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... verso l'ampliamento

La governance della salute nel distretto di Levante

Il 21 aprile il presidente del Comitato del distretto di Levante Giovanni Compiani e il direttore generale dell’Ausl di Piacenza Andrea Bianchi sottoscrivono un accordo su “La governance della salute nel distretto Levante”.  

Il documento nasce come conclusione di un lungo e ampio percorso di riflessione, iniziato nel 2006 all’avvio della progettazione del nuovo corpo di fabbrica dell’ospedale di Fiorenzuola, che ha visto l’Azienda e gli Enti Locali interessati confrontarsi e dialogare in una logica di corresponsabilità rispetto alla governance sociale e sanitaria. 

Fin dall’inizio dell’iter, è subito apparso chiaro come la struttura esistente prima dell’ampliamento si fosse sviluppata nel tempo in modo a volte incoerente e si rendesse quindi necessario un ridisegno globale di tutto il complesso. La disposizione interna ed esterna degli ambienti e delle loro destinazioni, oltre all’insufficienza degli spazi, creava infatti tra l’altro difficoltà di gestione al personale sia per i flussi dei pazienti sia per la logistica dei servizi.
Consapevoli di queste lacune, nella definizione del nuovo disegno si sono considerati tre assi maggiori:
-     l’accoglienza dei pazienti e delle loro famiglie
-     le condizioni di lavoro del personale
-     l’organizzazione delle attività clinico-assistenziali, attenta a collocare il fabbisogno locale in un sistema più ampio di tutela della salute. 

Durante la riflessione con i soggetti istituzionali, l’Azienda ha proposto per l’ospedale della Val d’Arda un ruolo specifico nella rete “hub and spoke” provinciale. Il modello di rete, che prevede un centri di riferimento (hub) e altri punti (i raggi, spoke) di appoggio a essi collegati, è mutuato dal modello regionale e contestualizzato nella realtà piacentina.
Fiorenzuola si configura come un primo riferimento per i cittadini per le necessità di assistenza ospedaliera di base, facendo perno sulle unità operative di medicina e chirurgia.
La medicina generale, in particolare, offre una presa in carico dei pazienti a media intensità di intervento e multispecialistica, grazie alla presenza di medici competenti nelle discipline a maggior impatto epidemiologico (neurologia, pneumologia, oncologia).
La chirurgia tratta patologie programmate elettive anche di media complessità ed è centro di riferimento provinciale per la chirurgia della tiroide, la chirurgia della mano, la flebologia dinamica  e la chirurgia plastica ricostruttiva. Inoltre fornisce un servizio logistico e assistenziale per le attività svolte dalle equipe itineranti in ambito chirurgico specialistico, per esempio urologico.
In ambito ortopedico l’ospedale della Val d’Arda tratta la casistica di base (anche di traumatologia semplice e differibile), è riferimento aziendale per il trattamento neurochirurgico delle patologie del dorso e, insieme a Castel San Giovanni, è riferimento bipolare per la chirurgia protesica e la riabilitazione ortopedica.
Fiorenzuola conferma inoltre il proprio ruolo di centro nascita e di polo pediatrico di primo livello ed è riferimento aziendale per la cardiologia pediatrica.
I percorsi in urgenza sono stati definiti secondo criteri di precoce presa in carico, che offrono garanzie uniformi in tutto il territorio provinciale, accentramento a Piacenza in ragione della dotazione tecnologica e professionale presente nel capoluogo, ripresa in carico precoce in periferia.  

In questo disegno complessivo di rete provinciale si è inserita la progettazione specifica, resa possibile dalla disponibilità di spazi aggiuntivi del nuovo corpo di fabbrica.
L’assegnazione ha prestato attenzione a trasformare l’agglomerato attuale (corpo di fabbrica esistente ed edifici circostanti) in un modello articolato, anche attraverso un collegamento tra il complesso già esistente e la nuova costruzione, tramite un passaggio coperto, con l’effetto anche di agevolarne la visibilità quale rinnovato punto di riferimento urbano.
Nella nuova costruzione si è puntato a qualificare gli spazi per le attività di cura, realizzando una vera e propria area dedicata alla degenza di medicina, che fornisse anche una risposta alle necessità di lungodegenza, con attenzione alla palliazione e alla terminalità.
Ancora, un piano intero del nuovo edificio è stato destinato all’attività ambulatoriale di base e specialistica. Nel nuovo corpo di fabbrica è ampliato anche il servizio di dialisi.
In una logica di attenzione al cittadino e di accessibilità, con l’ampliamento l’ospedale disporrà di un parcheggio con oltre 100 posti auto e una reception funzionale all’attività di fronte office.
Nel corpo di fabbrica esistente si potrà quindi procedere a potenziare la connessione tra urgenza e attività chirurgica. È previsto infatti il potenziamento delle sale operatorie (che passano da tre a quattro), la realizzazione di un nuovo blocco parto (collegato con la sala operatoria), di un nuovo blocco endoscopie e di nuovo pronto soccorso, nonché l’ampliamento della radiologia.
Il progetto prevede inoltre la ridestinazione degli edifici circostanti, riunendo attorno all’ospedale tutti i servizi territoriali, nonché le associazioni gli e organismi di rappresentanza, attualmente dispersi in una decina di sedi diverse, realizzando così un modello di “cittadella sanitaria”. 

L’Azienda ha formulato gradualmente una propria proposta e, grazie al confronto nelle sedi istituzionali della committenza, è stato possibile affinare la progettazione tenendo conto della voce della cittadinanza che le istituzioni rappresentano.
Il lavoro di analisi dei bisogni prodotta dalla Commissione consiliare del Comune di Fiorenzuola (anche attraverso audizioni con diversi stakeholders) è stata infatti riportata in sede di Comitato di distretto.

Con l’ampliamento, l’ospedale unico della Val d’Arda passa da 159 a 181 letti, non solo recuperando la dotazione precedente alla definitiva riconversione della struttura di Cortemaggiore ma riequilibrando la dotazione di posti letto all’interno della rete provinciale, in particolare in relazione alla lungodogenza. L’aspetto qualificante non è però solo numerico: le stanze di degenza salgono da 60 a 86, con una forte attenzione al comfort dei pazienti. Le stanze ad un letto sono quintuplicate, le stanze a due letti raddoppiate: si va quindi verso una dismissione progressiva dei locali con 3 o 4 letti. Gli standard sono quindi notevolmente migliorati, con uno spazio medio per posto letto che passa da 60 da 110 metri quadrati.
Il progetto condiviso prevede anche un progressivo potenziamento della dotazione organica, sia sul fronte medico (a regime saranno cinque gli specialisti in più: medico di pronto soccorso, radiologo, anestesista, chirurgo, e neurologo) sia assistenziale (6 infermieri, 8 operatori socio sanitari e 2 fisioterapisti).
L’investimento per la ridestinazione e ristrutturazione del corpo di fabbrica esistente e per la messa a regime del nuovo edificio è consistente e i canali di finanziamento sono ben identificati tra fondi nazionali (ex art 20) regionali e risorse proprie dell’Azienda. 

Nel 2009, in particolare, si realizzano la nuova palestra per ortopedia (50mila euro) e il nuovo blocco endoscopia (100mila); in arrivo anche una nuova Tac (700mila euro) e l’aggiornamento del sistema Ris/Pacs. L’anno successivo sarà dedicato al nuovo blocco parto (100mila euro), al potenziamento delle sale operatorie (300mila) e al nuovo pronto soccorso (1,2 milioni euro). Nuovi appalti sono in cantiere per laboratorio e cucine. Nel 2012 è previsto anche l’ampliamento della radiologia (150mila euro).
Per quanto riguarda il nuovo corpo di fabbrica, gli arredi richiedono una spesa di un milione di euro, mentre l’allestimento della dialisi 150mila.


Per maggiori informazioni:

Foto

Accordo

Documento sottoscritto

L'intervento del presidente del comitato di distretto Giovanni Compiani

Il nuovo corpo di fabbrica

Il tunnel di collegamento

Un collage di immagini

La facciata del nuovo edificio