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Quando si verifica un ictus, il tempo è il fattore più importante. In neurologia si utilizza l'espressione Time is Brain (il tempo è cervello) per sottolineare come ogni minuto trascorso senza trattamento comporti la perdita di milioni di cellule cerebrali e possa aumentare il rischio di conseguenze permanenti. Per questo motivo, ridurre anche di pochi minuti i tempi della diagnosi e dell'intervento può fare la differenza tra il recupero e una grave disabilità.
È proprio con questo obiettivo che l'Azienda Usl di Piacenza ha introdotto una soluzione innovativa basata sull'intelligenza artificiale per supportare la gestione dell'ictus ischemico acuto, una delle emergenze neurologiche più tempo-dipendenti. Il progetto, guidato da Nicola Morelli, direttore di Neuroradiologia diagnostica dell'Azienda Usl di Piacenza, rappresenta un esempio concreto di come le nuove tecnologie possano diventare un alleato prezioso dei professionisti sanitari, senza sostituirne il ruolo.
L'esperienza piacentina è stata presentata a Bologna nell'ambito dell'incontro Beyond AI Hype, promosso dalla Regione Emilia-Romagna e da IFAB (International Foundation Big Data and Artificial Intelligence for Human Development), dedicato alle applicazioni dell'intelligenza artificiale che producono benefici reali e misurabili per le persone.
Il progetto è stato illustrato da Giangiuseppe Scopelliti, componente del Comitato aziendale per l'intelligenza artificiale dell'Azienda Usl di Piacenza. In caso di sospetto ictus, gli esami di angiografia tramite tomografia computerizzata (Angio-TC) generano fino a tremila immagini che devono essere analizzate rapidamente. In una situazione di emergenza, ogni secondo risparmiato è prezioso. Il sistema di intelligenza artificiale introdotto a Piacenza analizza automaticamente le immagini in tempo reale, individuando eventuali occlusioni dei principali vasi cerebrali e restituendo l'analisi al team multidisciplinare specializzato nella gestione dell'ictus.
Il vantaggio per i cittadini è concreto: accelerare il percorso diagnostico significa poter avviare più rapidamente le terapie salvavita, aumentando le probabilità di recupero e riducendo il rischio di danni neurologici permanenti.
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda la sicurezza e la tutela dei dati personali. L'Azienda Usl di Piacenza ha infatti scelto di installare il sistema su un'infrastruttura interna protetta: i dati dei pazienti rimangono all'interno dell'azienda sanitaria e non vengono trasferiti a piattaforme cloud esterne. Tutti gli accessi sono controllati e tracciati, mentre il modello di intelligenza artificiale utilizzato opera in modo stabile e predeterminato, senza apprendere dai dati locali.
Alla base dell'intero progetto vi è un principio fondamentale: l'intelligenza artificiale rappresenta uno strumento di supporto ma non sostituisce il professionista sanitario. Il software non formula diagnosi né decide i trattamenti, ma aiuta i medici a individuare più rapidamente le situazioni critiche, migliorando la comunicazione e l'organizzazione delle attività assistenziali. La valutazione clinica e le decisioni terapeutiche rimangono sempre di esclusiva competenza dei professionisti.
L'esperienza dell'Azienda Usl di Piacenza dimostra come l'innovazione tecnologica possa essere integrata nella sanità pubblica in modo efficace, sicuro e responsabile, mettendo al centro la tutela dei cittadini, la qualità delle cure e il valore insostituibile delle competenze umane.
