“Primavera, tempo di allergie”

La rinite - I consigli dei nostri allergologi

La rinite allergica (RA) è una malattia infiammatoria cronica della mucosa nasale, derivante dalla complessa interazione tra cellule infiammatorie, mediatori dell’infiammazione e citochine e sostenuta dal contatto con allergeni inalanti in soggetti sensibilizzati.
I principali allergeni sono rappresentati dai pollini (soprattutto Graminacee ma anche Paritaria, Composite, alberi), dagli acari della polvere, dai derivati epidermici di animali (più frequentemente cane e gatto) e da spore di miceti (in particolare Alternaria e Cladosporidium).

1. Epidemiologia ed impatto della rinite allergica sulla qualità di vita (HRQL)
La rinite allergica appare in costante aumento. Fra i fattori di rischio certi si riconoscono l’inquinamento ambientale, la presenza di familiarità, l’asma, l’esposizione precoce agli allergeni domestici (acari della polvere, forfora di animali), lo svezzamento precoce.
La rinite allergica è considerata una malattia non grave e certamente non a rischio di vita. Nonostante tutto essa limita in maniera significativa la vita quotidiana e di conseguenza il rendimento scolastico e lavorativo con conseguente aumento dei costi sociali diretti (spese mediche, legate soprattutto alla necessità di utilizzare farmaci sintomatici) e costi indiretti dovuti alla diminuzione del rendimento lavorativo (la rinite allergica è infatti una delle più importanti cause di assenteismo dal posto di lavoro).
La rinite allergica ha un impatto reale e misurabile sulla qualità della vita considerato superiore a quello di una malattia cronica ben più grave, come ad esempio il diabete mellito. Infatti il paziente con rinite convive con importanti limitazioni dovute sia ai sintomi sia alla necessità di utilizzare cronicamente i farmaci, sia ai problemi legati alla vita sociale: disturbi del sonno che portano a sonnolenza diurna, difficoltà di concentrazione, cefalea, alterazione dell’umore, depressione, irritabilità e stanchezza; condizioni che possono incidere pesantemente sulla vita di relazione e professionale.
Nell’ambito della sintomatologia della rinite allergica l’ostruzione nasale rappresenta senza dubbio il sintomo più invalidante in quanto condiziona pesantemente la qualità di vita interferendo con la normale struttura del sonno ed inoltre favorisce nel tempo la comparsa di complicanze quali la rinosinusite e la poliposi nasale.

2. Caratteristiche cliniche della rinite
I sintomi caratteristici della RA sono rappresentati da:

  • crisi accessionali di starnuti,
  • rinorrea sierosa,
  • ostruzione nasale,
  • prurito nasale.

Sono spesso associati prurito oculare, iperlacrimazione e prurito al palato, mentre nei casi più gravi si associano anche voce con timbro nasale, cefalea, astenia e irritabilità. Sintomi di accompagnamento più rari possono essere sensazione di vellichio e tosse secca. L'esame obiettivo dei pazienti con rinite allergica permette di rilevare una mucosa nasale umida, congesta, frequentemente pallida, con abbondante secrezione sierosa. La mucosa congiuntivale appare spesso iperemica.
I pazienti affetti da rinite vengono comunemente suddivisi in:
- sneezer and runner, che presentano principalmente starnuti, rinorrea acquosa, prurito ed ostruzione nasale, cui spesso si associa congiuntivite;
- blocker, il cui sintomo principale è rappresentato dall’ostruzione nasale, a cui si può associare la presenza di catarro e solo occasionalmente starnuti.
Inoltre nei pazienti con rinite possono essere presenti edemi periorbitali legati alla congestione venosa nella zona oculare e  il “saluto allergico”, ovvero la tendenza a sfregare il naso con il dorso della mano per facilitare la respirazione.

 

3. Comorbidità
La rinite allergica, specie se non trattata e sottovalutata da parte del paziente e del medico curante, può evolvere verso diverse condizioni morbose, quali:
1. Infezioni dell'orecchio e dei seni nasali e paranasali. Condizioni secondarie all'ostruzione delle tube di Eustachio e degli osti dei seni da parte dell’infiltrato infiammatorio.
2. Effetti sul sonno e sulla qualità di vita. L'ostruzione nasale derivante dalla rinite causa disturbi del sonno (apnee notturne, insonnia e russamento) e conseguente affaticamento e stanchezza durante la giornata; oltre che perdita dell’olfatto e del gusto.
3. Effetti sullo stato di attenzione ed apprendimento. Impatto negativo della rinite sulle funzioni cognitive. Alcuni studi hanno mostrato che i bambini con rinite allergica mostrano più facilmente timidezza, depressione, ansia e fobie rispetto ai loro coetanei.
I disturbi del sonno possono avere inoltre un significativo effetto negativo sulla performance scolastica e sulla autostima.
4. Problemi ortodontici. L'ostruzione nasale cronica nei bambini può causare una eccessiva respirazione orale che porta ad un eccessivo allungamento del volto, ad un innalzamento dall'arcata palatina ed a problemi di malocclusione;
5. Incidenza e controllo dell'asma. Dati recenti hanno confermato la frequente associazione tra rinite ed asma bronchiale e, più precisamente, tra rinite allergica ed asma bronchiale allergico e tra rinite non allergica ed asma bronchiale intrinseco. L’asma e la rinite allergica possono pertanto essere considerate espressione di un’unica malattia infiammatoria delle alte e delle basse vie respiratorie, tanto che è stato coniato il termine di “One Airway Disease”.
La coesistenza di rinite negli asmatici è circa del 70-80% e la sintomatologia asmatica è presente nel 40-50% circa dei pazienti con rinite allergica; nei pazienti con rinite allergica il rischio di sviluppare asma è 10 volte maggiore rispetto ai soggetti sani di controllo.

4. Strategie terapeutiche della rinite allergica
Vista la sua stretta correlazione con l’asma, la terapia della rinite allergica deve essere rivolta non solo al controllo dei sintomi ma innanzitutto al trattamento dello stato infiammatorio sottostante per impedirne la progressione verso la cronicizzazione e il coinvolgimento delle basse vie aeree. L’approccio ideale alla malattia sarebbe ovviamente, ove possibile, quello di intervenire sulle cause che la determinano. Una prevenzione primaria si può realizzare sin dai primi giorni di vita con il ricorso, soprattutto nei soggetti a rischio, all’allattamento al seno materno per almeno 4-6 mesi, una prevenzione ambientale che limiti l’esposizione alla polvere, agli animali domestici e al fumo attivo e passivo.
La prevenzione secondaria è riservata a soggetti già sensibilizzati, per i quali l’allergene causale è rappresentato principalmente dai derivati dell’epitelio di animali domestici o dagli acari della polvere. Le norme di prevenzione ambientale prevedono l’utilizzo di un arredamento semplice e facile da pulire, la rimozione dall’ambiente in cui si dorme di tendaggi, peluches, tappeti, libri, un’accurata pulizia delle superfici, dei materassi e dei cuscini. Nel caso della rinopatia da allergeni ambientali invece l’unico consiglio utile è di limitare, durante il periodo della fioritura, per quanto possibile l’esposizione.
La prevenzione terziaria si concretizza nella terapia desensibilizzante e nella terapia farmacologia sintomatica, atte a ridurre i sintomi qualora il soggetto sensibilizzato entri in contatto con l’allergene e a prevenire la cronicizzazione del processo, il coinvolgimento delle vie aeree inferiori e lo sviluppo di complicanze (rinosinusiti, rinotiti, faringo-tonsilliti ricorrenti). La terapia antistaminica è prevista solo con molecole non sedative e deve iniziare in anticipo rispetto al periodo di picco della pollinosi e coprire tutto il periodo interessato dall’allergia. L’immunoterapia specifica (ITS) invece è, a tutt’oggi, l’unico trattamento allergene specifico nelle allergopatie respiratorie. Deve essere considerata non alternativa alla farmacoterapia ed alla profilassi ambientale, ma complementare ai fini di ottenere una strategia terapeutica globale della malattia allergica. L’ITS consiste nella somministrazione di quantità gradatamente crescenti dell’allergene responsabile della patologia allergica respiratoria, allo scopo di ridurre i sintomi determinati dall’esposizione all’allergene stesso. L’ITS è risultata in grado di modificare la storia naturale della patologia inibendo l’evoluzione della rinite in asma e la comparsa di nuove sensibilizzazioni. Negli ultimi anni, accanto alla forma classica iniettiva sottocutanea, vengono utilizzate sempre di più vie di somministrazione alternative, tra le quali in particolare quella sublinguale, che ha mostrato una efficacia clinica certa ed un’elevata tollerabilità.

Questa pagina è stata modificata il: 15/05/2019

Azienda USL di Piacenza - via Antonio Anguissola 15. Codice fiscale: 91002500337
Azienda Unità Sanitaria Locale - Piacenza
Via Antonio Anguissola,15 - 29121 Piacenza
Codice Fiscale: 91002500337