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“Anime romantiche” tra le colline piacentine. Ieri la rassegna “Stelle sonanti” ha fatto tappa a Bobbio, all’interno dell’ospedale diretto da Antonio Manucra, direttore Medicina e lungodegenza ospedale di montagna e processi di integrazione territoriale a valenza provinciale.

Giunta alla seconda edizione, l’iniziativa è promossa dall’Azienda Usl di Piacenza in collaborazione con gli Amici della Lirica e l’Orchestra Dedicata, con l’obiettivo di portare momenti di benessere e serenità nei luoghi di cura.

Maria Occhipinti, medico internista e infettivologa, ha sottolineato come la struttura di Bobbio ospiti spesso pazienti per periodi prolungati: “Si tratta per lo più di persone anziane che, talvolta, non dispongono di un forte supporto familiare. Occasioni come questa rappresentano per loro preziosi momenti di svago e condivisione, un modo per vivere qualcosa di diverso insieme agli altri”. Nel presentare il concerto, Giuliana Biagiotti, presidente degli Amici della Lirica, ha evidenziato l’importanza di portare eventi simili anche nei contesti più decentrati: “La presenza a Bobbio dimostra la volontà concreta di “Stelle sonanti” di raggiungere tutti gli ambienti di cura”.

Protagonista del pomeriggio è stata la giovanissima violinista Manuela Mosca. Nel 2024, sotto la guida del maestro Antonio De Lorenzi, ha conseguito il diploma accademico di primo livello, proseguendo poi gli studi al Conservatorio Royal di Bruxelles nella classe di Valery Oistrakh. Attualmente frequenta il secondo anno al Conservatorio Nicolini di Piacenza. “Ho iniziato a suonare a sei anni e ho frequentato il Conservatorio mentre ero ancora a scuola – racconta con innocente modestia riguardo alla sua evidente precocità. Così mi sono diplomata a diciotto anni, con tre anni di anticipo”. A ottobre, a soli vent’anni, concluderà anche il corso di perfezionamento. Nel frattempo collabora già con diverse orchestre, tra cui la Cherubini diretta dal maestro Muti.

Giovane ma già intensa e coinvolgente, Mosca ha illuminato il pomeriggio eseguendo musiche di Elgar, Schubert, Brahms e Morricone.

Sullo sfondo, come sempre, il filo conduttore astrale che caratterizza “Stelle sonanti”. Il concerto era dedicato a Sadalsuud: “Le dolci melodie di un violino sotto la luce di Sadalsuud, la stella più brillante della costellazione dell’Acquario. Se quindi è vero che stiamo vivendo nell’Età dell'Acquario, immergiamoci in note suadenti e benauguranti, più che mai pertinenti. Provvidenziali”.

“Stelle sonanti” si inserisce nel percorso di umanizzazione dei luoghi di cura promosso dall’Azienda Usl di Piacenza ed è sostenuta dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, dalla Banca di Piacenza e dalla Fondazione Polli Stoppani.

Ultimo aggiornamento

24-04-2026 09:29