Il Centro trapianti dell'Ausl di Piacenza è accreditato per l’attività di trapianto di cellule staminali da sangue periferico e da midollo osseo autologo dalla Società europea di trapianto di midollo osseo (Ebmt) e dalla Società italiana di trapianto di midollo osseo (Gitmo).

TRAPIANTO ALLOGENICO

Il trapianto di cellule staminali allogeniche viene definito in base alla fonte delle cellule staminali (midollo osseo, sangue periferico, sangue da cordone ombelicale) e dal tipo di donatore, al grado di compatibilità che dipende dal numero di antigeni A,B e DR uguali tra donatore e ricevente in:

  • trapianto singenico;
  • trapianto di midollo osseo allogenico da donatore familiare;
  • trapianto di cellule staminali periferiche allogeniche da donatore familiare;
  • trapianto di midollo osseo allogenico da donatore volontario non familiare;
  • trapianto da sangue di cordone ombelicale;
  • trapianto di cellule staminali da donatore aploidentico (TMO aploidentico).

NORME COMPORTAMENTALI

TRAPIANTO AUTOLOGO

Il trapianto autologo consiste nella reinfusione di cellule staminali autologhe, proprie, precedentemente prelevate tramite espianto midollare o raccolta con aferesi dal sangue periferico e criopreservate. Esse vengono reinfuse attraverso un accesso venoso periferico o centrale (CVC), dopo che il paziente è stato sottoposto al regime di condizionamento con chemioterapia ablativa ad alte dosi.    
Esso trova sicura indicazione patologie ematologiche, oncologiche, patologie cardiovascolari (IMA), apoplessia, artrosi, degenerazione maculare, diabete, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, paralisi cerebrale, traumi del midollo spinale, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica.

NORME COMPORTAMENTALI
RACCOLTA DI CELLULE STAMINALI PERIFERICHE (PBSC) ED ESPIANTO

Il midollo osseo è un tessuto spugnoso che si trova all'interno, in un’individuo adulto, delle ossa piatte come: lo sterno, le coste, le ossa del bacino, quelle del cranio,nelle vertebre, scapole nell’epifisi delle ossa lunghe come femore e omero. Il suo aspetto è quello di un liquido denso, di colore rosso. È costituito da cellule staminali non differenziate destinate alla produzione dei vari componenti del sangue e del sistema immunitario: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Ognuna di queste cellule, ha una propria funzione vitale, che serve a mantenere il corpo sano e a scongiurare malattie. Le cellule staminali, oltre a produrre le cellule del sangue, possono anche riprodurre se stesse. È per questa ragione che il loro numero resta costante nel corso della nostra vita in condizioni normali. Purtroppo ognuna di queste componenti, nel corso della vita, può andare incontro ad una trasformazione maligna, in senso tumorale.
Il trapianto di midollo è un trattamento indicato per:

  • patologie ematologiche;
  • patologie oncologiche;
  • patologie ereditarie ed immunologiche.

Negli ultimi anni nuovi campi di applicazione sono anche: patologie cardiovascolari (Ima), apoplessia, artrosi, degenerazione maculare, diabete, morbo di Alzheimer, morbo di Parkinson, paralisi cerebrale, traumi del midollo spinale, sclerosi multipla, sclerosi laterale amiotrofica.

Il trapianto di midollo è una terapia molto potente e intensiva, che espone a elevati rischi,  di conseguenza non tutti i pazienti possono esservi sottoposti.

L'elemento attivo, nel caso di un trapianto di midollo osseo, sono le cellule staminali, che andranno a ripopolare le cavità ossee del paziente il cui midollo sia stato distrutto dalle terapie destinate a eliminarne un malfunzionamento (nel caso delle malattie ematologiche) o a rimuovere un tumore solido.
Le cellule staminali possono essere ottenute da midollo osseo o da sangue periferico dopo "mobilizzazione" con chemioterapia e/o fattori di crescita.
Per anni l'unica procedura possibile è stata attraverso prelievo di midollo osseo (espianto). L'esistenza, nel sangue periferico di cellule staminali in grado di garantire una ricostituzione emopoietica completa era già stata dimostrata, ma solo alla fine degli anni '80 è stato possibile raccoglierne quantità adeguate per garantire un buon attecchimento dopo chemioterapia mieloablativa e associata a fattori di crescita, mediante la procedura detta aferesi.
Raccolta di PBSC in regime di ricovero ordinario o day hospital (DH) di pazienti, cui verranno successivamente reinfuse (trapianto autologo), affetti da patologie ematologiche precedentemente diagnosticate, dopo essere stati sottoposti ad un regime di mobilizzazione comprendente chemioterapia mieloablativa e successivamente la stimolazione con fattore di crescita G-CSF (Granulocyte colony stimulating factor-Fattore stimolante le colonie di granulociti) ed il GM-CSF (Granulocyte/Macrophage colony stimulating factor-Fattore stimolante le colonie di granulociti e macrofagi). Funzione molto importante dei fattori di crescita è di mobilizzare le cellule staminali midollari, ossia di far aumentare nel circolo periferico queste cellule progenitrici di tutti i globuli bianchi, in modo da permetterne la raccolta con le procedure di leucoaferesi.
Raccolta di PBSC in regime di ricovero ordinario o DH da donatore familiare HLA compatibile o non compatibile, dopo stimolazione con fattore di crescita G-CSF (Granulocyte colony stimulating factor-Fattore stimolante le colonie di granulociti) ed il GM-CSF (Granulocyte/Macrophage colony stimulating factor-Fattore stimolante le colonie di granulociti e macrofagi).

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