La nutrizione artificiale: un convegno
Venerdì 12 marzo, a partire dalle ore 13, la Sala colonne dell’ospedale di Piacenza ospita un evento di aggiornamento dedicato al tema “La nutrizione artificiale”.
“La necessità di un corso su questo argomento – spiega Mara Negrati, in forze alla Medicina Eri - nasce dalla considerazione che la malnutrizione per difetto (o malnutrizione proteico-energetica) è presente in elevata percentuale nei pazienti affetti da patologie croniche”. Il fenomeno si registra soprattutto tra coloro che sono ricoverati per broncopatie croniche ostruttive, insufficienza cardiaca cronica, insufficienza renale cronica, insufficienza epatica, demenza senile ma anche in malati colpiti da ictus, affetti da sindromi depressive, disturbi del comportamento alimentare o neoplasie.
“Ricordiamo per esempio – continua il medico, responsabile del convegno insieme ai colleghi Jessica Rolla e Fabrizio Franchi - che il 50 per cento degli anziani ricoverati per frattura di femore non è nutrita nel modo corretto e che, secondo i più recenti studi, nei reparti chirurgici si riscontra una prevalenza di pazienti malnutriti che varia dal 20 al 50 per cento”.
Nel 2000 il Consiglio d’Europa ha costituito un apposito comitato di esperti per studiare il fenomeno: dall’analisi condotta è emersa una prevalenza di malnutrizione all’ingresso in ospedale fino al 30 per cento dei malati.
“Quello di venerdì è il secondo appuntamento dedicato al tema. Nella prima giornata di studio, le relazioni svolte hanno messo in luce tutti questi aspetti.
In particolare, ogni specialista ha sottolineato il tema della malnutrizione nel proprio settore di competenza. Il punto critico emerso (e già evidenziato dal comitato internazionale di esperti) – aggiunge la Negrati - riguarda il peggioramento dello stato di nutrizione durante il ricovero in conseguenza di molteplici fattori”. Le cause della ridotta assunzione di cibo sono riconducibili ad anoressia, digiuni prolungati per esami diagnostici, interventi, patologie gastrointestinali, polmonari, malassorbimento o alterazioni metaboliche come risposta alla malattia (cancro,trauma, sepsi…)”.
“Le relazioni – continua l’esperta - hanno sottolineato l’importanza di screening nutrizionali all’ingresso in ospedale per identificare precocemente i soggetti malnutriti. In questo modo sarà possibile far scattare immediatamente interventi nutrizionali e assicurare ai pazienti una buona evoluzione nella cura della patologia di base, una riduzione della mortalità e della degenza ospedaliera”.
In questa seconda giornata del convegno saranno descritte le indicazioni delle Società scientifiche alla nutrizione artificiale. Essa appare oggi come evoluzione attualissima della medicina moderna; in realtà le sue radici affondano lontanissime nel tempo.
Nelle sue due versioni (parenterale ed entrale), la nutrizione artificiale rappresenta una tecnica di enorme utilità per pazienti affetti da svariate patologie che hanno in comune l’incapacità di alimentarsi adeguatamente per via orale.
Nelle relazioni di venerdì si valutano la via di accesso e l’impostazione del programma nutrizionale con riferimento in particolare anche a pazienti complessi come i diabetici, per arrivare a misurare l’efficacia e le eventuali complicanze di questa procedura. L’intervento finale sarà tenuto dal Fabrizio Franchi, primario di Geriatria e co-moderatore del convegno, che tratterà il discusso e delicato tema dell’etica nella nutrizione artificiale.




















