermano la necessità di utilizzare funzioni di rischio ad
hoc per queste popolazioni.
Non bisogna inoltre dimenticare che la predittività dei fattori di rischio
considerati nelle carte (ad esempio la colesterolemia, la pressione
sistolica, etc) è diverso nelle varie popolazioni in relazione a differenze
genetiche o geoambientali e alle abitudini di vita.
Il calcolo del RCG basato sulle nuove Carte del rischio italiane ha quindi
portato, per molti pazienti (soprattutto femmine), ad una riduzione del
rischio che, in alcuni casi, è risultata inferiore alla soglia di
rimborsabilità, fissata dall'AIFA nel 20%.
È importante ricordare che le nuove carte non consentono la valutazione del
rischio nei pazienti con più di 70 anni o quando la colesterolemia supera i
320 mg/dl.
Inoltre fra i fattori di rischio non viene considerata la familiarità per
malattie cardiovascolari precoci, un basso valore di colesterolo HDL o la
presenza di un trattamento antiipertensivo.
Questi ultimi due fattori di rischio possono essere tenuti in considerazione
utilizzando il calcolatore individuale scaricabile (o direttamente
utilizzabile) dal sito http://www.cuore.iss.it/sopra/calc-rischio.asp.
La particolare utilità delle Carte del Rischio sta nel favorire la
discussione interattiva con il paziente, analizzando i vari fattori di
rischio e condividendo la strategia globale di trattamento più opportuna, e
più gradita.
Occorre ribadire che la dieta rappresenta, assieme al miglioramento dello
stile di vita e alla sospensione del fumo, il primo provvedimento da attuare
nel controllo del rischio cardiovascolare.
Solo dopo almeno tre mesi di dieta adeguatamente proposta al paziente ed
eseguita in modo corretto 6* e dopo aver escluso le cause di dislipidemia
dovute ad altre patologie (ad esempio l'ipotiroidismo), si potrà iniziare
una terapia ipolipemizzante.
La correzione delle abitudini alimentari, l'aumento dell'attività fisica e,
in senso lato, tutti cambiamenti dello stile di vita devono essere
significativi, permanenti e mantenuti anche quando viene iniziata la terapia
farmacologica.
(Formato file: PDF; dimensione: 174KB)
|