Una stanza dedicata alla Comunicazione aumentativa alternativa

Inserita in data 1/3/2019

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Con il termine Comunicazione aumentativa alternativa (CAA) s’intende ogni forma che sostituisce, integra e aumenta il linguaggio verbale orale di quei pazienti che a seguito di eventi neurologici presentano bisogni comunicativi complessi. Essi sono legati a diverse patologie quali autismo, paralisi cerebrale infantile, ictus, cerebrolesioni acquisite (traumi cranici, emorragie cerebrali, anossie cerebrali post-arresto cardiaco), Morbo di Parkinson, SLA e Sclerosi multipla, nonché malattie neurologiche degenerative.

A Piacenza la CAA è già utilizzata nei reparti di riabilitazione e sul territorio a supporto dei pazienti (adulti e minori) con problemi di comunicazione.
Una stanza dedicata
Con il supporto dei club Lions Piacenza Il Farnese e Val d’Arda e dell’azienda Sapio, l’Azienda Usl di Piacenza ha attrezzato un ambiente dedicato, nel quale potranno operare diverse figure (fisiatra, logopedista, fisioterapista, terapista occupazionale, neuropsicologo ma anche infermieri, educatori, ingegneri e tecnici informatici) tutte a servizio dei pazienti. Qui potranno essere utilizzate alcune delle modalità attuative della CAA: tavole di comunicazione, sistemi grafici, tablet, iPad, iPod touch, phone, comunicatori alfabetici o simbolici con immagini o con software di varia complessità o con uscita vocale o con puntatore oculare.

La comunicazione aumentativa alternativa
I termini “aumentativa” e “alternativa” si riferiscono al potenziamento delle risorse comunicative residue, alla comunicazione non verbale (sguardo, mimica, postura, gesto etc.) nonché a strumenti tecnologici (attivatori di segnali comunicativi, ausili elettronici, computer etc.), così come a tutto ciò che è alternativo alla parola (figure, simboli, disegni, etc.).

La CAA ha lo scopo di sostenere o sostituire non solo la comunicazione interpersonale interattiva con le persone (conversazione), ma anche la comunicazione interpersonale non interattiva (scrittura e grafica) e la telecomunicazione.

Gli interventi di CAA spesso sono lunghi e complessi, devono valutare diversi ambiti della quotidianità della persona e la maggior parte delle volte non si esauriscono con la fornitura dell’ausilio, ma è richiesta una rivalutazione accurata nel tempo, dipendente dall’evoluzione della patologia del paziente.

La valutazione quindi non si può ridurre ad alcune prove di strumentazioni e alla prescrizione, ma richiede un’attenta analisi dei bisogni, dei contesti in cui si trova il paziente, dei desideri, dell’ambiente, delle possibilità motorie, funzionali e cognitive.
Gli obiettivi del progetto

L’obiettivo del progetto, che intende coprire i bisogni della più vasta area piacentina (compresi quindi i pazienti non ricoverati), è quello di mettere a disposizione un locale messo nel quale gli operatori specializzati possano inquadrare i pazienti con deficit di comunicazione e trattarli mediante l’utilizzo di ausili e strumenti adeguati permettendo loro di “riappropriarsi” del bisogno primario della comunicazione. In questo spazio verranno anche fornite informazioni a insegnanti, educatori e genitori sulla CAA e saranno indicati e/o prodotti strumenti operativi per l’utilizzo domestico, scolastico e terapeutico (agende visive, libri in simboli, quaderni della comunicazione).

L’avvio del progetto prevede l’attivazione del locale un pomeriggio alla settimana per gli adulti e i minori. In rapporto alle richieste e ai bisogni, si valuterà la rimodulazione del percorso con giorni e orari.
La Matita Parlante

L’Associazione La Matita Parlante, gestisce mensilmente uno sportello CAA  presso le Biblioteche Comunali di Piacenza e di Monticelli d’Ongina e si occupa di realizzare libri con i simboli della CAA per facilitare la possibilità di ascolto e di comprensione della lettura ad alta voce.

 

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