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Dal confronto tra professionisti nuove esperienze e strumenti per migliorare diagnosi, trattamenti e presa in carico dei cittadini più fragili.
Ridurre i rischi legati alle terapie, intervenire più rapidamente nelle situazioni urgenti e rendere diagnosi ed esami sempre più vicini al paziente. Sono alcuni degli obiettivi su cui oggi si concentra la medicina interna, disciplina centrale nella cura delle persone anziane, fragili e con più patologie contemporaneamente.
Per i cittadini questo significa poter contare su percorsi di cura più efficaci, trattamenti personalizzati e una maggiore integrazione tra professionisti e servizi sanitari. Un lavoro quotidiano che richiede confronto continuo, aggiornamento e condivisione di esperienze tra ospedali e realtà sanitarie diverse.
È in questo contesto che si inserisce la partecipazione dell’Azienda USL di Piacenza al congresso nazionale della Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti (FADOI), appena concluso a Rimini, uno dei principali appuntamenti italiani dedicati alla medicina interna.
I professionisti piacentini hanno portato contributi legati a temi molto concreti per la pratica clinica. Davide Romano, della Medicina di Castel San Giovanni, ha affrontato il corretto utilizzo di calcio e vitamina D nei pazienti cronici e anziani, con l’obiettivo di migliorare la salute delle ossa e ridurre complicanze e trattamenti non necessari.
Umberto Casale, della stessa struttura, ha parlato della gestione delle emergenze nei pazienti che necessitano di dialisi, ambito in cui rapidità di intervento e collaborazione tra professionisti possono incidere in modo determinante sulla sicurezza delle cure.
Spazio anche all’innovazione diagnostica con Francesco Giangregorio, direttore della Medicina interna Val Tidone, che ha presentato esperienze orientate a eseguire alcuni esami direttamente vicino al paziente, al letto di degenza. Un approccio che permette decisioni cliniche più rapide e percorsi assistenziali più efficienti.
A rappresentare l’Ausl di Piacenza anche Luca Zanlari, della Medicina di Fiorenzuola, che ha coordinato una sessione dedicata alle malattie infettive, favorendo il confronto tra specialisti su un tema sempre più importante nella gestione dei pazienti complessi.
La partecipazione al congresso rappresenta un’occasione concreta per portare nei reparti nuove esperienze e soluzioni organizzative utili a migliorare il lavoro quotidiano e la qualità dell’assistenza offerta ai cittadini.
