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Prossimità non significa soltanto portare i servizi sanitari più vicino alle persone, ma costruire una rete capace di mettere in relazione professionisti, istituzioni e comunità.

È il modello presentato dall’Azienda Usl di Piacenza e dal Comune di Carpaneto Piacentino alla SDA Bocconi School of Management di Milano, nell’ambito del Network DASP – Direzioni strategiche delle Aziende sanitarie pubbliche.

A raccontare l’esperienza piacentina sono stati Paola Bardasi, direttore generale dell’Azienda Usl di Piacenza, e Andrea Arfani, sindaco di Carpaneto, con un intervento dedicato al tema.

All’incontro erano presenti anche Evelina Cattadori, direttore del Distretto di Levante, e Marco Chiari, direttore amministrativo dell’Azienda Usl di Piacenza.

Al centro della presentazione, una concezione della prossimità che va oltre la semplice collocazione fisica dei servizi: radicamento, partecipazione e inclusione, con risposte costruite a partire dalle caratteristiche dei territori e dall’integrazione fra servizi sanitari, professionisti, cittadini, associazioni e istituzioni locali. La comunità, in questa prospettiva, non è soltanto destinataria degli interventi, ma diventa parte attiva nella definizione dei bisogni e nella costruzione delle risposte.

Carpaneto, dalla richiesta alla co-progettazione

Il caso di Carpaneto è stato presentato come esempio concreto di questa evoluzione. Negli anni, il rapporto fra Comune e Azienda Usl è passato dalla segnalazione delle necessità del territorio a una vera co-progettazione. Dal 2024 i tecnici dei due enti hanno lavorato insieme alla valutazione delle possibili soluzioni per l’ampliamento della Casa della Comunità; nel gennaio 2026 l’Azienda Usl ha approvato il Documento di indirizzo alla progettazione.

L’intervento prevede un investimento complessivo di 750mila euro, con la realizzazione di 186 metri quadrati aggiuntivi, quattro nuovi ambulatori e nuovi spazi di collegamento, salvaguardando anche l’area verde e la quercia secolare.

Il percorso ha progressivamente trasformato il Comune da interlocutore che rappresenta le esigenze dei cittadini a partner istituzionale nella costruzione delle soluzioni, attraverso un confronto continuativo con l’Azienda Usl.

La Casa della Comunità diventa così non soltanto un’infrastruttura sanitaria, ma anche un luogo nel quale possono svilupparsi relazioni, iniziative di prevenzione e percorsi condivisi con la popolazione.

Una rete di servizi e professionisti

La Casa della Comunità di Carpaneto raccoglie oggi numerosi servizi: assistenza specialistica, salute mentale, neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, attività infermieristiche, cronicità, consultorio, servizi amministrativi e di orientamento, screening, vaccinazioni, punto prelievi e medicina generale.

Tre medici di medicina generale operano già all’interno della struttura. Il percorso di riorganizzazione della medicina generale attraverso le Aggregazioni funzionali territoriali punta inoltre ad ampliare la presenza e la continuità assistenziale, favorendo il lavoro integrato tra medici di famiglia, infermieri, specialisti, assistenti sociali e altri professionisti.

A Carpaneto, l’attuale rete dei sette medici di medicina generale è destinata infatti a evolvere nel nuovo modello organizzativo, con una copertura ampliata dal lunedì al sabato e una maggiore integrazione con i servizi della Casa della Comunità.

La comunità come parte della cura

Durante l’intervento sono state presentate anche alcune esperienze nate proprio dal coinvolgimento del territorio.

Tra queste, “Territorio al Centro”, progetto di Geriatria territoriale realizzato con Comune e associazioni: otto incontri, 166 partecipanti e il 94 per cento delle persone coinvolte interessato a proseguire il percorso.

Un altro esempio riguarda i giovani: dall’esperienza del Community Lab è nata una rete locale che ha coinvolto i “Bagai di Carpaneto” in un progetto dedicato ad attività fisica e alimentazione, successivamente finanziato dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano nell’ambito di Youth Bank.

Anche l’open day “La salute abita qui”, realizzato nell’aprile scorso nella Casa della Comunità, è stato presentato come esperienza di informazione, ascolto e relazione diretta tra professionisti, associazioni e cittadini.

Il messaggio conclusivo portato alla SDA Bocconi è che una sanità realmente vicina alle persone richiede una regia condivisa, luoghi riconoscibili e capacità di ascoltare ciò che emerge dai territori.

La prossimità, quindi, non coincide soltanto con la presenza di servizi sanitari, ma con una rete locale che tiene insieme cura, prevenzione, informazione e partecipazione: il valore pubblico nasce quando istituzioni e comunità progettano insieme.

Ultimo aggiornamento

29-09-2026 08:56