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28/04/2022

Il primo incontro di "Ricerca e innovazione al tempi del Covid-19"

La pandemia anche come (tragica) opportunità. Per i professionisti della Sanità, nella fattispecie quelli dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, uno dei primi ad essere stato colpito in Italia, il virus è stato l’elemento in grado di generare “Ricerca e innovazione ai tempi del Covid-19”, una serie di incontri – organizzati da Luigi Cavanna, direttore del dipartimento di Oncologia-Ematologia dell’Azienda Usl di Piacenza – che troveranno nelle date del 3 e del 24 maggio due ulteriori capitoli (non è escluso un quarto momento, ancora da definire).

La cornice in cui i professionisti si sono riuniti è stata quella di Sala Colonne, nel nucleo antico dell’Ospedale. La cornice ideale, per storia e solennità, in cui comunicare “due anni di pandemia e lavori. Lavori che, in fase di emergenza, non sono stati ancora tutti indicizzati. Tuttavia, ne abbiamo contati un centinaio almeno, a cui vanno aggiunti quelli “ancora in corso”, ha dichiarato Cavanna. Si è parlato di ricerche e analisi medico-scientifiche che presto faranno parte di un volume che rappresenterà l’impegno di un Ospedale, il nostro, pronto a diventare “nuovo ospedale”.

Tanti, dicevamo, i professionisti intervenuti all’esordio di questo convegno a tappe: da Giacomo Biasucci, direttore del dipartimento Materno infantile, a Patrizio Capelli, direttore del dipartimento Chirurgia generale, passando per Emanuele Michieletti, direttore del dipartimento delle Funzioni radiologiche. Vari, quindi, i relativi contributi, presentati da tutti coloro che hanno messo mano ai progetti.

Biasucci ha rimarcato come “a Piacenza il 23 febbraio 2020 ha visto la luce il primo bambino al mondo, Cina esclusa, nato da madre positiva. Un’esperienza spartiacque. In tutto sono stati 15 i bambini nati, tutti negativi, da madri positive. Nessuno di questi bimbi, va osservato, ha patito conseguenze da Covid”, mentre Pietro Maniscalco, primario del reparto di Ortopedia e traumatologia, ha ripercorso gli esordi drammatici del virus, sottolineando la difficoltà di “fare ricerca in un momento in cui tutti, pazienti e medici, cercavano di portare a casa la pelle”. Un momento estremo che, tuttavia, non ha impedito all’Ortopedia di “scrivere tanto, tenere memoria di tutto ciò che è stato fatto, pubblicare articoli, ben recensiti, su come arginare la tempesta”.

Ricerche sull’impatto del Covid e sulle terapie da adottare. Ricerca e innovazione, come recita appunto il titolo del convegno.

 

Notevole il numero degli studi indicizzati: 34 per la Pediatria, 30 per la Chirurgia, 16 per la Radiologia, 24 per l’Ortopedia, 5 per la Rianimazione, 10 per le Malattie infettive, 23 per la Riabilitazione (un buon numero di ricerche non è incluso in questo elenco, essendo ancora in via di validazione).

Ultimo aggiornamento: 16/03/2022

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