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Ristrutturazione dell'Ospedale grande

Quando un ospedale può coniugare tecnologia, funzionalità e comfort con una storia preziosa e ben documentata, lunga più di cinquecento anni.

Ristrutturazione ospedale grande

E’ stata conclusa, in questi giorni a Piacenza, la seconda e determinante tappa del complesso ridisegno dell’area dell’ “Ospedale grande”, con la ristrutturazione degli spazi circostanti il chiostro di Santa Vittoria, tornati a costituire il polo medico del nosocomio cittadino con 51 nuovi posti letto.

Anche se il processo di restauro si concluderà entro il 2008, con il recupero della restante parte dell’edificio, già con questo intervento si è riusciti a valorizzare la struttura a crociera, una dei più tipici esempio di tipologia architettonica ospedaliera in Europa. L’Ospedale Grande di Piacenza, infatti, fu fondato nel 1471, come complesso reticolo di una trentina di ospedali preesistenti.

Oggi, a distanza di 535 anni, a Piacenza viene restituito un prezioso spazio che sarà dedicato alle medicine, con locali fortemente orientati all’accoglienza, alla qualificazione degli accessi e dei percorsi; la ristrutturazione è riuscita infatti a fornire una risposta personalizzata e moderna ai bisogni dei pazienti, coniugando la qualità tecnologica e clinica alla visione di presa in carico globale della persona.

L’operazione ha dovuto coniugare i vincoli architettonici degli edifici con le moderne esigenze sia di carattere clinico sia di carattere alberghiero.

Ristrutturazione ospedale grande

L’inaugurazione – prevista per il 6 giugno, alle ore 11, alla presenza dell’assessore regionale alle Politiche per la Salute Giovanni Bissoni - è relativa alle unità operative di:

  1. Gastroenterologia, con 16 posti letto e il Servizio di Endoscopia Digestiva
  2. Medicina Interna ad indirizzo Endocrinologico, Reumatologico e Ipertensivologico (Eri), con 35 posti letto e il Day Hospital.

L’intervento, così come descritto nel Piano direttore dell’ospedale di Piacenza, mira a creare un’area medica ben connotata e riconoscibile, creando un vero e proprio ‘ospedale nell’ospedale’. Le nuove Medicine saranno collegate al Polichirurgico e con gli altri servizi ospedalieri ubicati nel nucleo antico attraverso percorsi in superficie e sotterranei.

La sede delle Medicine, caratterizzata da una forte integrazione interna, sarà caratterizzata da un nuovo atrio e da servizi di accoglienza con reception, sale di attesa e bar.

Nell’edificio si concentreranno:

  1. la maggior parte delle degenze di area medica, per un numero totale di 125 posti letto, organizzati in stanze luminose e accoglienti a tre, due e un letto, tutte dotate di ampi servizi igienici
  2. i Day Hospital
  3. le attività ambulatoriali e di endoscopia digestiva dei reparti di Medicina, Geriatria, Nefrologia, Pneumologia e Gastroenterologia

Ristrutturazione ospedale grande

Per approfondire:

Come ricordato, l’Ospedale Grande di Piacenza venne fondato nel 1471, per iniziativa del vescovo Campesio, con l’approvazione di papa Sisto IV, del duca Galeazzo Maria Sforza e della comunità. Esso raggruppava circa una trentina di ospedali di cui ereditava, oltre alle rendite e ai possedimenti, anche gli archivi. La sua forma a croce, evidenziata dalla pianta del 1787, documenta la collocazione dei servizi di assistenza e di altre strutture a supporto dell’attività ospedaliera (il molino, la spezieria o farmacia, i gabinetti o camere per la chirurgia e l’anatomia, le camere per le balie e quelle destinate ai pazzi).
Come esempio tipico dell’ospedale “classico”, o a crociera, l’ospedale di Piacenza è citato nella pubblicazione “Patrimonio ospedaliero, un percorso attraverso l’Europa”, pubblicato sotto la direzione dell’Assistence Publiqui-Hopitaux de Paris, con il sostegno del Programma Cultura 2000 dell’Unione Europea – Patrimonio ospedaliero.
Il volume cataloga il nostro ospedale come prototipo di una struttura nata “giustapponendo le sale comuni attorno ad un’unica cappella, (…) con edifici formati da una croce, una simmetria ricorrente e spesso un’organizzazione ortogonale. La forma generale degli edifici è tuttavia variabile a seconda delle giustapposizioni: semplice quadrato o cortile rettangolare, ali a croce o con cappella al centro, scacchiera a più cortili, ognuna costituendo una possibile variante”.

Nel corso del XIX secolo, l’ospedale di Piacenza fu oggetto di modifiche: nel 1806 la creazione degli “Ospizi Civili” determinò il suo raggruppamento con altre istituzioni di beneficenza mentre nel 1817 s’ingrandì, grazie all’annessione del monastero del Santo Sepolcro e delle sue proprietà. Nel 1836 si eseguì l’impianto dei caloriferi, nel 1842 si fecero lavori nell’ “infermeria terza” e si costruirono stanze per pensionati e una sala per malati contagiosi.
Una sala, realizzata con il concorso di cittadini facoltosi, fu dedicata alla duchessa Maria Luigia.

Link:

Ospedale grande, chiostri, Sala Colonne (di Giovanna Canevari Caldani, in Tredicesima giornata Fai di Primavera)

"Patrimonio ospedaliero, un percorso attraverso l’Europa", pubblicato sotto la direzione dell’Assistence Publiqui-Hopitaux de Paris, con il sostegno del Programma Cultura 2000 dell’Unione Europea – Patrimonio ospedaliero