Manuale di formazione per i Tutor
A cura del Servizio Prevenzione e Protezione
dell'Azienda Usl di Piacenza.
Introduzione
Indice delle schede didattiche
- Il D.Lgs 626/94 : gli attori della prevenzione
- La prevenzione incendi, l'evacuazione , il primosoccorso e la sicurezza e l'emergenza negli ospedali
- Il rischio biologico
- Rischio chimico : quali conseguenze per la salute
- Richio da anestetici per inalazione
- Il richio genotossico
- Rischi derivanti da rifiuti ospedalieri
- La movimentazione manuale dei carichi
- Il rischio elettrico
- Rischio da radiazioni ionizzanti
- Rischio da radiazioni non ionizzanti
- Lavoro a turni e salute
- Il rischio psicologico da stress
- Videoterminale e salute
- Dispositivi individuali di protezione ( D.P.I.)
- Segnaletica di sicurezza
Indice Esercitazioni
- Primo modulo: D.lgs. 626/94
- Secondo modulo: rischi specifici
- Terzo modulo:prevenzione incendi e gestione delle emergenze
Introduzione
La formazione e l'informazione: il tutor aziendale
Le dimensioni dell'Azienda (n. 3.500 Operatori circa), la molteplicità delle sedi di lavoro (sette ospedali e più di cento sedi di lavoro territoriali), l'articolazione di attività e compiti lavorativi (sanitari, tecnici, amministrativi) rendono evidente la complessità organizzativa che il Datore di Lavoro deve affrontare per garantire il funzionamento di una struttura come quella in cui operiamo e, peraltro, l'inserimento nelle “regole” di funzionamento di quelle relative alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ha ulteriormente aumentato la complessità di tale gestione.
Il Servizio di Prevenzione e Protezione Aziendale
ha individuato come punto strategico di un'Azienda come la Nostra
la formazione e l'informazione Aziendale del personale nell'ambito
della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Questo ha fatto sì che dal
'99 ad oggi questo Servizio, pur con limitate risorse umane, iniziasse
un progetto di formazione che, tenendo conto del dettato legislativo,
prevedeva la formazione di formatori nell'ambito delle professioni
sanitarie (“TUTOR 626”) e si impegnasse nell'elaborazione di materiale
didattico che è stato a suo tempo distribuito e commentato nelle
lezioni svolte nel corso specifico.
Nel programma di 14 incontri
sono stati trattati, in modo approfondito, vari argomenti di prevenzione
(rischi strutturali, rischi relativi a macchine ed impianti, rischi
chimici, fisici e biologici, ecc.) nonchè la Gestione del Rischio
per un totale di più 50 ore. La fase preliminare è quindi
terminata in un lavoro per gruppi di operatori che si sono esercitati
nell'allestimento di lezioni tematiche culminate in una giornata di prova
del corso base 626.
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Le schede didattiche
Il D.Lgs 626/94 : gli attori della prevenzione
Il D.Lgs. 626/94 ha introdotto nel panorama della sicurezza negli
ambienti di lavoro una
modifica delle modalità di approccio a tale argomento ed
in particolare l’impegno dell’impresa
nella prevenzione.
Coerentemente, quindi, sono state introdotte
nuove figure e la
norma ha reinterpretato la funzione dei responsabili già presenti.
Pertanto la “geografia”
della sicurezza negli ambienti di lavoro è profondamente
mutata e questo cambiamento
ha portato ad una più chiara distribuzione dei ruoli, delle
attività e dei compiti.
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La prevenzione incendi, l’evacuazione , il primo soccorso e la sicurezza e l’emergenza negli ospedali
All’interno delle strutture sanitarie è molto alto il pericolo di eventi che per le loro conseguenze possono portare ad un un’emergenza e per questo motivo la prevenzione di tali eventi è molto importante, come lo sono l’individuazione di procedure per la prevenzione e la gestione degli eventi imprevisti.
Una voce particolare è quella del primo occorso per gli operatori, per i pazienti e per gli utenti dell’ospedale che ha valore basilare nel gestire le situazioni di emergenza.
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Il rischio biologico
L’attività ospedaliera comporta un rischio derivante
dalla trasmissione di agenti biologici
ed in grado di provocare malattia infettiva in soggetti umani.
L’epatite B, l’epatite C, il virus dell’HIV e
la tubercolosi sono i quattro microrganismi
patogeni con i quali gli operatori sanitari vengono a contatto
più facilmente. La salvaguardia
degli addetti alle varie mansioni che comportano l’esposizione
a questi rischi consiste
prioritariamente nella prevenzione e nella protezione del contagio.
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Rischio chimico : quali conseguenze per la salute
Negli ambienti ospedalieri sono comunemente impiegate alcune centinaia di sostanze e materiali. Tali sostanze possono contaminare l’ambiente di lavoro sotto forma di spandimenti liquidi, aerosol, polveri, gas e vapori che rappresentano ,pertanto, una fonte di rischio per il personale sanitario interessato.
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Richio da anestetici per inalazione
Da molti anni sono noti i rischi per il paziente che deve essere
sottoposto ad anestesia.
Questo fatto ha stimolato da un lato la ricerca di composti ad
azione anestetizzante
sempre più maneggevoli e meno tossici per il paziente e
dall’altro l’adozione di tecniche
anestesiologiche più efficaci.
Un’attenzione particolare
invece è dedicata al problema
dei possibili effetti e/o danni per la salute derivanti dall’esposizione
professionale ad
anestetici del personale di sala operatoria o di luoghi ad esse
assimilati.
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Il richio genotossico
Nell’ambiente ospedaliero esistono diverse condizioni di
lavoro che espongono potenzialmente
ad agenti capaci di danneggiare il patrimonio genetico e pertanto
definiti “genotossici” con effetti di
tipo mutageno, cancerogeno e teratogeno.
Una corretta conoscenza
dei possibili rischi connessi a tali esposizioni è essenziale
per una consapevole
prevenzione primaria.
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Rischi derivanti da rifiuti ospedalieri
L’ospedale, così come ogni altra realtà aziendale
produttiva, da origine ad una notevole
quantità di rifiuti. Il problema relativo al loro smaltimento è piuttosto
complesso e riguarda
solo marginalmente gli operatori sanitari.
Tuttavia la fase di
raccolta e di deposito
temporaneo dei rifiuti può comportare un rischio per la
salute degli operatori sanitari.
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La movimentazione manuale dei carichi
Ogni attività in ambito ospedaliero comporta un lavoro
fisico che deve essere compatibile
con le capacità individuali.
In altri termini ogni lavoratore
deve essere idoneo alla
mansione che è chiamato a svolgere.
Nel caso si manifesti
una discrepanza tra lavoro
fisico e capacità individuale, il lavoratore può andare
incontro ad una serie di manifestazioni
che vanno dal semplice affaticamento a quadri patologici di tipo
cronico-degenerativo
che interessano l’apparato muscolo-scheletrico e soprattutto
la colonna vertebrale.
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Il rischio elettrico
In ambiente ospedaliero è molto diffuso l’uso di apparecchiature e strumentazioni elettrificate. L’inosservanza delle norme di sicurezza o l’uso scorretto delle apparecchiature può essere fonte di rischi da macro o micro shock elettrico per operatori e pazienti.
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Rischio da radiazioni ionizzanti
Il rischio derivante dall’uso di radiazioni elettromagnetiche
ionizzanti nei reparti di nelle
strutture sanitarie ed in particolare nelle uu.oo. di radiologia
e medicina nucleare è ben
noto.
Esso è legato alle attività diagnostiche e
terapeutiche ed in particolare a quelle di
radiodiagnostica e radioterapia e coinvolge gli operatori sanitari
addetti specificatamente
a tali attività ed all’uso degli strumenti e delle
attrezzature che emettono radiazioni
ionizzanti.
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Rischio da radiazioni non ionizzanti
Il rischio derivante da radiazioni non ionizzanti è legato alle attività sanitarie che prevedono l’impiego di attrezzature che generano questo tipo di radiazioni(quali ad esempio radarterapia, fototerapia, bisturi al laser, risonanza magnetica nucleare). Il rischio coinvolge gli operatori sanitari addetti specificatamente a tali attività ed all’uso delle attrezzature che generano campi elettromagnetici.
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Lavoro a turni e salute
Il lavoro a turni e notturno costituisce uno dei principali fattori organizzativi dell’assistenza sanitaria, ospedaliera in particolare. Esso si rende necessario per garantire un essenziale servizio sociale alla persona ed alla collettività, ma può d’altro canto costituire un fattore di rischio per il benessere psico-fisico dell’operatore.
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Il rischio psicologico da stress
L’organizzazione del lavoro in ambito ospedaliero, così come quella di altre realtà aziendali in altri settori, comporta l’esistenza di situazioni di costrittività organizzativa e quindi lavorativa che possono essere responsabili di alterazioni dello stato di salute del personale che si trova ad operare in tali condizioni.
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Videoterminale e salute
Un intenso impegno visivo può essere dovuto , in ambito
ospedaliero e non solo, all’impiego
di monitors, quadri retroilluminati, microscopi o a quello di personal
computer.
Il
rischio è legato alla peculiarità della prestazione
visiva che può comportare turbe
all’accomodazione ed alla convergenza.
Alcuni fattori ambientali
e organizzativi possono
agire sinergicamente all’impegno visivo nello sviluppo di
disturbi visivi e/o oculari.
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Dispositivi individuali di protezione ( D.P.I.)
Al termine di tutti gli interventi di prevenzione(misure tecniche,
organizzative e procedurali)
si possono rendere necessari interventi di protezione collettivi
e individuali che agiscono
sul rischio residuo.
Quando i rischi non possono essere sufficientemente
ridotti dagli
interventi di protezione collettiva allora sarà necessario
l’uso dei D.P.I.
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Segnaletica di sicurezza
Negli ambienti di lavoro la segnaletica svolge un ruolo importante
ai fini della sicurezza.
La sua funzione è quella di comunicare, rapidamente e chiaramente,
un messaggio di
sicurezza impiegando cartelli, colori e segnali secondo standard
internazionali inducendo
comportamenti adeguati da parte degli operatori.
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Indice esercitazioni :
- Primo modulo: D.lgs.626/94 (visualizza il documento pdf)
- Secondo modulo: rischi specifici (visualizza il documento pdf)
- Terzo modulo:prevenzione incendi e gestione delle emergenze(visualizza il documento pdf)
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A cura del Dr. Pugliese
