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Gestione accesso percorso benessere donna

RESPONSABILITA’

DIREZIONE SCIENTIFICA:

cognome e nome: dr. Cirillo Carra
indirizzo:
e-mail:


PARTNERSHIP:

ente: Az.  USL di Piacenza – UU.OO. Assistenza Primaria  Piacenza, Val Tidone e Montagna
indirizzo:
e-mail di riferimento:


SCENARIO DI RIFERIMENTO:

La tutela della salute, in ambito materno-infantile, è uno degli obiettivi sanitari prioritari dell’OMS a livello mondiale e costituisce un impegno di valenza strategica dei sistemi sociosanitari per il riflesso che gli interventi in tale ambito hanno sulla qualità del benessere psicofisico della popolazione generale.
Negli ultimi anni in tutti i paesi industrializzati si sono verificati notevoli cambiamenti relativi alla dinamica demografica e alle condizioni socioeconomiche, di conseguenza sono state emanate leggi e normative per operare e disciplinare il conseguente e coerente processo di trasformazione strutturale dei servizi riguardo anche alla definizione dei livelli assistenziali.
In questa prospettiva è in atto una rimodulazione delle attività consultoriali con l’obiettivo di superare una gestione frammentaria delle problematiche relative alla tutela della salute femminile attraverso la realizzazione di percorsi integrati e codificati che intendano dare risposta al problema clinico e non alla richiesta di singole prestazioni.
La modalità dell’accesso e le sue caratteristiche di qualità, in ogni percorso, sono fondamentali e determinanti per il conseguimento di quest’obiettivo.

CRITICITA’ :

Nella nostra azienda l’attuazione di queste disposizioni legislative è ancora incompleta, il processo di coordinamento dipartimentale dei servizi consultoriali, la loro integrazione ai diversi livelli operativi, la definizione di percorsi specifici del benessere donna e delle rispettive interfacce con i reparti ospedalieri sono in fase iniziale.
Le modalità di accesso, le facilitazioni per utenti con particolari problematiche, la gestione della richiesta di prestazione urgente sono differenti da distretto a distretto.
In particolare al Centro Salute Donna di Piacenza, a differenza degli altri distretti, l’accoglienza è gestita dal personale amministrativo con conseguenze negative sulla fruibilità del servizio e sulla tempestività e appropriatezza della presa in carico.


SVILUPPO PROGETTUALE:

DESCRIZIONE DEL PROGETTO :

Dall’analisi della situazione esistente e delle criticità emerse, attraverso il confronto con le disposizioni contenute nel PSR si è proceduto a delineare una modalità di accesso omogeneo in tutti i distretti che garantisca:

  1. L’appropriatezza dell’accoglienza al fine di decodificare e valutare la richiesta
  2. La tempestività della presa in carico
  3. L’efficacia e l’efficienza degli interventi attraverso la valorizzazione del consultorio come luogo di consulenza e di governo dei percorsi e non come centro erogatore di visite specialistiche
  4. La fruibilità in particolare per le categorie di utenti con specifiche problematiche (giovane minorenne, cittadino non residente

Il lavoro del gruppo si è così articolato:

  • Definizione e stesura della procedura relativa all’accesso di routine e dei relativi indicatori
  • Definizione e stesura della procedura relativa all’accesso nei casi urgenti e dei relativi indicatori
  • Definizione e stesura delle procedure di accesso all’approfondimento diagnostico e di collegamento e dei relativi indicatori.

Dall’analisi della situazione esistente e delle criticità emerse, attraverso il confronto con le disposizioni contenute nel PSR si è proceduto a delineare una modalità di accesso omogeneo in tutti i distretti che garantisca:

  1. L’appropriatezza dell’accoglienza al fine di decodificare e valutare la richiesta
  2. La tempestività della presa in carico
  3. L’efficacia e l’efficienza degli interventi attraverso la valorizzazione del consultorio come luogo di consulenza e di governo dei percorsi e non come centro erogatore di visite specialistiche
  4. La fruibilità in particolare per le categorie di utenti con specifiche problematiche (giovane minorenne, cittadino non residente

Il lavoro del gruppo si è così articolato:

  1. Definizione e stesura della procedura relativa all’accesso di routine e dei relativi indicatori
  2. Definizione e stesura della procedura relativa all’accesso nei casi urgenti e dei relativi indicatori
  3. Definizione e stesura delle procedure di accesso all’approfondimento diagnostico e di collegamento e dei relativi indicatori.

1) Accesso di routine
Al fine di garantire i fattori di qualità menzionati e in particolare l’appropriatezza e la tempestività della presa in carico, fattori indispensabili in casi specifici, per l’efficacia degli interventi, si è stabilito che l’operatore più adeguato e competente per effettuare l’accoglienza è l’ostetrica.
In questo modo viene privilegiato l’accesso diretto che favorisce una maggiore fruibilità dei servizi per le categorie di utenti con specifiche problematiche (giovane minorenne, cittadino non residente) per le quali sono stati anche definite facilitazioni di orario declinate per distretto.
Nei consultori con bacino di utenza maggiore dei distretti Val Tidone e Val d’Arda sono programmate una o più aperture pomeridiane con presenza del ginecologo/a e dell’ostetrica fino alle ore 17 con accesso libero; nel distretto urbano è previsto l’ampliamento dell’orario del consultorio giovani e le attività del Centro Salute Donna da dicembre ’06 sono articolate sulla fascia oraria 8,30-18,30 da lunedì a venerdì, sabato mattina dalle 8,30 alle 12,30, con spazi pomeridiani giornalieri per l’accesso diretto e l’accoglienza
Sono stati individuati i casi in cui è necessario a una presa in carico tempestiva con i relativi indicatori
E’ stata quindi condivisa e redatta una procedura relativa all’accesso di routine uniforme nei distretti.

2) Accesso nei casi urgenti
Successivamente si è analizzato il significato di prestazione urgente nei consultori, differenziandola dall’emergenza e intendendo per criterio di valutazione dell’urgenza la relazione tra la severità della condizione e il beneficio atteso da un tempestivo intervento che modifichi in modo notevole la situazione.
Conseguentemente è stata redatta una procedura differenziando le situazioni con necessità di una prestazione urgente di tipo consultoriale e quelle in cui doveva essere attivato, con urgenza, un raccordo con il P.O.

3) Accesso al secondo livello
E’ stato infine definito il profilo della presa in carico intesa sia come processo integrato e continuativo che come governo di un insieme articolato e coordinato di interventi finalizzati alla promozione della salute e alla cura in situazioni cliniche definite.
Essa si concretizza pertanto attraverso la realizzazione di percorsi con facilitazioni di raccordo tra i diversi servizi interessati, favorendo la continuità terapeutica e garantendo la coerenza complessiva dell’intervento.
Per favorire ciò, nei percorsi già standardizzati (assistenza alla gravidanza fisiologica, consulenza e cura per l’IVG) e nel percorso di specialistica ginecologica, viene fissato contestualmente alla visita, se necessario, l’appuntamento successivo. I collegamenti alle prestazioni di approfondimento diagnostico.(inteso come ogni indagine biofisica o biochimica che non può essere effettuata durante la visita e che è indispensabile per una corretta diagnosi e terapia), sono stati definiti nei seguenti percorsi:
-assistenza alla gravidanza fisiologica
-consulenza e cura per IVG,
-consulenza e cura per problematiche ginecologiche
-screening K portio
E’ stato individuato inoltre un percorso specifico in caso di necessità di approfondimento diagnostico e di consulenza di II livello urgente.
E’ stata quindi condivisa e redatta una procedura di accesso al secondo livello uniforme nei distretti e si sono individuati i relativi indicatori.

Gli approfondimenti diagnostici in ambito ostetrico ginecologico possono essere effettuati presso i consultori di II livello (CSD) e/o nelle U.O. ospedaliere. Considerata la presenza, in questa azienda, di un solo consultorio di II livello, si è ritenuto indispensabile evidenziare nella stesura della procedura alcune differenze tra i distretti, mirando comunque alla massima omogeneità complessiva.

METODOLOGIA ADOTTATA :

  • gruppi di lavoro con i professionisti referenti delle UU.OO.coinvolte

OBIETTIVI PREVISTI :

  1. Riorganizzare e definire il percorso di accesso della donna ai servizi offerti differenziandolo per tipologia (percorso nascita, percorso per problematiche ginecologiche, percorso IVG) e per livello di offerta (1°e 2°)
  2. Codificare le modalità di gestione   dell’urgenza
  3. Sperimentare i percorsi di accesso definiti e di trasferimento e raccogliere i dati relativi ai risultati

OBIETTIVI REALIZZATI:

  1. Riorganizzazione e definizione del percorso di accesso differenziato per tipologia e per livello di offerta
  2. Codificazione della modalità di gestione dell’urgenza
  3. Non è stata effettuata la sperimentazione dei percorsi di accesso e di trasferimento definiti

INDICATORI PER LA VALUTAZIONE DEI RISULTATI :

Procedure di accesso, di collegamento alle attività di approfondimento diagnostico, di gestione della prestazione urgente uniformi nei consultori aziendali (all.)
Tempestività di presa in carico:  

  • appuntamenti per 1° visita in gravidanza entro 10 giorni dalla richiesta
  • appuntamenti per visita per IVG entro sette giorni dalla richiesta
  • riduzione del 20 %degli accessi impropri per prestazioni di ostetricia e ginecologia al PS del P.O. di PC: codici bianchi

Appropriatezza ed efficacia delle modalità di presa in carico

  • 90% delle gravidanze a termine seguite dai consultori con presa in carico (almeno sei visite effettuate presso i consultori)

|Efficienza e efficacia dei raccordi tra I e II livello

  • 80% delle colposcopie prenotate direttamente
  • 80% delle ecografie di II livello prenotate direttamente

MATERIALI PRODOTTI :

procedure relative a

  1. Accesso di routine
  2. Gestione della prestazione urgente
  3. Accesso al II livello e collegamento alle attività di approfondimento diagnostico

ALTRI OUTPUT

DIFFICOLTA’ INCONTRATE:

  •  Omogeneizzazione dell’accesso al II livello ospedaliero per la presenza di due differenti reparti di ostetricia e ginecologia

ELEMENTI DI INNOVAZIONE RAGGIUNTI :

Realizzazione di un percorso di accesso ai servizi consultoriali omogeneo in tutti i distretti e differenziato per tipologia di intervento e per livello.
Acquisizione da parte del gruppo degli operatori consultoriali di metodologie di lavoro di tipo progettuale con verifica dei risultati raggiunti attraverso il rilievi dei dati degli indicatori di appropriatezza e di efficacia degli interventi

TRASFERIBILITA’ DEI RISULTATI RAGGIUNTI :

CAMPI ULTERIORI DI SVILUPPO :

  • Sperimentazione dei percorsi di accesso e di trasferimento definiti e raccolta dei dati relativa ai risultati
    Implementazione e condivisione di linee guida per la definizione di gravidanza a rischio e collegamenti con il II livello ospedaliero.