Il Consultorio e le offerte interculturali nel percorso nascita del distretto della Val d'Arda
Uno dei riscontri più significativi dell'attività dei consultori familiari negli ultimi anni è rappresentato dal progressivo aumento dell'utenza di donne immigrate.
- Anno 2001: 227 utenti
- Anno 2002: 284 utenti
I dati relativi alle utenti immigrate per l'assistenza alla gravidanza nel distretto Valdarda sono aumentati in modo molto rilevante ( su 180 gravidanze seguite nel 2002, 92 provengono da altre nazioni con una percentuale del 51%).Le nazioni maggiormente rappresentate sono nell'ordine Marocco, Albania, Tunisia, Burkina Faso, Guinea, India, Ecuador e Rom.
Un cambiamento così rapido e numericamente così
consistente ha posto nuove esigenze di comunicazione e di mediazione
tra differenti culture in merito a pratiche mediche, concezioni
del corpo, della femminilità, dei rapporti tra i sessi nelle
famiglie e nelle società da cui queste donne provengono.
Per quanto riguarda l'assistenza alla maternità nei consultori
familiari, spesso ci si trova di fronte ad una richiesta di presa
in carico relativa a donne immigrate senza permesso di soggiorno).
Per poter garantire anche a loro una adeguata assistenza,
è stato istituito il codice STP (Stranieri Temporaneamente
Presenti) che, assegnato dalla Cure Primarie, permette
a queste donne di essere equiparate alle assistite del SSN, è
personale, ha validità di sei mesi ed è rinnovabile.
Con questa soluzione, pur ricordando il fatto che l'assistenza alla
gravidanza sul territorio è gratuita, è stata estesa
anche a questa categoria di utenti la possibilità di poter
effettuare i controlli, gli esami e le eventuali terapie previsti
dal protocollo di assistenza alla gravidanza senza alcun onere.
Per quanto riguarda la relazione tra gli operatori e le donne,
si nota che durante il primo accesso all'inizio di gravidanza la
donna si presenta al consultorio sempre accompagnata dal marito.
Questo succede perché le donne straniere molto spesso non
conoscono la nostra lingua ed hanno grosse difficoltà di
comprensione, sono disorientate, impacciate e timorose ( i mariti
di solito sono più disinvolti perché magari si trovano
in Italia da più tempo per lavoro).
Spesso soffrono di grave iperemesi probabilmente scatenata da
fattori psicologici ed emotivi legati al nuovo impatto ambientale,
culturale e sociale e alla difficoltà di inserirsi e di adeguarsi
a tale modello.
Un secondo frequente problema è legato alle loro abitudini
alimentari completamente diverse dalle nostre, derivate da credenze
religiose o etiche che impongono il divieto di assumere determinati
alimenti (come la carne di maiale nella religione islamica e la
carne bovina nella religione induista) o il digiuno prolungato (
come nel mese del Ramadan nella religione islamica). Queste regole
rendono diffcile l'adeguamento ad una corretta alimentazione che
è indispensabile per una fisiologica evoluzione della gravidanza
e causano spesso squilibri nutrizionali.
Va poi tenuta per conto tutta una serie di tradizioni culturali,
religiose ed etiche che deve influenzare e di conseguenza modificare
adeguatamente il nostro comportamento professionale.
Naturalmente cerchiamo di favorire la loro partecipazione ai nostri
corsi preparto, mentre manteniamo il collegamento con l'Ospedale
per le gravidanze a rischio ( 2° livello) e il prericovero in
D.H. all'8° mese di gravidanza.
E ' importante sottolineare che quasi tutte le gravidanze fisiologiche
( 1° livello) sono seguite nei consultori, mentre le gravidanze
a rischio (2° livello) sono di pertinenza ospedaliera. Questo
per valorizzare le potenzialità del servizio consultoriale
che non offre solo un'assistenza prettamente sanitaria, ma si caratterizza
per un'impronta socio-sanitaria in cui si privilegiano aspetti preventivi
e promozionali e una maggiore attenzione all'individuo e alla personalizzazione
delle risposte.
Il reparto d'altra parte viene alleggerito da richieste di prestazioni
improprie e ciò comporta una razionalizzazione delle risorse
impiegate.
Per quanto riguarda l'assistenza al puerperio, nell'anno 2002
è stato promosso un progetto in sinergia con l'Ospedale denominato
"Protocollo per l'assistenza
extraospedaliera alla puerpera fisiologica".
Le puerpere dimesse dopo parto eutocico entro 72 ore dall'evento,
possono usufruire dell'assistenza territoriale ambulatoriale e domiciliare
in caso di bisogno.
A tale scopo, al momento della dimissione, vengono distribuiti dal
personale ostetrico ospedaliero appositi fogli
informativi relativi al servizio consultoriale.
Per favorire la comprensione delle puerpere di nazionalità
diverse, si è provveduto a tradurre questi fogli informativi
in varie lingue (inglese, francese, spagnolo, albanese). In caso
di necessità, l'operatore territoriale contatta le Unità
Operativa di Ostetricia e Pediatria per consulenze telefoniche e/o
eventuale invio per consulenze o ricovero della puerpera o del neonato.
Una delle prerogative della dimissione adeguata è quella
di offrire un supporto alle famiglie prive di una figura di riferimento
femminile importante. La famiglia patriarcale di una volta che metteva
a disposizione l'esperienza e l'aiuto delle madri e delle nonne
alle giovani mamme è ormai un lontano ricordo; le donne sono
ormai sempre più sole a gestire la propria vita e ad occuparsi
dei propri figli nel momento in cui è maggiore il bisogno.
Con la dimissione adeguata, inoltre esiste la possibilità
di un ritorno nella realtà domestica il più rapidamente
possibile, lontano quindi dalla sanitarizzazione ospedaliera: il
parto è un evento naturale ed è ovvio che la donna
voglia imparare a conoscere il suo bambino in un ambiente a lei
noto e tranquillizzante, magari con l'aiuto di persone esperte in
caso di bisogno.
Se viene richiesto l'intervento dell'ostetrica, questa verifica
la buona adesione dell'episiotomia, controlla le lochiazioni, promuove
l'allattamento al seno, previene o risolve l'ingorgo mammario, aiuta
il neonato ad attaccarsi al seno, fornisce consigli sulla cura del
neonato
( controllo ombelico, bagnetto, vestiario).
Volendo infine fornire alcuni dati di attività, su 92 donne
in gravidanza provenienti da altre nazioni seguite dai consultori
in gravidanza, circa il 15% hanno richiesto l'assistenza ambulatoriale
o domiciliare.
Sul totale utenti immigrate seguite nel 2002 che sono state 284,
per quanto riguarda le fasce di età (vedi diapositiva) le
utenti che si presentano in consultorio sono per lo più in
età fertile; inoltre
sono state rilascite 44 richieste di IVG: tutto questo denota la
scarsa informazione riguardo alla prevenzione delle gravidanze indesiderate
e alla contraccezione in generale.
Materiale utile :
Il
Consultorio e le offerte interculturali nel percorso nascita
del Distretto Val d'Arda ![]()
Fogli
informativi: aiuto per le neo mamme dimesse dall'Osp. di
Fiorenzuola d'Arda![]()
Presentazione
alle Traduzioni dei Fogli Informativi ![]()
Materiale tradotto :
Fogli informativi : traduzione in lingua inglese
Fogli informativi : traduzione in lingua francese
Fogli informativi : traduzione in lingua Spagnola
Fogli informativi : traduzione in lingua Albanese


















