Salta al contenuto

Per i quattro casi di infezione da West Nile virus confermati nella provincia di Piacenza nel corso della stagione 2026, l'Azienda Usl di Piacenza ha avviato le normali indagini epidemiologiche previste dal Piano regionale di sorveglianza e controllo delle arbovirosi.

Il virus, ormai endemico in Italia (in particolare in Pianura Padana), viene trasmesso all'uomo attraverso la puntura della zanzara comune e non si trasmette da persona a persona. Nella maggior parte dei casi la malattia è asintomatica. Circa un paziente su cinque presenta sintomi leggeri: febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, manifestazioni cutanee (febbre di West Nile). Questi sintomi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana e possono variare molto a seconda dell’età della persona. Le forme neurologiche gravi sono rare, ma possono manifestarsi soprattutto nelle persone anziane o fragili e richiedere il ricovero ospedaliero. 

A differenza dei protocolli adottati per i casi di Dengue, Chikungunya e Zika (arbovirosi trasmesse dalla zanzara tigre), in presenza di singoli casi di infezione da West Nile non sono previste disinfestazioni straordinarie nelle aree di residenza dei pazienti colpiti: il virus non è infatti trasmissibile da uomo a uomo, né da uomo ad altre zanzare. Ad oggi, in Italia, l’unico vettore accertato di West Nile Virus è Culex pipiens, cioè la zanzara comune.

Come previsto dal Piano Regionale Arbovirosi, sul territorio piacentino è in ogni caso attivo un monitoraggio costante per individuare precocemente il virus negli insetti e negli animali “serbatoio”, integrando la sorveglianza sull’infezione asintomatica nei donatori di sangue (uno dei quattro casi confermati quest’anno a Piacenza riguarda proprio questa casistica) e le segnalazioni di malattia nell’uomo. Prosegue l’indicazione all’attività ordinaria di disinfestazione (che coinvolge anche i comuni del territorio) con interventi larvicidi programmati e con adulticidi in casi particolari che comportano, ad esempio, il ritrovo di molte persone in orari serali in aree all’aperto.

I consigli dell'Azienda Usl per i cittadini

“Raccomandiamo l’utilizzo di repellenti cutanei per proteggersi dalle punture, soprattutto di sera e di notte e quando ci si reca in zone ricche di vegetazione – spiega Alessandra Rampini, direttore del servizio di Igiene e sanità pubblica dell'Azienda Usl di Piacenza – Inoltre la lotta contro le larve previene lo sviluppo dello stadio adulto, responsabile della trasmissione virale. Consigliamo quindi di ridurre il più possibile le raccolte di acqua stagnanti. Per la zanzara sono sufficienti anche solo pochi millimetri di acqua per deporre le uova: per questo è necessario evitare i possibili ristagni nei sottovasi, nelle grondaie intasate o all'interno di contenitori. E quando i ristagni non possono essere rimossi, si raccomanda l’utilizzo periodico di prodotti larvicidi specifici, al fine di interrompere il ciclo biologico delle zanzare e contenere efficacemente la proliferazione degli insetti. I prodotti larvicidi sono facilmente reperibili nei negozi specializzati o nelle farmacie (anche a prezzi calmierati) e devono essere utilizzati da aprile a novembre con cadenza periodica. In particolare, suggeriamo di ripetere l'applicazione dei larvicidi nei giorni successivi a piogge intense". 

Maggiori informazioni sull'attività di prevenzione sono reperibili sull'apposito sito regionale.


Ultimo aggiornamento

01-09-2026 11:11