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13/11/2020

Nuovo ecoendoscopio per la Gastroenterologia

Permette di fare trattamenti mininvasivi di alta specializzazione di cui hanno già beneficiato diverse decine di pazienti

Ecoendoscopio di ultima generazione, a Piacenza in Gastroenterologia negli ultimi due mesi la tecnologia acquisita ha permesso all’equipe di fare trattamenti mininvasivi di alta specializzazione di cui hanno potuto beneficare diverse decine di pazienti. Un importante segnale per evidenziare che, pur in tempi di emergenza Covid, molti reparti degli ospedali piacentini stanno lavorando a pieno regime, utilizzando apparecchiature all’avanguardia acquistate e donate.
In Gastroenterologia, l’investimento tecnologico ha permesso al team diretto dal Giovanni Aragona di poter fare un vero salto di qualità nell’esecuzione di alcune manovre di alta specializzazione in ambito di endoscopia avanzata. “Avevamo già un ecoendoscopio a disposizione, ma di precedente generazione; avevamo quindi ben presenti le sue potenzialità, e abbiamo sviluppato nel tempo un’importante clinical competence – spiega il primario – ma ormai l’apparecchio non rispondeva più alle necessità di innovazione richieste dal notevole sviluppo dell’endoscopia digestiva operativa. Il nuovo ecoendoscopio di ultima generazione invece, equipaggiato da un software dedicato e affiancato da un ecografo “top di gamma”, ci ha permesso una rapida espansione delle procedure eseguibili raggiungendo risultati eccezionali”.
Diverse le attività terapeutiche che l’equipe ha potuto condurre con successo.
Per esempio, sono già 25 i pazienti che, affetti da colecistite acuta severa e ritenuti ad alto rischio operatorio per età e presenza di più patologie, hanno potuto evitare un intervento chirurgico grazie al drenaggio ecoendoscopico della colecisti. Si è inoltre potuto drenare pericolosissime raccolte peripancreatiche infette secondarie a pancreatiti acute severe che hanno messo in serio pericolo di vita diverse persone colpite da questa grave patologia.

Costato 120mila euro, è il primo di questa generazione in uso in Emilia-Romagna ed è presente solo in pochissimi centri italiani di riferimento.

“L’utilizzo di questo strumento – sottolinea il dottor Aragona – s’inserisce nello sforzo di ricerca di terapie sempre più efficaci e sempre meno invasive, a vantaggio del paziente. L’ecoendoscopia operativa, infatti, è sicura, efficace, non necessita di drenaggi esterni, riduce il rischio di complicanze ed è proprio per queste sue peculiarità è la metodica strumentale di più rapida crescita e sviluppo in ambito gastroenterologico, tant’è che vengono a lei dedicati interi congressi internazionali”.

Questa pagina è stata modificata il: 26/06/2020

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