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Un incendio, il fumo che invade una stanza, il tempo che scorre e un reparto di Terapia intensiva da evacuare. È uno degli scenari, fortunatamente solo simulati, al centro del percorso di formazione e addestramento alla gestione delle emergenze avviato questa settimana dall’Azienda Usl di Piacenza. Il progetto, promosso dal dipartimento Qualità e sicurezza, diretto da Giampietro Scaglione, insieme al dipartimento di Emergenza-urgenza e Area critica, diretto da Ruggero Massimo Corso, e sotto l’egida della direzione generale dell’Ausl, coinvolge in questa prima fase circa 150 professionisti della Terapia intensiva. L’obiettivo è rafforzare la preparazione degli operatori e promuovere una cultura della sicurezza che tuteli pazienti e lavoratori, anche nelle situazioni più complesse.

Per ricreare condizioni vicine alla realtà, una sala della Centrale operativa 118 di via Anguissola è stata allestita con letti ospedalieri, stativi, ventilatori, monitor e manichini ad alta fedeltà, riproducendo un piccolo reparto di Terapia intensiva. In questo ambiente, gli operatori si confrontano con diversi scenari di emergenza, dall’incendio ad altri eventi critici che richiedono una risposta tempestiva e coordinata.

Le esercitazioni prevedono l’applicazione delle fasi indicate dal Piano di emergenza aziendale e dalle procedure di evacuazione: dall’attivazione dell’allarme alla rapida valutazione delle condizioni dei pazienti, dalla definizione delle priorità di trasferimento alla messa in sicurezza dei supporti vitali durante il trasporto, fino al raggiungimento di un’area sicura. Le prove sono organizzate in gruppi, per consentire ai partecipanti di sperimentare ruoli, procedure e modalità di coordinamento all’interno di scenari realistici.

In questa prima fase, il lavoro è concentrato sulla verifica operativa delle procedure di emergenza e di evacuazione nel contesto specifico della Terapia intensiva di Piacenza.

L’iniziativa rappresenta il primo passo di un programma più ampio di formazione e addestramento, volto a rafforzare progressivamente la preparazione del personale. L’integrazione tra formazione e prove pratiche punta a trasformare le indicazioni del Piano di emergenza aziendale in comportamenti concreti, condivisi ed efficaci, attraverso un lavoro che coinvolge competenze e responsabilità diverse.

La gestione di un’evacuazione in Terapia intensiva richiede un’organizzazione particolarmente accurata, perché ogni trasferimento deve garantire la continuità dell’assistenza e la sicurezza di pazienti che dipendono da dispositivi e trattamenti salvavita.

"Evacuare una terapia intensiva è uno degli scenari più complessi per un ospedale: i pazienti dipendono da ventilazione meccanica, infusioni continue e dispositivi di supporto vitale, e ogni spostamento va organizzato in pochi minuti senza interrompere le cure – spiega Ruggero Massimo Corso – Sono eventi rari e proprio per questo vanno allenati: la simulazione permette ai team di provare decisioni, comunicazione e coordinamento in condizioni realistiche, senza alcun rischio per i pazienti. Questo corso si inserisce in un più ampio filone di iniziative pensate per migliorare la cultura della sicurezza di pazienti e operatori".

"È un’iniziativa importante per la sicurezza dei lavoratori e dei pazienti – sottolinea Scaglione – La formazione, integrata con l’addestramento pratico e la simulazione, permette di trasformare le procedure previste dal Piano di emergenza aziendale in comportamenti concreti e condivisi. Prepararsi prima significa poter affrontare con maggiore consapevolezza e coordinamento anche gli eventi più complessi".

Ultimo aggiornamento

13-10-2026 17:20