Ospedale aperto
Ampliamento degli orari di accesso dei visitatori ai pazienti ricoverati in ospedale

PIACENZA - A partire dal 5 aprile 2005, l' accesso alle unità operative dell'Ausl di Piacenza è consentito per tutta la giornata, dalle ore 7 alle 22 .
Il progetto "Ospedale aperto" - che prevede appunto l' ampliamento delle fasce orarie di accesso dei visitatori ai pazienti ricoverati in ospedale - s'inquadra nell'ambito più complessivo di un percorso di umanizzazione dell'assistenza voluto dall'Azienda Usl di Piacenza.
La revisione degli orari di accesso per i familiari e gli amici dei degenti ha quindi offerto l'opportunità di rivedere alcune regole di buon comportamento e di buona convivenza all'interno delle unità operative.
Il progetto "Ospedale aperto" coinvolge tutte i reparti dell'Ausl di Piacenza , con la sola eccezione di:
- Patologia neonatale
- Utic (Terapia intensiva coronarica)
- Rianimazione
- Area critica
Inoltre, è da segnalare che per le unità operative di Dialisi, Malattie Infettive, Ostetricia e Pediatria valgono le regole esposte
UNICHE LIMITAZIONI ALLE VISITE AI RICOVERATI
Sono limitate le visite dalle ore 8.30 alle 11 , durante la visita medica. In questa fascia oraria i visitatori potranno sostare nella sala d'attesa esterna all'Unità Operativa.
In occasione di visita medica non programmata - urgente o di nuovi ingressi, i parenti/visitatori devono abbandonare la stanza di degenza dove potranno tornare al termine della prestazione.
REGOLE DA RISPETTARE DURANTE LA VISITA
I visitatori sono considerati dal personale assistenziale come una risorsa per ridurre l'impatto del ricovero e il senso di deprivazione relazionale che ne consegue.
E' consentito, di norma, l'accesso ad un solo visitatore per volta. In caso di presenza contemporanea di più congiunti, occorre che gli stessi concordino la modalità di alternanza presso il paziente ricoverato.
Il paziente ha diritto al conforto dei congiunti, amici e parenti.
Il paziente ha il diritto di non voler ricevere visite dei congiunti.
Sono ammessi in modo permanente i parenti dei pazienti completamente dipendenti, su precisa indicazione del personale dell'unità operativa.
In ogni caso il numero dei visitatori totali, nella camera, non potrà superare il numero di pazienti.
E' fatto divieto ai visitatori di introdurre nei reparti strumenti quali poltrone, sdraio o simili.
I visitatori non possono effettuare prestazioni assistenziali dirette sul paziente. Per qualunque necessità dovranno rivolgersi al personale di assistenza.
I visitatori devono assumere un comportamento idoneo a rispettare il bisogno di riposo e di silenzio dei pazienti, parlando sottovoce ed evitando ogni tipo di rumore inutile.
I visitatori non possono entrare nelle altre camere e devono rispettare la privacy degli altri pazienti.
La caposala e il medico possono interdire le visite ai pazienti in particolari casi per la tutela della sua salute, dopo aver informato il paziente. Nel caso, i visitatori saranno informati da apposito cartello posto sulla porta della camera. Tale divieto può essere applicato anche su specifica richiesta del/della paziente.
CONSUMO DEI PASTI
Alcune importanti novità del progetto "Ospedale aperto" riguardano il consumo dei pasti.
Se il nucleo paziente-congiunti desidera colloquiare durante il pasto, questo deve essere consumato nei luoghi collettivi ed esso predisposti come i soggiorni.
- Comodità: il pasto deve essere consumato in modo / ambiente confortevole e quando possibile non in camera. Non devono essere presenti elementi di disturbo.
- Sicurezza: il pasto deve essere somministrato utilizzando le tecnologie necessarie a garantire la sicurezza del paziente (tavolini, vassoi, reggivassoio, piano per appoggio, ecc.).
- Palatabilità e organoletticità: i cibi devono avere consistenza, odore, temperatura, resistenza alla masticazione tali da rendere gradevole assumerli.
I pasti devono essere idonei al paziente attraverso la scelta delle variazioni previste dal sistema di ristorazione. Vengono garantite diete speciali quale elemento terapeutico integrale.
E' necessario permettere il relax ai pazienti che preferiscono una maggior tranquillità e che devono consumare il pasto in camera. I congiunti devono quindi rispettare il momento del pasto e ridurre i rumori, affollamento ed ogni disturbo in generale.
Durante la somministrazione del pasto i pazienti devono avere la possibilità di assumerlo nei tempi e nei modi preferiti, con il massimo della privacy e il minimo dell'affollamento.
I congiunti devono rispettare lo spazio vitale degli altri pazienti presenti nella camera per non impedire l'utilizzo dei tavolini.
I visitatori non possono portare cibi o altre forme di sussistenza al paziente, senza una precisa autorizzazione del personale dell'unità operativa.
Durante la distribuzione dei pasti i parenti e visitatori sono pregati a non sostare in prossimità dei carrelli alimentari per garantire l'igienicità della distribuzione.
USO DEL CELLULARE
Il paziente può comunicare con i congiunti tramite telefono cellulare, utilizzando l'auricolare e il volume a toni bassi della suoneria o la modalità in vibrazione. L'uso del cellulare è interdetto nelle unità operative e nelle camere in cui sono presenti sistemi di monitoraggio anche telemetrici (controllo a distanza). Durante la visita medica quotidiana il paziente dovrà spegnere temporaneamente il cellulare.
ASSITENZA INTEGRATIVA NON SANITARIA
I visitatori non devono prestare ascolto alle persone che potrebbero presentarsi per fornire assistenza integrativa non sanitaria (assistenza integrativa non sanitaria - badantato).
Nel caso ciò avvenga, è indispensabile segnalare l'evento al personale infermieristico.
Le regole per l'assistenza integrativa non sanitaria sono affisse in ogni unità operativa ed è fatto divieto a tutto il personale di fornire indicazioni nominative o telefoniche sull'assistenza integrativa non sanitaria.
PER INFORMAZIONI
Numero verde regionale 800 033 033
Informazioni
sulle prestazioni erogate dal Servizio sanitario regionale
Dal
lunedì al venerdì - dalle 8.30 alle 17.30
Sabato -
dalle 8.30 alle 13.30
Ufficio per le relazioni con il pubblico (Urp) di Piacenza
Sede
- Cantone del Cristo, I° Piano - Polichirurgico
Telefono 0523.303123
Fax: 0523.303122
Orario di apertura al pubblico
- dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30
- sabato dalle ore 8.30 alle 13.00
- martedì e giovedì pomeriggio dalle ore 14.30 alle ore 17.30
Direzione assistenziale aziendale
0523.30.23.70
Servizio di mediazione culturale
- URP
Polichirurgico
Attivazione su chiamata - Sportello Unico
Martedì dalle 9,00 alle 12,30
Giovedì dalle 9,00 alle 13,30
UN CAMBIAMENTO EPOCALE: CADE UN TABÙ.. SI APRE UNA SFIDA
«Dopo sei secoli di ospedali chiusi e dominio di una cultura ospedaliera dell'esclusione, da qualche decennio si è preso a parlare di umanizzazione dell'ospedale e a considerare anche l'emotività della persona ricoverata».
Così, durante la presentazione del progetto, il direttore sanitario di presidio unico dell'Azienda Usl di Piacenza Guido Pedrazzini ha spiegato il passaggio epocale che è stato avviato al Guglielmo da Saliceto di Piacenza.
«Abbiamo iniziato a lavorare in questa direzione circa un anno fa: la proposta era stata lanciata dal Comitato consultivo degli utenti e su questa si è riscontrata una piena convergenza dell'Azienda e degli operatori sanitari».
La logica di apertura è completamente ribaltata, rispetto al passato: l'accesso dei visitatori è interdetto solo per brevissime fasce orarie. Per il resto della giornata, dalle 7 alle 22, i reparti saranno aperti.
«L'obiettivo è quello di arrivare a far percepire l'ospedale come ad una casa albergo, dove si svolgono attività sanitarie. L'accesso sarà quindi libero, ad esclusiva di alcuni momenti tecnici specifici. L'occasione è risultata anche propizia per la definizione di un catalogo di diritti e doveri dei ricoverati e dei loro congiunti, ispirato ad una logica di rispetto e di tolleranza».
«Il cambiamento - ha concluso Pedrazzini - è epocale e per ciò avrà necessità di alleanze tra professionisti e utenti e non di contrapposizioni».
Stop, insomma, con la "vecchia logica" del "paziente ostaggio": «L'obiettivo è quello di rendere il più agevole possibile la vita al ricoverato, in modo che sia più simile a quella familiare».
«Con questa iniziativa - aggiunge Andrea Bianchi , direttore sanitario aziendale - crolla un tabù; l'organizzazione si evolve al meglio e mette al centro il cittadino. E' un grande passo, la vittoria della relazione. Il percorso non sarà facile ma confidiamo nella più viva collaborazione di tutti gli operatori sanitari».
LA PRESENZA DEI FAMILIARI PUÒ ESSERE "TERAPEUTICA" PER IL RICOVERATO
«L'accesso alle Unità operative ospedaliere, a causa dell'attenzione centrata sulla cura e non sulla presa in carico globale della persona, è sempre stato orientato - spiega Tiziana Lavalle , direttrice assistenziale aziendale - a ridurre la presenza dei familiari e degli amici di fianco al paziente, presupponendo che la riduzione delle persone esterne alla struttura fosse un elemento di protezione contro le infezioni ospedaliere e l'ansia del paziente».
« Negli ultimi tempi, invece, è emerso un elevato interesse per gli aspetti non sanitari della vita in ospedale. Il cittadino subisce l'impatto e si relaziona con due elementi: l'accoglienza alberghiera, l'ambiente in cui trascorrerà un periodo più o meno lungo e la presa in carico professionale e il rapporto con l'intera équipe.
Alcuni recenti studi sulle modalità di trasmissione delle infezioni e sugli effetti dell'ospedalizzazione hanno prodotto nuove conoscenze, che hanno evidenziato come la presenza di visitatori o parenti accanto ai pazienti non sia di per sé un fattore determinante per l'insorgenza di infezioni in ospedale. E' altresì vero che l'affollamento contemporaneo e prolungato costituisce un fattore di rischio per l'insorgenza di infezioni soprattutto in particolari tipologie di pazienti (defedati, immunodepressi o portatori di particolari patologie). Le attuali conoscenze ci spingono a considerare i comportamenti individuali come il maggior pericolo o la causa di mancata protezione».
«La presenza di un numero ridotto di persone al fianco del paziente, quindi non costituisce pericolo. La relazione, anzi, può rappresentare uno strumento terapeutico».
L'ALLEANZA CON I VOLONTARI E CON GLI UTENTI
Strategica, per il buon esito del progetto "Ospedale aperto", è la collaborazione sinergica instaurata dall'Azienda Usl con Avo (Associazione volontari ospedalieri) e con il Comitato consultivo degli utenti .
In particolare, i circa 200 volontari Avo, sotto la guida del presidente Brunello Cherchi , stanno contribuendo con impegno alla diffusione culturale delle logiche che sottendono all'iniziativa, distribuendo materiale informativo al pubblico ed ai ricoverati e facendo da «ponte» di raccordo tra operatori e familiari.
Significativo anche l'appoggio del Comitato consultive degli utenti (rappresentato, durante la presentazione del progetto, dal presidente facente funzioni Mario Sassi ) da quale era pervenuta, un anno fa, la proposta di apertura continuata dei reparti alle visite dei familiari.
Per approfondire:

















