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Ci sono gesti che, nella loro semplicità, possono cambiare una vita. Iscriversi al Registro italiano dei potenziali donatori di midollo osseo è uno di questi: un gesto semplice, ma decisivo per chi affronta alcune gravi malattie del sangue e per il quale il trapianto può rappresentare l’unica possibilità di cura.

A livello mondiale, il registro della World Marrow Donor Association conta oltre 43 milioni di donatori. In Italia, il Registro donatori di midollo osseo – Ibmdr - ha superato le 529mila iscrizioni di cui circa 30mila lo scorso anno. Anche a Piacenza, negli ultimi anni, la crescita è stata costante. Numeri che raccontano di un sistema che funziona, ma che ha bisogno di nuove adesioni continue per restare davvero efficace. Perché la compatibilità è rara e ogni nuovo iscritto può fare la differenza.

È proprio a partire da questo bisogno che la Fondazione Admo Emilia-Romagna organizza anche nel 2026 “Match it Now”, la tradizionale giornata dedicata alla sensibilizzazione e all’informazione sulla donazione di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche. L’obiettivo è concreto: aumentare le iscrizioni al registro dei potenziali donatori. A Piacenza l’appuntamento è fissato per sabato 16 maggio 2026, in largo Battisti, dalle 9.

Durante la giornata, i volontari dell’Associazione donatori midollo osseo (Admo), insieme ai professionisti dell’Ausl di Piacenza, saranno a disposizione dei cittadini per spiegare in modo chiaro come funziona l’iscrizione al registro e cosa significa, nella pratica, diventare potenziale donatore.

L’iniziativa è stata presentata dal direttore generale dell’Ausl di Piacenza Paola Bardasi, insieme a Vittorio Fusco, presidente di Admo Piacenza, e ai professionisti coinvolti nella rete trapiantologica e trasfusionale: Daniele Vallisa, direttore del dipartimento di Onco ematologia e del Centro trapianti di Piacenza, Angela Rossi, direttore di Biologia dei trapianti, diagnostica molecolare e manipolazione delle cellule staminali emopoietiche, Francesco Romeo, direttore del Servizio di Immunoematologia e medicina trasfusionale e Alessandra Riva, responsabile dell’unità dei farmaci antiblastici.

"La donazione di midollo osseo è una delle forme più alte di solidarietà, perché mette in relazione diretta chi sceglie di donare con chi lotta ogni giorno contro una grave malattia del sangue – ha sottolineato il direttore generale Paola Bardasi – Come Azienda Usl di Piacenza siamo parte integrante di una rete complessa e altamente qualificata che accompagna ogni fase di questo percorso, dall’informazione alla tipizzazione, fino al trapian".

“La compatibilità tra donatore e paziente non consanguineo è un evento raro: la probabilità è di 1 su 100mila – ha sottolineato Vittorio Fusco – Per questo ogni nuova iscrizione è preziosa. Nel corso della giornata sarà possibile ricevere informazioni sulla donazione di midollo osseo e di cellule staminali emopoietiche. Per iscriversi al registro sono sufficienti un test salivare e la compilazione di un questionario sanitario”.

“Il Centro trapianti di Piacenza – ha spiegato Daniele Vallisa – rappresenta un punto di riferimento solido e riconosciuto. A oggi sono stati effettuati complessivamente 782 trapianti di cellule staminali emopoietiche, di cui 256 allogenici, cioè con cellule provenienti da un donatore diverso dal paziente. Il trapianto allogenico è il risultato di un lavoro trasversale e altamente integrato che coinvolge numerose strutture aziendali: Ematologia, Biologia dei trapianti, diagnostica molecolare e manipolazione delle cellule staminali, Servizio Immunoematologico e trasfusionale, e Farmacia con l’Unità dei farmaci antiblastici”.

Grazie a questa stretta collaborazione interna e all’elevato livello professionale delle équipe, Piacenza è in grado di garantire una tipizzazione estremamente accurata configurandosi come punto di riferimento regionale.

Un passaggio determinante, spesso invisibile al grande pubblico, è quello del lavoro di laboratorio. È qui che i campioni vengono analizzati, che si effettuano i controlli di conferma e che, in termini tecnici, si rende possibile l’abbinamento tra donatore e paziente. “Dietro a ogni iscrizione c’è una filiera complessa fatta di analisi, verifiche e gestione dei flussi informativi – ha spiegato Angela Rossi - A confermare la qualità del percorso è il sistema di accreditamento internazionale JACIE, che certifica gli standard di eccellenza nelle cure dei pazienti trapiantologici e definisce i criteri di qualità per i laboratori di manipolazione cellulare. Il nostro centro è inoltre accreditato dal Centro nazionale trapianti (CNT)”.

Altro protagonista nascosto, ma fondamentale, di questo percorso è l’Unità farmaci antiblastici. “La nostra unità – ha sottolineato la dottoressa Alessandra Riva – svolge un’attività di supporto al programma allestendo le sacche di farmaci chemioterapici sia per la fase del condizionamento, ovvero per preparare il paziente a ricevere le nuove cellule staminali, sia per la terapia immunosoppressiva per prevenire il rigetto".

Cosa succede dopo l’iscrizione? Entrare nel registro significa dichiarare la propria disponibilità. Se nel tempo emerge una compatibilità con un paziente, il donatore viene contattato per ulteriori verifiche. “Per noi la tutela del donatore è centrale – ha ribadito Francesco Romeo – tutto è costruito per garantire sicurezza fisica e psicologica, perché quando emerge una compatibilità per la donazione parte una nuova verifica della idoneità per tutelare chi riceve e chi dona. Oggi nella maggior parte dei casi, circa il 92%, le cellule staminali vengono raccolte tramite un prelievo dal sangue periferico, simile a un normale prelievo dal braccio. Solo più raramente si ricorre al prelievo di sangue midollare in anestesia. Quest’anno le donazioni di midollo sono state già tre nei primi quattro mesi, un dato significativo soprattutto confrontato con quelli precedenti quattro donazioni nel 2025 e tre nel 2024”.

Per iscriversi al registro è necessario avere un’età compresa tra i 18 e i 35 anni al momento dell’iscrizione, con una disponibilità che resta valida fino ai 55 anni, un peso di almeno 50 chilogrammi e uno stato di buona salute, senza patologie croniche degli organi principali o malattie infettive. Criteri pensati per proteggere chi dona e per rendere il registro il più efficace possibile, soprattutto grazie a una base giovane e in buone condizioni di salute.

Ultimo aggiornamento

11-05-2026 12:56