Servizio di psicologia

Staff:

  • Psicologa-Psicoterapeuta: Dr.ssa Michela Monfredo
  • Psicologa-Psicoterapeuta: Dr.ssa Laura Dallenegra

Presso il dipartimento di Oncologia-Ematologia dell’Ospedale di Piacenza, con l’aiuto costante dell’Associazioni di Volontariato AMOP Ass. Piacentina Malato Oncologico e APL Ass. Piacentina per la cura della Leucemia, è attivo un “Servizio di Psicologia”, cui possono afferire tutti i pazienti e i familiari.
Tale Servizio offre uno spazio di accoglienza e  disponibilità all’ascolto all’interno del contesto di cura. Lo scopo principale è quello di  supportare le necessità psicologiche del paziente e dei suoi familiari in tutte le fasi di malattia, con interventi individuali e di gruppo.

Gli obiettivi sono:

  • Garantire un supporto psicologico ai pazienti e ai familiari durante il percorso di malattia;
  • Facilitare la comunicazione all’interno dell’equipè sanitaria;
  • Assicurare la formazione ai volontari operanti nel Dipartimento, aiutandoli nella relazione con il paziente;
  • Svolgere attività di ricerca volte a monitorare la Qualità della Vita del paziente durante il percorso di cura.

Attività clinica:

  • Supporto psicologico: è un aiuto psicologico che porta a comprendere, riattivare e rinsaldare le proprie energie, capacità, soluzioni e motivazioni interne, permettendo il superamento di blocchi ed ostacoli psichici. Il supporto psicologico può essere utile quando un problema psicologico tende ad aumentare di intensità e frequenza cronicizzando ed invadendo in modo disfunzionale tutte le varie sfere vitali.
  • Counseling: serve ad orientare, sostenere e sviluppare le potenzialità del paziente, promuovendo atteggiamenti attivi, propositivi e stimolando la capacità di scelta. Il counselling è una speciale forma d’aiuto di cui i malati di cancro spesso necessitano per capire il modo in cui si comportano ed il perché di determinati sentimenti, in quanto risultato delle paure fisiche e psicologiche provocate da una diagnosi di tumore e del suo trattamento. Il counseling si occupa di problemi contestualmente circoscritti ed è finalizzato a consentire al paziente una visione realistica di sé. il counselling su misura, che mira al miglioramento della qualità di vita ed al superamento di difficoltà psicosociali; il counselling strutturato, che si focalizza in particolare sulla riduzione dello stress e sull’aumento di efficaci strategie di coping.
  • Psicoterapia, individuale e/o familiare: è un intervento psicologico finalizzato a far superare al paziente una sofferenza psicologica. Lo scopo della psicoterapia in ambito oncologico è quello di contemperare qualità e quantità di vita del paziente, valutandone le possibilità di adattamento attraverso l’individuazione dei bisogni che investono prevalentemente la sfera psichica.
  • Arte terapia: è una forma di psicoterapia, nella quale accanto alla comunicazione verbale viene utilizzata anche quella non verbale. Ha come scopo il miglioramento della qualità di vita dell’utente, e come strumento la comunicazione. Ciò che la contraddistingue è la forma particolare di comunicazione, basata sull’espressività della creazione artistica. I contenuti riguardano sia la comunicazione di emozioni difficile quali ansia, paura rabbia, sia rappresentazione di elementi positivi legati alla vita presente e passata del paziente.
  • Gruppi espressivi supportivi: presso il D.H di oncologia dell’Ospedale di Piacenza  sono attivi gruppi esperienziali con lo scopo di facilitare l’incontro e la comunicazione fra i pazienti e il confronto su tematiche importanti legate al percorso di cura. I gruppi offrono un'opportunità di riscoprire e riattivare il proprio potenziale energetico attraverso processi creativi.
  • Terapie familiari: La famiglia è il sistema vivente di riferimento principale nell'esperienza emotiva di una persona, è il primo contesto esperienziale all'interno del quale i sintomi assumono una funzione precisa per il funzionamento relazionale del gruppo di persone che ne fanno parte. Le terapie familiari prendono in considerazione gli effetti del cambiamento provocato dall’evento cancro sul sistema famigliare. Questi vanno da un possibile blocco a livello comunicazionale (parlare della sofferenza diventa un divieto condiviso all’interno della famiglia), ad un’iperprotezione del malato da parte degli altri membri del sistema e ad un’ipercoinvolgimento che può portare ad una chiusura sistematica della famiglia alle risorse esterne (connesso frequentemente ad un’incapacità del sistema di   chiedere aiuto). Si deve poi porre l’accento sugli effetti che la malattia in sè provoca nella famiglia, come in particolare la sua influenza sulla dimensione emotiva, sull’organizzazione della vita familiare, sulla costruzione delle relazioni..  
  • Consulenza psicologica per bambini e ragazzi che stanno affrontando la malattia di un familiare

Informazioni primo colloquio

L’invio del paziente/familiare per un colloquio conoscitivo con lo psicologo può provenire da:
paziente/familiare stesso che contatta direttamente lo psicologo di riferimento per l’UO.
richiesta esterna da parte di un operatore sanitario (medico o infermiere) o di un familiare, che richiedono un colloquio conoscitivo con lo psicologo di riferimento per l’UO.

Contatti

D.H Oncologia
Accettazione 0523 302254   Psicologa 0523 302458

Oncologia Reparto
Accettazione 0523 302712 Psicologa 0523 302720

Radioteapia  0523 302388

Ematologia
D.H accettazione 0523 303719 Reparto 0523 303737 Psicologa 0523 303731

Attività di ricerca

Il Servizio di psicologia partecipa a due attività di ricerca volte a monitorare la qualità della vita del paziente onco-ematologico durante il suo percorso di cura; nello specifico i progetti attivi sono:
studio sulla qualità di vita nei pazienti in età lavorativa: ha l’obiettivo di comprendere qual è l’impatto della malattia e delle cure sulla qualità di vita dei pazienti in particolare sulla ripresa dell’attività lavorativa
studio sulla qualità di vita e i bisogni dei pazienti anziani: rivolto ai pazienti dai 65 anni, è volto a comprendere l’esistenza di un disagio psico-sociale e se possibile comprendere quanto la malattia accentua /favorisce un disagio precedente.