Amianto, il nuovo Piano della Regione

Sicurezza al primo posto

La costruzione di archivi di lavoratori attualmente o precedentemente esposti all’amianto. Un ulteriore rafforzamento dell’attività di vigilanza e controllo. La presa in carico “globale” dei pazienti affetti da mesotelioma, per fornire la migliore assistenza sia in ospedale che sul territorio garantendo anche il supporto medico-legale e psicologico. La definizione di procedure uniformi regionali di riferimento per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità di materiale contente amianto in matrice compatta da parte dei privati cittadini.

Sono solo alcune delle novità del nuovo Piano Amianto della Regione Emilia-Romagna, presentato il 7 dicembre in viale Aldo Moro nel corso di una conferenza stampa in cui è anche stata annunciata la disponibilità di risorse regionali per oltre 3 milioni di euro nel 2018.

Inoltre, è proprio di questi giorni l’annuncio, dato dal ministro Galletti, che le Officine Grandi Riparazioni di Bologna saranno individuate, con la legge Finanziaria 2018, come 41esimo Sito di interesse nazionale, a cui il ministero destinerà per il prossimo anno 1 milione di euro. In Emilia-Romagna sarà il secondo Sin: si aggiunge infatti a quello di Fidenza già destinatario, nel corso di questa legislatura regionale, di 4 milioni di euro per la bonifica.

“Questo nuovo Piano- ha sottolineato il presidente, Stefano Bonaccini- è frutto di un proficuo confronto, che rappresenta uno strumento di continuità con il passato ma, al tempo stesso, vuole sviluppare nuove azioni. Siamo gli unici in Italia ad aver sottoscritto con tutte le parti sociali un Patto per il lavoro che ha l’obiettivo di dimezzare la disoccupazione entro il 2020, ma al tempo stesso di prendersi sempre più cura del territorio, e dunque della sua qualità, sicurezza e manutenzione. Perché la sicurezza di un territorio- ha aggiunto il presidente- deve sempre venire al primo posto, soprattutto quando si parla di luoghi di lavoro. Ora il Piano è qui, è realtà. Grazie a un lavoro di squadra che ancora una volta ha coinvolto i rappresentanti delle organizzazioni sindacali e l’Anci regionale: segno che quando ci si mette insieme, con finalità comuni e collaborazione fattiva, le cose si possono fare bene”.

“Come per altri temi, anche in questo caso abbiamo lavorato con un approccio integrato- hanno spiegato gli assessori regionali all’Ambiente, Paola Gazzolo, e alle Politiche per la salute, Sergio Venturi-. Quello dell’amianto è un tema trasversale, che va dalla mappatura della sua presenza sul territorio, e quindi la bonifica e lo smaltimento, alla gestione delle problematiche estremamente complesse della presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma. Con questo Piano ribadiamo e rafforziamo il nostro impegno concreto per la tutela della salute, dell’ambiente e per la prevenzione della salubrità nei luoghi di lavoro. Lo dobbiamo a tutti- hanno ricordato Venturi e Gazzolo- ed è un modo per rendere giustizia a chi ancora oggi si ammala per esposizione all’amianto, e a chi è morto”.

Il Piano Nazionale Amianto e il nuovo Piano Amianto della Regione Emilia-Romagna

Il “Piano Nazionale Amianto - Linee di intervento per un’azione coordinata delle Amministrazioni statali e territoriali”, elaborato nel marzo 2013, pur in assenza di un accordo Stato-Regioni e Province Autonome, rappresenta un riferimento per gli indirizzi strategici in materia di prevenzione negli ambienti di vita e di lavoro. Affronta settori di intervento quali l’epidemiologia, la valutazione del rischio e la sorveglianza sanitaria.

I contenuti del nuovo Piano Amianto della Regione Emilia-Romagna, che tiene conto del documento nazionale, sono stati definiti coinvolgendo i rappresentanti delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, e dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (Anci) Emilia-Romagna. Tra gli obiettivi del nuovo testo, che rientra nel più ampio Piano regionale della Prevenzione 2015-2018, c’è l’ulteriore consolidamento della sorveglianza epidemiologica e sanitaria, della conoscenza sulle attuali esposizioni all’amianto e il miglioramento della tutela della salute e della qualità degli ambienti di vita e di lavoro in relazione al rischio.

Le azioni previste

Tra le azioni previste, la “sistematizzazione” di archivi regionali informatizzati dei lavoratori esposti ed ex esposti, il miglioramento dei processi di acquisizione delle informazioni sulla diffusione di amianto nelle condotte degli acquedotti, il consolidamento della capacità d’analisi dei laboratori. Per effettuare le bonifiche e i controlli secondo criteri di priorità, in raccordo con gli altri enti coinvolti, il Piano vuole approfondire le più efficaci modalità di mappatura e promuovere procedure semplificate fra i diversi enti pubblici per gestire le segnalazioni per presenza di amianto. Non solo: si punta a favorire sistemi più veloci per la rimozione e lo smaltimento di piccole quantità di amianto in matrice compatta da parte dei privati cittadini; attualmente questa tipologia di raccolta è già presente circa nell’80% dei Comuni e gratuita nel 50%.

Per tutelare ancora di più i lavoratori che sono esposti - o che sono stati esposti -all’amianto, il Piano prevede la costruzione di un programma regionale di assistenza, informativa e sanitaria, dedicata ai lavoratori ex esposti ad amianto nei Dipartimenti di Sanità Pubblica delle Aziende Usl, e l’istituzione di una rete regionale per la presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma pleurico. Il Piano, inoltre, vuole migliorare la qualità della cura di questi pazienti attraverso la messa a punto di un modello che consenta la presa in carico globale, in grado di fornire la migliore assistenza sia in ospedale che sul territorio garantendo anche il supporto medico-legale e psicologico.

Per consentire un approccio trasversale fra i settori ambiente, salute e lavoro, e la cooperazione tra i diversi soggetti coinvolti, sono previsti l’istituzione di una Cabina di regia, con funzioni di indirizzo e monitoraggio dell’applicazione del Piano, e di un Gruppo tecnico regionale, che si avvarrà di Gruppi di lavoro tematici, composti da esperti di diversa professionalità, con il compito di supportare la realizzazione e lo sviluppo del Piano Amianto nel tempo, anche in relazione alle mutate condizioni di contesto e alle esigenze della popolazione.

Questa pagina è stata modificata il: 11/12/2017

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