Le malattie respiratorie sono una priorità in Italia e nel mondo

Inserita in data 17/11/2018

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Le patologie respiratorie acute e croniche, come la Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), l’asma bronchiale, l’insufficienza respiratoria e le neoplasie pleuro polmonari rappresentano oggi una vera e propria priorità in Italia e nel mondo. In Europa sono responsabili di un caso di morte su otto (661mila decessi, di cui 38mila in Italia) a fronte di previsioni di aumento del tasso di mortalità per cancro al polmone e per la BPCO. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha stimato che per il 2030 polmoniti, tubercolosi, BPCO e tumore al polmone saranno responsabili di un caso di morte su cinque a livello globale. L’aumento di incidenza e di prevalenza delle malattie respiratorie determina un peso sociale rilevante sia a livello assistenziale sia economico e rappresenta quindi una sfida importante da affrontare per i clinici e per i manager dalla sanità.
E' quanto è emerso al Congresso regionale della sezione Emilia Romagna dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (AIPO) tenutosi a Piacenza nei giorni scorsi. “Al di fuori dell’ospedale, la gestione del malato respiratorio cronico, portatore di più patologie – fa notare Cosimo Franco, direttore di Pneumologia a Piacenza e presidente della società scientifica in Emilia Romagna – è la vera sfida della Pneumologia di questa Regione”. Case della salute, medicine di gruppo, ospedale di comunità: lo scenario è quello di una necessità di integrazione sempre più forte fra tutte le figure che concorrono all’assistenza. “La nostra regione – continua lo pneumologo – è l’unica ad aver previsto requisiti specifici per l’accreditamento dei reparti di Pneumologia, secondo il modello Hub and spoke (centro e raggiera). Al centro del sistema c’è il paziente, attorno al quale ruotano i professionisti”. Ecco perché il congresso è stato strutturato con tavoli di lavoro aperti a medici di famiglia, internisti, fisiatri, rappresentanti delle istituzioni regionali e anche associazioni di malati.
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