Piano direttore
Piacenza - L'ospedale che cambia

Il Piano Direttore dell'Ospedale di Piacenza rappresenta un decisivo momento di chiarezza nella lunga storia del presidio ospedaliero di Piacenza.
L'obiettivo del documento è quello di coniugare la visione strategica del futuro dell'Azienda Usl, nell'ambito della città e della provincia di Piacenza, con la soluzione ai problemi concreti.
Si tratta di un programma ambizioso che interviene su un complesso ospedaliero molto disomogeneo, che manifesta la sofferenza di una crescita farraginosa, avvenuta nell'arco di due secoli. La mancanza di armonia architettonica, di un chiaro impianto urbanistico, di sufficienti spazi verdi sono elementi che è molto difficile recuperare a posteriori. Gli interventi di riqualificazione dei singoli padiglioni permetteranno di ottenere nuovi spazi qualitativamente e quantitativamente adeguati.
Il Piano rappresenta, al contempo, un contenitore che raccoglie, analizza e interpreta i bisogni organizzativi e di sviluppo tecnologico dell'attuale ospedale, i vincoli imposti dalla intricata sovrapposizione di diverse soluzioni edilizie, i legami con il contesto cittadino e provinciale e le modalità con cui il management aziendale, la dirigenza clinica e le rappresentanze di lavoratori e utenti hanno interpretato e declinato le linee regionali relative al 'governo clinico', ma anche una presentazione ragionata sullo "stato dell'arte".
Non si tratta di una lista di buoni propositi, né una declinazione di 'cose da fare', ma un piano che mostra al contempo quello che si è fatto in questi ultimi anni e definisce e impegna la direzione aziendale in termini di cambiamento organizzativo, di realizzazione di interventi di cui si chiariscono priorità e tempi di conclusione.
I venti interventi considerati sono compresi nel Piano degli investimenti, già sottoposto e approvato dalla Conferenza territoriale sociale e sanitaria della Provincia di Piacenza
E' un piano 'in progress', che basa la sua credibilità su fatti già concretamente realizzati (molti cantieri descritti sono oramai conclusi e presto fruibili per i cittadini) o già avviati sulla base di finanziamenti disponibili, che traccia il futuro della sanità piacentina partendo dai problemi di oggi.
La progettazione di un nuovo ospedale o la riprogettazione di uno esistente ripropone ogni volta il dilemma: "prevale l'architettura o la funzionalità?". Per questo si è affrontata la questione con un approccio multidisciplinare, frutto del coinvolgimento di professionalità (clinici, ingegneri, architetti, esperti della sicurezza e management aziendale) e di un dibattito sviluppato a diversi livelli.
- Il programma di riqualificazione dell'ospedale di Piacenza non riguarda solo la ristrutturazione dei padiglioni storici ma si occupa anche dell'adeguamento organizzativo degli edifici più recenti. La scelta di dove ubicare le singole funzioni diventa quindi un criterio essenziale per l'ottenimento di buoni risultati. Se si considera, come esempio qualificante il complesso delle degenze mediche, si constata che un attento ridisegno degli spazi interni, tenendo come vincolo la sola facciata e il ritmo delle finestre, ha permesso di disegnare nuove unità di degenza le cui caratteristiche si avvicinano molto a quelle ottenibili con il disegno di un nuovo ospedale.
- Inoltre, si è voluto considerare l'ospedale non come un "sito isolato" ma come parte integrante della qualità architettonica ed urbanistica complessiva della città.
E' in questo senso che viene attribuita particolare importanza ad un graduale innalzamento del livello di qualità architettonica ed urbanistica del presidio, da attuarsi secondo un disegno ampio ed articolato.
- La natura dell'Azienda di Piacenza (Azienda Usl, ovvero che gestisce tutta l'offerta sanitaria provinciale) attribuisce all'ospedale di Piacenza una precisa collocazione organizzativa: costituisce il fulcro ("hub") della rete dei presidi distribuiti sul territorio della provincia ("spokes")
- L'ospedale fornisce inoltre un punto di riferimento per l'integrazione delle funzioni ospedaliere con l'organizzazione dei servizi territoriali. In questa logica, la direzione aziendale ha approvato il piano di organizzazione che ha meglio definito i rapporti tra presidi e tra i presidi e il territorio, in coerenza con le finalità specifiche previste dal Piano Strategico, tra cui:
- la realizzazione di soluzioni che consentano una flessibilità nell'utilizzo dei posti letto per acuti, in modo da potenziare nel tempo l'offerta di prestazioni in regime di day hospital e day surgery
- la centralizzazione di alcuni servizi rilevanti (rete dei laboratori, diagnostica strumentale)
- la concentrazione di attività ambulatoriali interdipartimentali in spazi unificati per maggior comodità di accesso del cittadino
I criteri per la programmazione strategica degli spazi
Tra i principi ispiratori della riprogettazione del complesso ospedaliero ha un ruolo fondamentale l'attenzione all'utente, che si declina in:
- Individuazione di punti di riferimento per il cittadino al momento di contatto e accesso alle strutture sanitarie, tra i quali:
- Punti di accoglienza in ogni padiglione, per informazioni, accettazione e prenotazioni
- Sportello unico per garantire ai cittadini modalità omogenee di prenotazione di accesso alle prestazioni sanitari
- Individuazione di percorsi chiari, definiti e riconoscibili per favorire l'orientamento
- Garanzia di adeguati standard di ospitalità (sono previste stanze di degenza con un massimo di due/ tre posti letto, dotate di bagno, e molte stanze singole) per assicurare il rispetto della riservatezza dello spazio personale
- Creazione di spazi dedicati a specifiche categorie di cittadini (ad esempio, lo spazio "Salute Donna")
- Gestione del paziente attraverso la collaborazione interdisciplinare e interprofessionale, affiancando strategicamente reparti e servizi omogenei per facilitarne l'interazione e la relazione
- Razionalizzazione dell'attività distributiva con revisione e riorganizzazione dei percorsi di superficie e sotterranei
- Definizione di spazi quali-quantitativamente adeguati alle necessità di sviluppo del potenziale umano (formazione, ricerca e qualità)
- Accreditamento dei servizi ai sensi della normativa vigente
L'impegno a cambiare l'ospedale: i risultati attesi
Al termine degli interventi, il complesso ospedaliero presenterà un assetto funzionale più lineare, razionale e comprensibile rispetto ad oggi.
- Tutte le attività di ricovero ordinario di chirurgia si concentreranno nel Polichirurgico
- Tutte le attività mediche, chirurgiche, diagnostiche e terapeutiche connesse con l'urgenza si concentreranno nel Polichirurgico
- Le attività omogenee di area chirurgica di diverse unità operative e discipline destinate prevalentemente a pazienti esterni avranno una unica sede, il padiglione delle ex ortopedie
- Le attività di radioterapia, medicina nucleare e radiologia, prevalentemente destinate a pazienti esterni, avverranno nell'attuale padiglione delle ortopedie, che diverrà pertanto il principale punto di riferimento per i cittadini utenti di servizi ambulatoriali
- Tutte le attività dell'area medica, escluse quelle relative alle unità operative ad alta integrazione con l'urgenza e ad alta protezione, avverranno in un'unica sede: il padiglione delle medicine, dove gli spazi saranno distribuiti per aree omogenee di attività;
- Tutte le attività di promozione, difesa e cura della salute della donna vengono concentrate nella palazzina liberty di Piazzale Torino riportata per l'occasione all'originaria bellezza
- Le attività del Dipartimento di Salute mentale, in particolare tutte quelle legate all'emergenza, saranno ospitate nel complesso di "Villa Speranza", in stretta adiacenza con la nuova sede dei servizi ambulatoriali
- La camera mortuaria ritorna nell'originaria sede, resa ospitale e adeguata, nel rispetto della dignità dell'uomo nel momento della sua massima debolezza
- La "strada" (hospital street) è un gradevole, ricco e articolato elemento urbanistico che attraversa il comparto ospedaliero, collegando con chiarezza i diversi e ben definiti punti di servizio ed offrendo spazi di aggregazione e relax.
Nel dettaglio, la ristrutturazione e riorganizzazione del presidio ospedaliero di Piacenza avrà come risultato la identificabilità di sette 'macroaree', cui corrisponde un insieme di funzioni tra di loro omogenee ed in relazione privilegiata:
- Medica
- Chirurgica e dell'emergenza
- Attività cliniche per esterni
- Salute mentale
- Patologia clinica
- Direzionale
- Formazione
Particolare attenzione sarà altresì dedicata agli spazi di aggregazione, ai percorsi e spazi connettivi all'interno del presidio ospedaliero.
Macroarea medica
Il trasferimento delle unità operative di area medica dal Polichirurgico, la ristrutturazione dei padiglioni storici e la creazione di una nuova piazza permetteranno di identificare un insieme architettonico, quasi un ospedale nell'ospedale, in cui saranno concentrate tutte le degenze, i day hospital, i servizi ambulatoriali e di endoscopia digestiva dei reparti di medicina, geriatria, nefrologia, pneumologia e gastroenterologia, dotato anche di comodities per l'utenza (punto di accoglienza con sportello polivalente e bar)
Macroarea chirurgica e dell'emergenza
Tutte le attività di ricovero ordinario di chirurgia e l'intero comparto emergenza (attualmente dislocate in punti diversi) saranno concentrate nel Polichirurgico, che comprenderà:
- Tutte i reparti di chirurgia generale e specialistica per i ricoveri ordinari
- Tutte le attività mediche, chirurgiche, diagnostiche e terapeutiche connesse con l'emergenza urgenza per rendere rapidi i collegamenti con il blocco operatorio, la rianimazione, la diagnostica per immagini e l'unità coronarica.
Il complesso sarà dotato di un nuovo parcheggio.
Macroarea delle attività cliniche per esterni
In una logica di aggregazione di funzioni che erano frammentate all'interno del complesso ospedaliero, le attività diagnostico-terapeutiche ambulatoriali per gli esterni saranno prevalentemente concentrate in un rinnovato padiglione, negli edifici storicamente utilizzati per la degenza e l'attività chirurgica ortopedica, trasferita nel Polichirurgico.
In questo padiglione troveranno collocazione:
- la nuova radioterapia e centro di alta energia (dotata di due acceleratori lineari)
- la medicina nucleare
- la radiologia I
- l'oculistica ambulatoriale e day surgery
- le chirurgie e i pre-ricoveri
- il servizio di terapia del dolore
Macroarea della Salute mentale
Le ristrutturazioni in corso e quelle previste per gli anni futuri permetteranno di realizzare spazi di ottima qualità dedicati ai pazienti portatori di patologie psichiatriche
- A Villa Speranza troveranno sede tutti i posti letto e la residenza psichiatrica per il trattamento intensivo, con la creazione di un polo unico per l'emergenza psichiatrica
- Le funzioni ambulatoriali di diagnosi e cura saranno ubicate nell'edificio prospiciente via Campagna.
Macroarea della formazione
L'attività di formazione che ha assunto un'importanza fondamentale e in continua espansione dovrà trovare nuovi e più idonei spazi. Attualmente esse si svolgono nel Chiostro Olivetano di San Sepolcro: l'obiettivo è quello di adeguare l'edificio storico alle esigenze formative.
Percorsi di accesso e viabilità interna
La riorganizzazione del sistema complessivo dei percorsi di accesso e della viabilità interna dell'ospedale permetterà di ridurre i disagi degli utenti, visitatori e personale, dovuti alla mancanza di regolamentazione degli accessi, attraverso:
- La sistemazione di Cantone del Cristo e la realizzazione di nuovo sistema di accessi con servizi di custodia e vigilanza
- La riorganizzazione del sistema di parcheggi
- La riorganizzazione del sistema di circolazione carrabile e pedonale, con previsione di un percorso pedonale parzialmente protetto
- La razionalizzazione dei percorsi interni all'ospedale, sia di quelli in superficie destinati prevalentemente alla cittadinanza (pazienti ambulatoriali e visitatori), sia di quelli sotterranei, necessari a garantire i flussi interni relativi alle attività cliniche (trasporto pazienti, flusso di materiale cartaceo e campioni biologici) e l'esercizio di funzioni di supporto logistico (trasporto pasti, farmaci, biancheria)
Punti di aggregazione
Il fulcro del nuovo sistema di accessibilità e dei percorsi si realizza attraverso l'individuazione di aree di collegamento tra il nucleo antico dell'ospedale e il Polichirurgico:
- Una "piazza", inserita come elemento cerniera tra il nuovo padiglione medicine e il Polichirurgico, che si configurerà come spazio attrezzato di aggregazione.
- Arredi urbani (panchine, lampioni e chiosco)
- Fontane: l'acqua traccia di connessione tra le aree del complesso ma anche come recupero di un elemento a valenza simbolico, scambio tra vita e salute
Recupero dell'identità del verde
Il Piano Direttore punta alla ricerca di una nuova identità dell'intera area ospedaliera, in cui sono stati valorizzati e completati gli spazi verdi, riscoprendone la ricchezza storica culturale coniugata con l'individuazione di nuovi spazi.
Si procederà quindi al recupero e alla bonifica delle aree verdi, con rifacimento o ricostruzione parziale dei manti erbosi e delle aree destinate a giardino o aiuola
Il monitoraggio del processo, tempi e costi
Un piano direttore può trovare concreta attuazione solo attraverso programmi particolareggiati che tengano in debito conto, in forma permanente e aggiornata, della qualità, dei costi e dei tempi degli interventi.
Per dare esecuzione a quanto sopra esposto, è stato messo a punto un sistema di schede di monitoraggio, che costituisce un data-base dinamico, condivisibile dai diversi centri di responsabilità e aggiornato con periodicità trimestrale, e che permette di seguire le fasi di programmazione, progettazione e realizzazione degli interventi.
Tale sistema è stato creato appositamente sia per fornire, nell'ambito della gestione strategica dell'Azienda, tutte le informazioni fondamentali che riguardano il processo edilizio di ciascun intervento, sia per poter controllare il livello di attuazione degli interventi, i costi, i tempi, le procedure selezionate, le eventuali criticità attraverso un monitoraggio permanente.
I tempi di realizzazione previsti risultano credibili in quanto:
- sono inseriti in un quadro complessivo di cui sono state attentamente valutate le coerenze interne
- sono supportati da un quadro di finanziamento certo, cui concorrono risorse regionali (proprie ed ex art. 20) e aziendali;
- sono costantemente monitorati attraverso il sistema descritto in precedenza, che ha dimostrato la propria efficacia relativamente agli interventi già conclusi.
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