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Dodici posti letto di Medicina semintensiva e altri dodici di Medicina Deu del Dipartimento di Emergenza e Urgenza diretto dal dottor Massimo Ruggero Corso. Numeri che possono sembrare contenuti, ma che raccontano una funzione strategica all'interno dell'ospedale: prendere in carico pazienti che hanno bisogno di un livello assistenziale elevato, accompagnare quelli che arrivano da percorsi di maggiore intensità e collaborare con le altre unità operative e con il Pronto soccorso nella gestione dei casi più complessi.
È questo il ruolo della Medicina semintensiva diretta da Mario Barbera, che dal 2018 ha guidato l'unità operativa prima come facente funzione e che oggi prosegue il suo percorso alla direzione della struttura complessa.
"Il nostro reparto è un piccolo ingranaggio ma essenziale per il contributo che apporta ai meccanismi di tutta l'azienda", racconta Barbera. Un'immagine che restituisce bene la vocazione della struttura: essere un punto di riferimento trasversale per l'ospedale, non soltanto quando un paziente si aggrava, ma anche quando, dopo un passaggio in Terapia intensiva, ha ancora bisogno di cure e monitoraggio prima di poter proseguire il proprio percorso.
“La Medicina Semintensiva è infatti inserita in una rete che coinvolge praticamente tutti i reparti sia medici che chirurgici. Se un paziente si destabilizza, siamo spesso chiamati in consulenza. Anche quando la consulenza non si traduce in un trasferimento presso il nostro reparto, possiamo offrire un supporto e contribuire alle decisioni sul percorso di cura".
Una rete che prosegue anche oltre la fase acuta. La valutazione del paziente comprende infatti il passaggio successivo: dalle unità operative specializzate ai percorsi riabilitativi come neuroriabilitazione e riabilitazione respiratoria, fino ai percorsi dedicati alle persone che hanno acquisito importanti disabilità e non possono ancora rientrare al domicilio.
La collaborazione è quindi uno degli elementi su cui Barbera intende costruire il futuro dell'unità operativa. "Gruppo, rete, fiducia sono parole che tornano spesso nel nostro lavoro. Se si riesce a lavorare bene, con rispetto e collaborazione, si dà un servizio anche agli altri. Un'impostazione che parte innanzitutto dall'équipe. Medici, infermieri, operatori sociosantari e tutte le figure che contribuiscono alla gestione quotidiana del reparto sono chiamati a condividere competenze e responsabilità. Formazione, briefing, discussione dei casi clinici e confronto tra professionisti sono strumenti essenziali per affrontare situazioni nelle quali la complessità richiede il contributo di più punti di vista”.
Accanto alla dimensione clinica, resta centrale quella umana. “La Medicina semintensiva prende in carico persone nella fase più grave della loro malattia, con situazioni che possono essere caratterizzate anche da prognosi incerte e percorsi di fine vita. Per le famiglie è importante sapere che, anche nell'estrema difficoltà, ci sono persone che si prendono cura del loro caro con la massima professionalità e la massima umanità. Ed è proprio sul consolidamento di questo modello che si concentrano i prossimi obiettivi. Da una parte rafforzare il ruolo della Medicina semintensiva come funzione centrale dell'unità operativa; dall'altra definire in modo sempre più chiaro la funzione della Medicina Deu, entrata progressivamente a far parte dell'organizzazione negli ultimi anni. Due setting diversi, oggi collocati in spazi distinti, che devono trovare una definizione sempre più precisa all'interno del modello dell'intensità di cura”.
