U.O. Anatomia Patologica

Esame citologico vaginale (Pap-test)

I Pap-test vengono eseguiti da ostetriche e medici ginecologi nei vari centri di prelievo di Piacenza e Provincia o presso ambulatori privati.
 
Il personale sanitario che effettua il prelievo fissa correttamente ogni vetrino con fissativo spray citologico, numera la richiesta cartacea e compila una richiesta corredandola con i dati anagrafici e anamnestici della paziente. La richiesta viene ripetuta anche per via informatica ed inviata telematicamente alla U.O. di Anatomia Patologica.

I vetrini  contenuti negli appositi cestelli vengono colorati con coloratore automatico, montati, numerati e consegnati per la lettura al tecnico citologo. L’obiettivo dell’esame al microscopio è la formulazione della diagnosi citologica, facendo uso di terminologie e classificazioni (Sistema Bethesda 2001) note ai clinici o con gli stessi preventivamente concordate e comunque in accordo con il “Protocollo diagnostico terapeutico dello screening per la prevenzione dei tumori del collo dell’utero della Regione Emilia-Romagna”.
A corredo della diagnosi sono riportati anche i codici dello SNOMED International (microglossario di patologia che comprende diversi moduli: di topografia, morfologia, ecc.).

Se il preparato è di semplice interpretazione e negativo, il tecnico citologo può formulare direttamente la diagnosi compilando la parte ad essa dedicata (con l’eventuale commento) presente sulla richiesta cartacea. Se invece il caso è più impegnativo o sospetto / francamente positivo, esso è visionato da tutti i tecnici addetti alla lettura, i quali compilano una scheda cartacea con le rispettive ipotesi diagnostiche, senza comunicarle ai colleghi. Il Pap-test è quindi discusso al microscopio multiplo con il Dirigente supervisore di turno, che compila la scheda cartacea sopra riportata nella parte di sua pertinenza, e viene formulata la diagnosi finale. La diagnosi viene infine inserita in computer e stampata (referto citologico).

Il personale di segreteria provvede ad esportare i referti con mezzo informatico e smistare le diagnosi cartacee, preparando le buste per la loro consegna.
Le diagnosi “negative” vengono imbustate e su ogni busta viene riportato il Centro di prelievo richiedente la prestazione.
Le diagnosi dei casi “positivi” (neoplasia, displasia) vengono imbustate ed inviate al Centro di Colposcopia del P.O. di Fiorenzuola per i centri di prelievo della Val d’Arda e al Centro di Colposcopia del P.O. di Piacenza per i centri di prelievo del restante territorio provinciale.

I pap-test “negativi” saranno eliminati dopo 5 anni, i “positivi” in base alle recenti normative devono essere tenuti per sempre

Per approfondire

http://www.colposcopia.it/pap_test.htm


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