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Ci sono alcuni momenti, nella vita di una donna in cui i cambiamenti ormonali e le normali trasformazioni dell’organismo possono determinare un aumento del rischio tromboembolico, anche in giovane età e assenza di patologie pregresse.
«È importante parlare di questo tema senza limitarlo a una dimensione esclusivamente patologica – osserva Davide Imberti, direttore di Medicina interna e professore associato dell’Università di Parma – perché si tratta di fasi naturali nella vita di una donna. In particolare, ci sono tre momenti in cui il rischio può aumentare: l’età fertile con l’uso di contraccettivi ormonali, la gravidanza e il puerperio, cioè il periodo successivo al parto, e infine la menopausa, soprattutto in presenza di terapia ormonale sostitutiva».
Contraccezione ormonale: informarsi senza creare allarme
Il rapporto tra contraccettivi ormonali e trombosi venosa è ampiamente studiato. “In una donna giovane e sana il rischio assoluto resta comunque contenuto. Tuttavia, osservando i casi di trombosi in questa fascia di età, emerge che una quota significativa riguarda donne che utilizzano o hanno recentemente utilizzato contraccettivi ormonali. Questo non implica che la pillola anticoncezionale sia pericolosa in sé, ma conferma che rappresenta uno dei principali fattori di rischio acquisiti nelle donne giovani. Gli estrogeni possono infatti aumentare la coagulabilità del sangue. Inoltre, non esistono formulazioni completamente esenti da rischio trombotico: anche i contraccettivi più recenti, pur con minori dosaggi estrogenici, possono presentare un rischio analogo o talvolta superiore rispetto a quelli più datati. Lo stesso vale per sistemi come cerotto transdermico e anello vaginale, che determinano comunque un assorbimento sistemico degli ormoni”.
Gravidanza e puerperio: un equilibrio fisiologico delicato
La gravidanza comporta modificazioni fisiologiche che includono anche un aumento della tendenza alla coagulazione del sangue. “Durante la gestazione – spiega il medico – l’organismo si prepara a ridurre il rischio di emorragia al momento del parto, aumentando naturalmente la capacità coagulativa. Questo determina un rischio trombotico superiore rispetto a quello di una donna non gravida. Gli eventi trombotici in gravidanza sono rari, ma possono avere conseguenze importanti. Tra i segnali da non sottovalutare ci sono dolore o gonfiore a un arto inferiore, spesso il sinistro, senso di tensione, arrossamento o calore localizzato, ma anche sintomi più generali come dolore toracico improvviso, difficoltà respiratoria, tachicardia o episodi di perdita di coscienza. In questi casi è fondamentale rivolgersi tempestivamente al medico. Quando si verifica, la trombosi può essere trattata in modo sicuro anche in gravidanza grazie all’impiego di anticoagulanti che non attraversano la placenta e non passano nel latte materno, proteggendo quindi sia la madre sia il bambino”.
Menopausa e terapia ormonale sostitutiva
Con l’avanzare dell’età il rischio di trombosi tende fisiologicamente ad aumentare. Durante la menopausa, l’eventuale ricorso alla terapia ormonale sostitutiva richiede quindi una valutazione attenta e personalizzata, soprattutto in presenza di fattori di rischio come fumo, ipertensione non controllata, precedenti episodi tromboembolici o tumori ormono-dipendenti.
Diversamente dalla contraccezione ormonale dell’età fertile, la terapia sostitutiva non ha lo stesso impatto sul rischio trombotico, ma richiede comunque un’attenta valutazione clinica. In assenza di controindicazioni, può rappresentare un valido supporto per migliorare la qualità di vita e alleviare i sintomi della menopausa.
“L’elemento più rilevante – conclude Imberti – è offrire alle donne informazioni corrette e bilanciate, evitando sia allarmismi sia sottovalutazioni. Prima di iniziare una terapia ormonale è sempre opportuno confrontarsi con uno specialista, soprattutto in presenza di fattori di rischio. Le decisioni su contraccezione, gravidanza e terapia ormonale devono essere condivise e personalizzate. Essere informate significa poter compiere scelte più consapevoli e sicure”.
