Pronto soccorso dell'ospedale di Piacenza
Al via, all’ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, i lavori per l’ampliamento del Pronto soccorso. L’inizio del cantiere è stato ufficializzato dal direttore generale dell’Ausl di Piacenza Andrea Bianchi alla presenza del sindaco Roberto Reggi e dell’assessore provinciale Pier Paolo Gallini.
I lavori sono stati affidati a un’associazione temporanea d’imprese che fa capo alla ditta Sandrini Costruzioni Spa di Trento. L’opera dovrebbe essere conclusa in 600 giorni lavorativi.
Il progetto prevede la realizzazione di un corpo di fabbrica aggiuntivo, l’ottimizzazione nell’utilizzo degli spazi e lo spostamento dei locali dedicati alla degenza di Medicina d’urgenza. Complessivamente, a intervento ultimato, la superficie utile destinata alle attività cliniche sarà quasi raddoppiata, passando da 1795 metri quadrati a 3040.
L’importo complessivo dell’opera è di 7milioni e 900mila euro. Il progetto è stato curato da un’associazione temporanea di progettisti, che ha visto lavorare insieme Altieri Spa di Thiene (Venezia), Svei di Roma e lo studio Oddi di Castelsangiovanni.
in Cantone del Cristo è stata spostata l’imponente gru (con un braccio di 53 metri) necessaria per la realizzazione dell’intervento, prima collocata nel nucleo antico dell’ospedale per il completamento di altre opere.
Alla fine del mese di agosto – spiega l’ingegner Franco Camia, direttore del dipartimento tecnico Ausl – si procederà alla realizzazione della nuova rampa di accesso di via Delle Valli. Una volta completata quella, in autunno, si procederà a spostare il cantiere in Cantone del Cristo.
Per approfondire
L’intervento di ampliamento del Pronto soccorso si configura come un progetto di complessa realizzazione, di significativo valore economico e di importanza strategica, viste le criticità logistiche attuali relative a un’attività preziosa per l’intera popolazione piacentina.La riprogettazione ha posto la direzione aziendale di fronte a una serie di questioni da valutare.
Sul fronte dell’accessibilità esterna, sono attualmente in essere due percorsi e altrettanti accessi distinti, uno pedonale e l’altro per chi giunge con un veicolo. Lo sdoppiamento degli ingressi rende critico il sistema dell’accoglienza, comprese le attività di triage. Inoltre, gli spazi molto ridotti che caratterizzano la viabilità a doppio senso di marcia sull’unico accesso da via Taverna possono creare situazioni di criticità, soprattutto in presenza di un elevato numero di mezzi di soccorso (per esempio, eventi di una certa gravità).
Per quanto riguarda l’accoglienza, l’attuale Pronto soccorso (progettato a metà degli anni Settanta, quando il numero degli accessi era la metà di quello odierno) pone problemi di dimensionamento, con spazi insufficienti per i flussi medi di ingresso giornaliero.
La stessa compresenza, nei locali, di pazienti con gravità diverse (codici bianchi e rossi) non permette di garantire gli standard massimi di assistenza. È inoltre possibile un miglioramento dei percorsi clinici, abbreviando la distanza dalla pediatria e accorciando altri tragitti oggi complessi.
L’intervento prevede la realizzazione di 6 macroaree:
- accoglienza e triage
- locali per pazienti con codici rossi e gialli e osservazione breve e intensiva
- spazi per pazienti con codici bianchi e verdi e consulenze specialistiche
- area per il pronto soccorso pediatrico,
- ambulatori per il pronto soccorso ortopedico e il controllo traumatologico
- sale per radiologia d’urgenza
Inoltre, si prevede una sostanziale modifica della viabilità esterna realizzando una nuova rampa di accesso al Pronto soccorso e incanalando il flusso veicolare in un’unica direzione.
Nuova organizzazione per intensità di cura
Contemporaneamente alla consegna del cantiere sono stati avviati anche i primi cambiamenti organizzativi, con le realizzazione di un piccolo trasloco dei locali dedicati all’emergenza urgenza.
“Abbiamo di fatto trasferito il Pronto soccorso – spiega il direttore dell’unità operativa Andrea Magnacavallo – nello spazio prima occupato dalla Medicina d’urgenza, che per questo motivo era stata precedentemente spostata al secondo piano, blocco C, del Polichirurgico (ex degenza di Oncologia)”.
I nuovi locali, che nel frattempo sono stati oggetto di interventi di riqualificazione per adeguarsi alle nuove funzioni, hanno consentito di riorganizzare l’attività per aree di cura. “Si tratta di una novità che di fatto anticipa – continua il primario – l’assetto organizzativo che sarà realizzato al termine dei lavori di ampliamento”. Invece dei tradizionali ambulatori visita, sono state realizzate tre aree per il trattamento e l’osservazione dei pazienti che accedono al pronto soccorso: le due aree più grandi (open space formato da due locali comunicanti) sono in grado di “ospitare” fino a 12 letti barella per il trattamento dei codici più gravi (gialli e rossi). In questo modo i pazienti barellati non dovranno più essere spostati – come accadeva prima – dentro e fuori dagli ambulatori sostando nei corridoi, ma permarranno negli ambienti dedicati per tutta la durata della degenza in Pronto soccorso.
Nell’area più piccola sono invece trattati prioritariamente i codici meno gravi (quindi gialli e verdi) e non barellati (che sono autonomi e possono muoversi con proprie gambe) che quindi possono avere una corsia a loro dedicata. Questa rappresenta una novità rispetto alla precedente organizzazione che dovrebbe portare a una diminuzione del tempo di attesa per la prima visita.
Nelle ore diurne, in ciascuna di queste aree opera una equipe medico-infermieristica.
Altra importante novità del mini trasloco del reparto riguarda il triage, ovvero la postazione di accoglienza infermieristica, nella quale viene valutata la gravità del paziente che accede e stabilito il codice di priorità alla visita medica. Adesso il desk è a diretto contatto con il pubblico e con la sala d’attesa, senza le precedenti barriere. Chi entra o attende, quindi, può fare riferimento immediato al personale del triage.
“In questo modo – sottolinea Paola Nassani, coordinatrice infermieristica del reparto – ci allineiamo a una forma organizzativa già applicata nei grandi ospedali e in molti centri dell’Emilia Romagna”.
Lo spostamento ha consentito anche di ampliare gli spazi a disposizione del triage che potranno accogliere contemporaneamente fino a 5 o 6 barelle.
“L’anomalia che ancora rimane da risolvere e che potrà essere superata definitivamente solo con l’ampliamento è quella del doppio accesso”, aggiunge il dottor Magnacavallo. Infatti, se l’ingresso pedonale rimane quello generale del polichirurgico, automobili e ambulanze continuano a passare dall’apposita rampa.
Un’altra innovazione riguarda poi la presenza dei parenti. “Ai congiunti delle persone particolarmente fragili – evidenzia la caposala Nassani – è offerta l’opportunità di stare accanto ai malati”.
“Il trasloco nei locali dell’ex Medicina d’urgenza – conclude Guido Pedrazzini, direttore di Presidio unico dell’Ausl di Piacenza – va nella direzione di migliorare l’organizzazione e cominciare a strutturare l’attività in una logica d’intensità di cura. Questo dovrebbe portare a migliorare i tempi di risposta anche per i codici meno gravi e potenziare la recettività degli spazi per i trattamenti”.
I locali liberati cominceranno intanto a essere oggetto di interventi strutturali per l’ampliamento complessivo previsto dal progetto.
Lo spostamento permetterà inoltre di allontanare il cantiere dalle attività cliniche con minor disturbo per i pazienti e gli operatori e con beneficio anche sui tempi di lavoro.























